Dal grande classico di Botticelli ai fiori di Klimt, passando per gli ombrellini di Manet e Seurat: ecco 10 dipinti che raccontano la bella stagione.

Se qualcuno vi chiedesse il titolo di un’opera d’arte dedicata alla primavera, probabilmente pensereste subito alla Primavera di Botticelli. E su questo, sfido chiunque a non essere d’accordo. Però non basta un’opera a raccontare una stagione così ricca di colori, così ne ho scelte 10 che, messe l’una di fianco all’altra, compongono un meraviglioso mosaico le cui tessere sono gli alberi in fiore, i prati scintillanti e graziose dame che sembrano vestite di petali.

Da Botticelli a Klimt, passando per gli impressionisti: oggi facciamo un viaggio nella storia dell’arte attraverso 10 opere ispirate alla primavera.

LA PRIMAVERA IN 10 OPERE D’ARTE

1. Sandro Botticelli, Primavera, 1477-1482, Galleria degli Uffizi, Firenze

Sandro Botticelli, Primavera
Sandro Botticelli, Primavera, 1482, Tempera su tavola, 203×314 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

Parlando di primavera, non potevo che citare per primo questo capolavoro del Rinascimento. Non ci sono parole per descrivere quest’opera di Botticelli, carica di significati allegorici, che incarna perfettamente i valori e gli ideali dell’umanesimo.

Il dipinto va letto da destra a sinistra. Cominciando da questo lato troviamo infatti Zefiro, il dolce vento primaverile, che seduce la ninfa Clori, raffigurata poco oltre nelle sembianze di Flora, dea della fioritura. Al centro del dipinto c’è la dea Venere, che avanza dolcemente. Sul suo capo vola Cupido, che sta per scagliare le sue frecce in direzione delle tre Grazie che danzano in cerchio. Chiude il dipinto, sulla sinistra, il dio Mercurio, che con la mano allontana le nubi.

Una curiosità: il delicato abito di Flora ha affascinato moltissimi stilisti, tra cui l’italiana Rosa Genoni, che nel 1906 ha realizzato un abito ispirandosi a quest’opera.

2. Giuseppe Arcimboldo, Quattro stagioni – Primavera, 1563, Louvre, Parigi

Giuseppe Arcimboldo, Primavera (1563), Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid

La primavera di Arcimboldo è un’esplosione di fiori colorati e foglie rigogliose, che formano un volto roseo e sorridente. Per raccontare la natura che rinasce, il singolare artista italiano ha scelto una delle sue famose “teste composite”, ossia ritratti realizzati utilizzando oggetti inanimati (soprattutto frutta, ortaggi ecc.), che nel contesto dell’opera assumono un valore simbolico.

La sua particolare tecnica si basa sulla “pareidolia”, ossia il meccanismo visivo che ci spinge a riconoscere sembianze umane e familiari anche in soggetti dalla forma casuale (es. nuvole, montagne ecc.).

3. Édouard Manet, Primavera, 1882, J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Édouard Manet, Primavera, 1882, J. Paul Getty Museum, Los Angeles
Édouard Manet, Primavera, 1882, J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Questo dipinto ha una storia particolare perché è stato l’ultimo grande successo del pittore francese al Salon di Parigi. In origine l’opera doveva far parte di una serie di quattro dipinti in cui le quattro stagioni erano raccontate attraverso i ritratti di quattro dame eleganti, con abiti diversi a seconda del periodo dell’anno. L’idea di questa serie era venuta al famoso scrittore Marcel Proust, amico di Édouard Manet.

Il pittore tuttavia non riuscì a completare il lavoro, realizzando solo due dei quattro dipinti: la Primavera e l’Autunno. Un anno dopo il successo del Salon, il 30 aprile del 1883, l’artista morì all’età di cinquantuno anni, a causa delle complicazioni di una malattia: l’atassia psicomotoria, che lo affliggeva dal 1879.

4. Claude Monet, Campi in primavera, 1887, Staatsgalerie Stoccarda

Claude Monet, Campi in primavera, 1887, Staatsgalerie Stoccarda

Una delle stagioni più belle dell’anno non poteva che diventare protagonista delle tele degli artisti impressionisti, famosi per la pittura en plein air e per le lunghe giornate trascorse all’aria aperta per cogliere ogni sfumatura della luce.

In quest’opera il maestro dell’impressionismo Claude Monet coglie le tinte delicate dei pioppi e dei campi in fiore. Al centro, l’immancabile dama con l’ombrello, protagonista di molte delle sue tele. L’impressione è di una stagione che incede dolcemente, con una luce tenue, che sembra carezzare lo sguardo dello spettatore.

5. Pierre-Auguste Renoir, La Senna a Chatou, 1881, Boston, Museum of Fine Arts

Pierre-Auguste Renoir, La Senna a Chatou, 1881, Boston, Museum of Fine Arts

Parlando di primavera non potevamo ignorare un altro grande esponente dell’impressionismo, nelle cui opere traspare une genuina allegria e fame di vita.

Anche in quest’opera, Pierre-Auguste Renoir pare voglia infondere nello spettatore l’energia piacevole di un soffio di Zefiro, che muove l’erba nel prato e porta alle narici il profumo dei fiori appena sbocciati.

6. Vincent van Gogh, Ramo di mandorlo fiorito, 1890, Rijksmuseum Vincent Van Gogh, Amsterdam

Vincent van Gogh, Ramo di mandorlo fiorito, 1890, Rijksmuseum Vincent Van Gogh, Amsterdam

Non solo girasoli o campi di grano: Vincent van Gogh ci ha lasciato opere che raccontano con estrema delicatezza le sfumature della natura. Questo dipinto in particolare è molto interessante perché mostra l’influenza che l’arte giapponese ha avuto sul maestro olandese.

Van Gogh infatti era particolarmente affascinato dalle stampe degli artisti orientali Hokusai e Hiroshige, che a fine Ottocento erano diventate piuttosto popolari in Europa, e in particolare in Francia, stuzzicando la fantasia di artisti come Manet, Toulouse Lautrec e, appunto, van Gogh.

7. Georges Seurat, Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte, 1883-1885, The Art Institute, Chicago

Georges Seurat, Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte, 1883-1885, The Art Institute, Chicago

È uno dei dipinti più iconici dell’arte del XIX secolo, e pietra miliare del “puntinismo”, movimento pittorico caratterizzato dalla scomposizione dei colori in piccoli punti che, visti dalla giusta distanza, restituiscono l’immagine completa. I colori così non vengono più mescolati tra loro ma affiancati l’uno all’altro sulla tela, affidando al sistema percettivo dell’osservatore il compito di dare un senso all’immagine, fondendo i punti tra loro.  

Nell’opera di Seurat, ciò che vediamo è l’istantanea di una tiepida giornata primaverile, sull’isolotto della Grande-Jatte, sulla Senna, presso il paese di Neuilly sur Seine.

8. Giovanni Boldini, Primavera, 1873. Collezione privata

Giovanni Boldini, Primavera, 1873. Collezione privata

Il ferrarese Giovanni Boldini, famoso per i suoi meravigliosi ritratti, realizzati per lo più in interni, in occasione della primavera è uscito dal suo studio per regalarci questa delicata istantanea della Belle Epoque.

Il prato fiorito, la posa deliziosa della dama, il suo accurato abito rosa, il cappello a cilindro del cavaliere poggiato sull’erba, lo sfondo dolcemente decadente: il racconto perfetto di una romantica giornata di primavera.

9. Alfons Mucha, Le stagioni – Primavera, 1896

Alfons Mucha, Le stagioni – Primavera, 1896
Alfons Mucha, Le stagioni – Primavera, 1896

Restiamo sempre nel periodo delle Belle Epoque, con quest’opera di uno dei maestri dell’Art Nouveau: il ceco Alfons Mucha.

L’opera che ho scelto fa parte della serie Le quattro stagioni, uno dei suoi capolavori più noti. In questo ritratto emerge tutta l’eleganza della decorazione e la sensibilità dell’artista nel ritrarre donne di una bellezza leggiadra ed eterea, ma dotate al contempo di intrigante sensualità.

10. Gustav Klimt, Bauerngarten (Blumengarten), 1907

Gustav Klimt, Bauerngarten (Blumengarten), 1907

L’ultima delle nostre 10 opere dedicate alla primavera è del maestro dell’Art Nouveau, Gustav Klimt. Questo dipinto è un po’ diverso dalle opere più note dell’artista, famoso per le linee sinuose e i colori dorati che impreziosiscono i suoi ritratti. In questo caso Klimt ritrae un prato in cui i fiori sembrano sbocciare, uno dopo l’altro, ogni volta che il pennello sfiora la tela, in un’esplosione di colori.

Chiudo con un curiosità su questo dipinto:  l’opera nel 2017 è stata venduta dalla casa d’aste londinese Sotheby’s per 56 milioni di euro: un record per un paesaggio dipinto da Klimt e il terzo prezzo più alto per un’opera d’arte battuta all’asta in Europa.

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