Giotto, Caravaggio, Botticelli, Piero della Francesca e non solo: abbiamo raccontato il Natale attraverso 6 opere d’arte italiane. 

Tra i momenti che hanno segnato un solco nella storia dell’umanità, di certo vi è la nascita di Cristo. A prescindere dal significato religioso che si voglia attribuire al Natale, quel giorno di oltre duemila anni fa ha cambiato per sempre la storia dell’umanità. L’immagine di Gesù bambino, accudito da Maria e San Giuseppe nel corso dei secoli ha messo alla prova gli artisti, spinti da sacro fervore o semplicemente dal desiderio di confrontarsi con un tema che da sempre ha costituito una sfida a un confronto tra gli artisti di ogni epoca.

Ho scelto 6 opere d’arte italiane (più un capolavoro straniero) che raccontano la stessa storia, vista attraverso occhi, secoli e culture diverse.

6 OPERE D’ARTE ITALIANE (PIÙ UNA) SULLA NATIVITÀ

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Giotto da Bondone, Natività di Gesù, 1304-1306, intonaco, 2,00 m x 1,85 m, Cappella degli Scrovegni a Padova

GIOTTO, NATIVITÀ DI GESÙ (1303 – 1305 circa)

Giotto di Bondone è stato l’artista che ha rivoluzionato il modo di concepire l’arte in Occidente, segnando un solco tra chi lo ha preceduto e chi lo ha seguito: per questo, se parliamo di arte italiana non possiamo che cominciare con uno dei suoi capolavori. La Natività di Gesù fa parte del ciclo di affreschi “Storie di Gesù”, conservati nella Cappella degli Scrovegni a Padova. San Giuseppe, come spesso avveniva nell’iconografia dell’epoca, è rappresentato in disparte, quasi addormentato, per evidenziare il suo ruolo non attivo nella procreazione.

Beato Angelico, Adorazione del Bambino, 1440-1441 circa, affresco, 193×164,5 cm, convento di San Marco, Firenze
Beato Angelico, Adorazione del Bambino, 1440-1441 circa, affresco, 193×164,5 cm, convento di San Marco, Firenze

BEATO ANGELICO, ADORAZIONE DEL BAMBINO (1440 – 1441 circa)

Il frate domenicano Beato Angelico considerava la pittura un atto di devozione, come pregare: si racconta infatti che realizzò la sua famosa Crocifissione dipingendo inginocchiato e in lacrime. Doveroso quindi inserire il suo affresco sulla natività in questo articolo. L’opera è stata realizzata per decorare le stanze del convento di San Marco a Firenze. Va fatta però una precisazione: nonostante l’affresco sia stato attribuito al Beato Angelico è probabile che l’artista si fece aiutare da altri nel completare il ciclo di affreschi del convento, vista la mole di lavoro che da solo, ragionevolmente non avrebbe potuto sostenere.

The Nativity
Piero della Francesca, Natività, 1470-1475, olio su tavola, 124,4×122,6 cm, National Gallery, Londra

PIERO DELLA FRANCESCA, NATIVITÀ (1470-1475)

Piero della Francesca è uno degli artisti più interessanti dell’arte italiana: i suoi dipinti sono famosi per i rigidi calcoli matematici che regolano la disposizione degli elementi nell’opera e per le figure simboliche dipinte nei suoi quadri, alcune delle quali non sono ancora state interpretate in maniera univoca (es. come nell’opera Flagellazione di Cristo). In questa natività si possono notare alcuni elementi simbolici come l’asino ragliante, affiancato al coro degli angeli che inneggiano al Gesù bambino. Tale contrasto evidenzia la netta contrapposizione tra la volgarità terrena e la poesia celeste. La gazza appollaiata sulla tettoia è invece simbolo della follia umana che già preannuncia la futura crocifissione di Cristo.

Botticelli_Natività-mistica_Natale_oepre_arte_due-minuti-di-arte
Sandro Botticelli, Natività Mistica, 1501, pittura a olio su tela, 108,5×75 cm, National Gallery, Londra

BOTTICELLI, NATIVITÀ MISTICA (1501)

La carriera artistica (e la vita) di Sandro Botticelli si può dividere in due parti: la prima, quando a Firenze governavano i Medici e la seconda, dall’avvento di Savonarola (1494) in poi. Se nella prima fase Botticelli è stato il più grande promotore degli ideali rinascimentali e dei suoi richiami al mondo classico, nella seconda fase il pittore fiorentino diventa mistico, quasi fanatico, completamente assuefatto alle tematiche sacre. Secondo alcuni storici la Natività mistica è l’ultima opera realizzata dall’artista prima di abbandonare l’arte per sempre e vivere in povertà. L’opera è considerata “mistica” per i numerosi significati simbolici in essa contenuti, che paiono collegare la nascita di Cristo al Giudizio Universale che, secondo le Sacre Scritture, porterà alla riconciliazione degli uomini con Dio.

Caravaggio_Natività-con san-francesco-e-san-lorenzo_Natale_oepre_arte_due-minuti-di-arte
Caravaggio, Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, 1600 o 1609, olio su tela, 298×197 cm

CARAVAGGIO, NATIVITÀ CON I SANTI LORENZO E FRANCESCO D’ASSISI (1600 O 1609)

Questo dipinto è una bellissima rappresentazione della natività vista con gli occhi di Caravaggio. Ciò che colpisce è la resa realistica dei personaggi, rappresentati come individui poveri e umili, come dovevano apparire la notte di Natale san Giuseppe e Maria, in cerca di un posto dove dormire. La madonna, in particolare, è rappresentata nella sua essenza terrena, come una madre stanca dopo il parto che ammira Gesù bambino, frutto del suo grembo. Purtroppo non è più possibile ammirare l’opera perché fu rubata nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo, dove era custodita. Gli inquirenti sono convinti che sia opera della mafia e si teme che il dipinto sia irrimediabilmente rovinato o addirittura bruciato.

Felice Lovisco, Natività de Signore, 2011, Trittico, olio su tavola, 214x248

FELICE LOVISCO, NATIVITÀ DEL SIGNORE (2011)

Ho deciso di inserire in questa speciale selezione un dipinto a cui sono molto legato. L’ho fatto per due motivi: il primo è perché è un’opera bellissima che ho avuto la fortuna di vedere nella sua realizzazione, il secondo motivo è perché si tratta di un’opera di mio padre. È grazie a lui se amo l’arte e ho deciso di aprire questo blog. È grazie ai suoi insegnamenti se da bambino preferivo perdermi in un dipinto e non nelle immagini della televisione. Ed è stato lui il primo a spiegarmi la differenza tra le dense pennellate di van Gogh e l’elegante tocco di Monet. Questa Natività del Signore fa parte di una serie di sette trittici che narrano la storia di Cristo, esposti nell’inverno 2013 alla Galleria Civica di Potenza.

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PIeter_paul_rubes_Adorazione-dei-pastori_Natale_oepre_arte_due-minuti-di-arte
Pieter Paul Rubens, Adorazione dei pastori, 1608, colori a olio, 300 cm×192 cm cm, pinacoteca civica, Fermo

PIETER PAUL RUBENS, ADORAZIONE DEI PASTORI (1608)

È vero, Rubens non è italiano ma ho almeno tre buone scuse per inserirlo in questa selezione di opere. Prima di tutto la formazione artistica di Rubens avviene durante il suo lungo soggiorno in Italia (dal 1600 al 1608), quindi un po’ italiano lo è, dopo tutto. In secondo luogo quest’opera fu realizzata per la chiesa san Filippo neri di Fermo e pare essere un omaggio al suo contemporaneo Caravaggio. Inoltre non potevo parlare di arte e Natale senza citare neanche un pittore fiammingo.

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