In due minuti vi raccontiamo la storia della coppia che ha rivoluzionato la Land Art, “impacchettando” isole e monumenti in tutto il mondo.

Frida Kahlo e Diego Rivera, Yoko Ono e John Lennon, Dalì e Gala: tante coppie dimostrano che l’arte, quando si fa in due, può dare vita a risultati esaltanti. È il caso di Christo e Jeanne-Claude, i maestri della “Land Art“, un’arte che è un po’ poesia, un po’ sogno e un po’ (molto) capacità di organizzarsi per rendere reali delle idee apparentemente folli.

Insieme, Christo e Jeanne-Claude hanno “impacchettato” monumenti, antichi ponti e isole lussureggianti. Christo ci metteva l’idea e disegnava il progetto, Jeanne-Claude si occupava di trasformare le idee del compagno in realtà.

Fino al 2009, quando Jeanne-Claude è venuta a mancare. Sette anni dopo Christo ha realizzato una delle sue opere più belle: The Floating Piers, una passerella che dava al visitatore l’illusione di passeggiare sulle acque del Lago d’Iseo. Sarà perché è stata la prima opera realizzata senza Jeanne-Claude, ma quella passerella aveva un significato speciale, perché era un’opera su cui lui e la sua compagna avevano fantasticato a lungo prima che divenisse realtà.

Anche se Jeanne-Claude non poté mai inaugurarla, camminando sulle acque del lago a piedi nudi, quell’opera meravigliosa è stata anche sua, perché l’arte, lei sola, ha la forza per oltrepassare il limite, e vincere la morte.

Christo e Jeanne Claude
Fonte foto: www.artribune.com

L’ARTE DI CHRISTO E JEANNE-CLAUDE RIASSUNTA IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Christo e Jeanne-Claude è il nome del progetto artistico dei coniugi Christo Vladimirov Yavachev (Gabrovo, 1935 – New York, 2020) e Jeanne-Claude Denat de Guillebon (Casablanca 1935 – New York, 2009).

Insieme, Christo e Jeanne-Claude, in oltre trent’anni di carriera hanno dato vita a opere colossali che hanno fatto la storia della “land art”. Una curiosità: sono nati entrambi il 13 giugno del 1935.

2. La Land Art è una forma d’arte contemporanea sorta negli Stati Uniti tra il 1967 e il 1968 che si basa sull’intervento dell’artista sull’ambiente circostante che diventa parte essenziale dell’opera d’arte (temporanea, il più delle volte).

L’opera può svilupparsi in spazi incontaminati come deserti, laghi ecc. o su strutture umane già preesistenti (ponti, monumenti ecc.).

Christo e Jeanne-Claude, Isole impacchettate, 1983 (Greater Miami, Florida, Stati Uniti)
Christo e Jeanne-Claude, Isole impacchettate, 1983 (Greater Miami, Florida, Stati Uniti)

3. Christo nacque nel 1935 a Gobrovo, una città della Bulgaria e dal 1952 al 1956 studiò all’Accademia di Belle Arti di Sofia, prima di trasferirsi a Praga all’età di ventidue anni. Erano anni difficili per i Paesi del blocco sovietico non allineati, così Christo fu costretto a fuggire dal regime comunista, nascosto in un camion diretto in Austria.

4. Dopo la fuga Christo andò a vivere a Vienna, allievo dello scultore Fritz Wotruba, prima di trasferirsi a Ginevra e poi a Parigi dove si guadagnava da vivere dipingendo ritratti.

Nel 1958 avvenne l’incontro che cambiò per sempre la sua vita. Una ragazza, di nome Jeanne-Claude Denat de Guillebon, gli chiese di ritrarre sua madre. Tra i due nacque subito una forte attrazione, ostacolata dal fatto che Jeanne-Claude era già fidanzata e prossima a sposarsi.

5. Nonostante ciò Christo e Jeanne-Claude intrapresero una relazione segreta, destinata a concludersi con il matrimonio di Jeanne.  Il destino però ci si mise di mezzo e fece sì che il matrimonio durò pochissimo: durante la luna di miele Jeanne-Claude si accorse di portare in grembo una bambina concepita con Christo, così decise di lasciare il marito appena sposato e cominciare una nuova vita con l’artista. Nel 1960 nacque la loro figlia Cyril.

6. Christo già da tempo stava lavorando ad un nuova tecnica: quella dell’empaquetage (impacchettamento), con cui avvolgeva con la tela barattoli di pittura, per poi decorarli con colla, sabbia e vernice.

Perché Christo “impacchettava” i monumenti?

Una delle ipotesi è quella secondo cui impacchettare una forma sia un modo per nasconderla e ad evidenziarla allo stesso tempo, lasciando alla fantasia dello spettatore il compito di immaginare cosa si celi sotto la tela. È stata questa tecnica a rendere celebri le opere di Christo e Jeanne-Claude.

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Christo e Jeanne, Pont Neuf impacchettato, 1985, Parigi, Francia

7. Nel 1961 i due artisti si misero al lavoro per realizzare la prima opera del loro progetto comune. Per protestare contro l’erezione del Muro di Berlino i due artisti innalzarono un “muro” di barili d’olio per bloccare rue Visconti, nei pressi della Senna ed impedire ai parigini di passare da un lato all’altro del vicolo. L’opera si chiamava Rideau de Fer.

Christo e Jeanne-Claude lavoravano in simbiosi: Christo era l’ideatore delle opere e dei disegni, Jeanne-Claude trasformava quelle idee in realtà, con l’aiuto di ingegneri e operai o chiedendo i permessi necessari per la realizzazione delle opere. Era il 1964 quando Christo, Jeanne-Claude e Cyril lasciarono l’Europa per trasferirsi negli Stati Uniti.

8. Christo e Jeanne-Claude, nella loro carriera, hanno “impacchettato” monumenti storici come la statua equestre di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano (1970), il Pont Neuf di Parigi (1985 – sopra) o il Reichstag a Berlino (1995). Nel 1983 arrivarono ad “impacchettare” undici isole della baia di Biscayne a Miami per l’opera Isole impacchettate (sopra).

Una delle loro opere principali è The Gates, un percorso di 37 chilometri attraverso il Central Park di New York, costituito da materiale arancione intervallato da 7.503 portici. L’opera è stata aperta al pubblico nel 2005, dopo una negoziazione lunga 25 anni con la città di New York!

Passau Mural
Christo e Jeanne-Claude, The Gates, 2005, Centrla Park, New York, USA

9. Le opere di Christo e Jeanne-Claude sono temporanee, come sogni ad occhi aperti che svaniscono in un battito di ciglia. I due artisti non hanno mai chiesto sovvenzioni o sponsorizzazioni per i loro lavori, per non subire le influenze dei committenti. Si autofinanziano vendendo i disegni dei loro lavori, i progetti o i modellini.

10. Nel 2009 Jeanne-Claude muore improvvisamente, per le complicazioni di un aneurisma cerebrale ma Christo continua a lavorare ai progetti su cui i due hanno fantasticato insieme.

Tra questi spicca l’opera The Floating Piers (2016): un sistema di pontili galleggianti che univa alla terraferma l’isola di San Paolo nel Lago D’Iseo, in Lombardia. I visitatori potevano passeggiare sui pontili a pelo d’acqua, avendo l’impressione di camminare sulle acque del lago. Un’opera onirica, romantica e meravigliosa: una dichiarazione di amore alla compagna di una vita, che l’artista raggiungerà il 31 maggio 2020.

“Avere l’idea è facile. Qualunque idiota può avere una buona idea. Il difficile è metterla in atto.” (Christo e Jeanne-Claude)

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Christo e Jeanne-Claude, The Floating Piers, 2016, Lago d’Iseo, Italia

Sito: http://christojeanneclaude.net

3 Comments »

  1. The Floating Piers è proprio un progetto geniale. Dev’essere molto recente: quando sono stata al Lago d’Iseo non vi era alcun progetto di questo tipo. :c

    • È un installazione temporanea (come tutte le opere di Christo, del resto). È stata inaugurata sabato 18 giugno e rimarrà aperta al pubblico per tre settimane. Finora sta facendo registrare un’affluenza vastissima! 🙂

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