In due minuti vi raccontiamo l’artista britannico, del suo teschio di diamanti e del suo squalo in formaldeide, opere che indagano il legame tra la vita e la morte.

Damien Hirst ritratto da Luke Stephenson
Damien Hirst ritratto da Luke Stephenson nel 2007 (CC BY-SA 3.0)

Osservare le opere di Damien Hirst è come intraprendere un viaggio nei recessi più spaventosi dell’animo umano, dove nascondiamo le domande a cui non riusciamo a dare risposta. Osservare le sue opere significa camminare in equilibrio su quel sottile filo che lega la vita alla morte, lo stesso capace di mutare un corpo caldo e pulsante in una carcassa disarticolata.

Vita o morte, bianco o nero, non ci sono mezze misure di fronte all’arte di Hirst. C’è chi lo adora (e paga milioni per portar a casa una sua creazione) e chi lo odia, considerandolo solo il prodotto di un’abile strategia di marketing o un sadico che considera gli animali uno strumento per le sue opere, spogliandoli di ogni dignità. Nel bene o nel male, Hirst è un’artista che non passa inosservato, per questo ho deciso di spiegarlo in dieci punti.

L’ARTE DI DAMIEN HIRST RIASSUNTA IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Damien Hirst, nato a Bristol nel 1965, è tra i più celebri artisti britannici contemporanei. È l’esponente di spicco degli Young British Artists (YBA), gruppo di visual artist affermatisi negli anni ’90 per i contenuti controversi e coinvolgenti delle loro esibizioni.

2. La ricerca artistica di Hirst è incentrata sul tema della morte che nelle sue opere diventa crudo spettacolo che spaventa, indigna, fa scalpore e invita a riflettere sulla caducità del corpo. Una delle sue opere più note, For The Love of God (2007) è un teschio umano ricoperto di diamanti (8.601 diamanti purissimi e un enorme diamante rosa a goccia posizionato sulla fronte, per un totale di 1.106,18 carati).

Damien Hirst, For the love of God, 2007, denti, platino e diamanti, 17,1×12,7×19,1 cm, White Cube, Londra
Damien Hirst, For the love of God, 2007, denti, platino e diamanti, 17,1×12,7×19,1 cm, White Cube, Londra

3. Le opere di Damien Hirst hanno spesso per oggetto cadaveri di animali imbalsamati, in alcuni casi sezionati e conservati in formaldeide. Tra queste la sua opera più nota è sicuramente The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living (1991, in fondo all’articolo) che, venduta nel 2004 ha reso Hirst tra gli artisti viventi più cari al mondo. L’opera consiste in un enorme squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide dentro una vetrina. Pare che Hirst abbia acquistato l’animale per telefono da un pescatore australiano, facendoselo recapitare (già morto) direttamente a casa.

4, Le opere di Hirst sono spesso contestate dai movimenti animalisti tanto che molte delle sue esibizioni sono accompagnate da manifestazioni di protesta. Accusano Hirst di usare gli animali come oggetti di spettacolo in una visione antropocentrica della vita, inoltre non gli perdonano l’opera In and Out of Love, per creare la quale l’artista ha sacrificato 9.000 farfalle.

5. Altro tema ricorrente nelle opere di Hirst sono i medicinali, esposti in scaffalature e rigorosamente ordinati.

6. Tra le opere di Damien Hirst sono presenti numerosi dipinti conosciuti con il nome di “Spot paintings” per via della particolare tecnica utilizzata dall’artista che gli permette di realizzare serie di punti colorati dipinti con vernici industriali su fondo bianco tutti equidistanti l’uno dall’altro.

Damien Hirst, Amylamine
Damien Hirst, Amylamine, 1993, Latex paint on canvas, 3353 x 2956 mm

7. Le sue mostre sono considerate degli eventi sia per l’eco della stampa (a volte anche a causa dei temi controversi affrontati da Hirst) che per la presenza di celebrities. Hirst in un certo senso adatta all’arte un concetto già sfruttato nell’ambito della moda: alcune delle opere non sono in vendita ma l’acquirente può portare a casa alcuni esemplari ispirati al modello originale (come avviene per la moda “prêt-à-porter”).

8. Nell’ascesa artistica di Damien Hirst il marketing e la comunicazione hanno svolto un ruolo cruciale. Non a caso tra i primi a scommettere sul giovane (all’epoca) artista fu il pubblicitario britannico Charles Saatchi. Oggi le opere di Hirst vengono valutate fino a 70 milioni di dollari.

9. Damien Hirst ha diretto il video per il singolo dei Blur Country House (1996) ed ha decorato con migliaia di ali di farfalle (vere) la bici usata nel Tour de France 2009 dal ciclista americano Lance Armstrong. L’opera, intitolata Butterfly Trek Madone (2009), è stata battuta all’asta per 500.000 dollari e ad oggi risulta la bici più costosa al mondo. Il ricavato è andato all’associazione Livestrong che finanzia la lotta al cancro.

10. Una delle opere di Darmien Hirst si trova in Italia: si tratta di Lost love (2000), ospitata dalla Fondazione Prada di Milano.

“È incredibile dove si possa arrivare con un 4 in arte, un’immaginazione bacata e una sega elettrica.” (Damien Hirst, mentre ritira il Turner Prize alla Tate Gallery di Londra)

Damien Hirst, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living
Damien Hirst, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, 1991, Glass, painted steel, silicone, monofilament, shark and formaldehyde solution, 2170 x 5420 x 1800 mm

La mostra

“Treasures from the wreck of the unbelievable”
A Palazzo Grassi, Venezia
dal 9 aprile al 3 dicembre 2017

Info: www.palazzograssi.it

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