Il genio del Rinascimento raccontato in due minuti: dal David alla Cappella Sistina, fino alla sfida con Leonardo.

Ritratto di Michelangelo
Jacopino del Conte, Ritratto di Michelangelo

Michelangelo, Leonardo e Raffaello: lascia sgomenti pensare che questi tre immensi artisti vissero nella stessa città, negli stessi anni, con età diverse. Lascia sgomenti pensare che quei pochi decenni che hanno segnato l’apice del Rinascimento hanno lasciato in eredità capolavori che hanno scavalcato i secoli, influenzando per sempre l’universo artistico.

Pensate che per quasi un secolo, gli artisti che seguirono mutarono completamente il loro approccio all’arte, non ispirandosi più alla natura ma prendendo spunto dalle opere dei tre immortali, considerate esempi di perfezione assoluta.

Lascia sgomenti pensare che Michelangelo e Leonardo spesso litigavano, che Raffaello chiedeva consigli a Michelangelo, che tutti e tre, dopo tutto, oltre che artisti immortali erano persone. Per questo mi piace raccontare la loro vita ed emozionarmi di fronte alle loro opere.

MICHELANGELO BUONARROTI: VITA E OPERE RIASSUNTE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564) è considerato uno dei più grandi artisti di sempre. Le sue opere influenzeranno a tal punto l’arte italiana da creare una scuola a cui si ispireranno gli artisti successivi, che prende il nome di “manierismo” (“alla maniera di…”).

2. Michelangelo nasce a Caprese (provincia di Arezzo) da una famiglia di nobili fiorentini ormai in declino. A dodici anni approda alla bottega di Domenico Ghirlandaio, uno dei più importanti artisti fiorentini dell’epoca.

Michelangelo Buonarroti, Pietà del Vaticano
Michelangelo Buonarroti, Pietà del Vaticano, 1497-1499, marmo, asilica di San Pietro in Vaticano, Città del Vaticano

3. Completa la sua formazione presso il giardino di San Marco, un’accademia di giovani artisti, sostenuta economicamente da Lorenzo il Magnifico. Le opere di Michelangelo colpirono così nel profondo il signore di Firenze che decise di ospitare l’artista nel palazzo di via Larga, residenza della famiglia Medici.

4. Lorenzo il Magnifico, il cardinale Jacopo Galli, papa Alessandro VI, papa Giulio II: Michelangelo in vita poté godere dell’appoggio di molti influenti mecenati, ma ciò nonostante dimostrò una forte indipendenza creativa, realizzando spesso opere che non erano destinate ad alcun committente per essere vendute a chi ne fosse interessato, cosa assolutamente innovativa per l’epoca.

5. Michelangelo non aveva un buon carattere, un giorno fece infuriare a tal punto lo scultore Pietro Torrigiano che lo colpì violentemente con un pugno, compromettendo irrimediabilmente la fisionomia del volto dell’artista.

In un’altra circostanza, di fronte a un cliente (Agnolo Doni) che cercava di pagare meno il dipinto che gli aveva commissionato, Michelangelo perse la pazienza e si riprese indietro la sua opera obbligando l’avaro committente a dover pagare il doppio della somma pattuita per riaverla indietro. Il cliente, a malincuore, pagò.

Michelangelo Bonarroti, David
Michelangelo Bonarroti, David, 1501-1504, marmo bianco, Galleria dell’Accademia, Firenze (ai piedi di Palazzo della Signoria è possibile ammirare una copia dell’opera)

6. L’arte scultorea di Michelangelo è indissolubilmente legata al candore del marmo di Carrara. L’artista osservando il blocco di marmo vedeva all’interno una figura imprigionata che solo lui era capace di liberare e rendere visibile al mondo sottraendo con lo scalpello la materia in eccesso.

Così sono nati capolavori come la splendida Pietà Vaticana, la sua prima opera in marmo, realizzata quando l’artista aveva solo 23 anni.

7. Restando in tema, non dobbiamo dimenticare che Michelangelo è l’autore di quella che viene considerata la scultura più famosa al mondo: stiamo parlando del David (realizzato tra il 1501 e il 1504).

All’epoca nacque una discussione sulla collocazione dell’opera. Si istituì persino un comitato per decidere dove porla. Era guidato da Leonardo che proponeva di porre il David sotto la loggia dei Lanzi, al coperto e protetta; Michelangelo voleva invece che la statua fosse collocata ai piedi di Palazzo Vecchio, dove avrebbe goduto di maggiore visibilità. Come sappiamo, fu Michelangelo ad avere la meglio.

Michelangelo, Mosè, 1513-1515 circa, Basilica di San Pietro in Vincoli
Michelangelo, Mosè, 1513-1515 circa, Basilica di San Pietro in Vincoli

8. Che tra Leonardo e Michelangelo ci fosse rivalità (e rispetto) non è un mistero. Nel 1504 venne commissionato all’artista un affresco su una parete della Sala Grande del Consiglio di Palazzo Vecchio che doveva celebrare la vittoria ottenuta dai fiorentini nella battaglia di Cascina, la parete a lato venne invece affidata a Leonardo che la usò per dipingere la famosa Battaglia di Anghiari. Questo incarico fu visto dai contemporanei come una vera e propria sfida tra i due artisti.

9. Parlando di pittura non bisogna dimenticare che Michelangelo è l’autore degli affreschi sulla volta Cappella Sistina a Città del Vaticano (eseguiti tra il 1508 e il 1512), capolavoro di proporzioni colossali che da solo riesce a fornire “un’idea completa di ciò che un uomo è capace di raggiungere”, parafrasando le parole del poeta tedesco Goethe.

10. Oltre ad essere un grande scultore e pittore, Michelangelo è stato anche un importante architetto. Era ormai settantenne (1546) quando assunse l’incarico di dirigere i lavori per la monumentale Basilica di San Pietro in Vaticano.

“Si dipinge col cervello et non con le mani.” (Michelangelo BuonarrotiLettere)

Michelangelo Buonarroti, Creazione di Adamo
Michelangelo Buonarroti, Creazione di Adamo, particolare della volta della Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano

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Michelangelo Buonarroti è tornato (Blog)

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