In due minuti vi raccontiamo la storia del più grande pugile di tutti i tempi, dalle vittorie sul ring alle sue battaglie i diritti degli afromericani. 

Muhammad Alì, vita, riassunto
Muhammad Alì, campione dei pesi massimi dal 1964 al 1967 e dal 1974 al 1978

Ci sono atleti celebri che passano alla storia per esser i più forti nel loro sport e poi ci sono atleti unici, che uniscono alle doti atletiche il coraggio e la consapevolezza di essere uomini, prima che uomini di sport. Muhammad Alì è uno di questi, immortale come gli eroi. È uno che all’apice del successo ha rischiato di mandare al diavolo tutti i suoi sforzi per difendere le sue opinioni, per combattere a modo suo a favore dei diritti civili degli afroamericani in un periodo in cui solo a parlarne si rischiava la vita.

Ci sono molti film sulla sua storia, io vi consiglio Alì di Michael Mann, con Will Smith nei panni del pugile americano, non è un capolavoro ma è molto completo. Per chi invece ha solo due minuti di tempo, ho riassunto in 10 punti i tratti più importanti della vita e delle imprese (non solo sportive) del grande Muhammad Alì.  

LA VITA E LE IMPRESE DI MUHAMMAD ALÌ: RIASSUNTO IN DUE MINUTI

1. Muhammad Alì (nome di battesimo Cassius Marcellus Clay Jr) è un pugile che è passato alla storia per il suo modo elegante di combattere, per le sue vittorie e per le sue coraggiose prese di posizione per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani.

2. Muhammad Alì ha detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967 e dal 1974 al 1978 e, per un’ultima breve parentesi, ancora nel 1978. Ha disputato 61 incontri vincendone 56 (37 mettendo l’avversario Ko). Ha vinto l’oro Olimpico ai giochi di Roma nel 1960, a soli diciotto anni.

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Muhammad Ali osserva Sonny Liston nell’incontro del 25 maggio 1965 che darà il titolo ad Ali (che ancora si chiamava Cassius Clay) il secondo titolo mondiale

3. Proprio quella medaglia d’oro vinta a Roma pare che riposi nel fiume Ohio. Muhammad Alì ve la lanciò per protesta contro le discriminazioni razziali negli Stati Uniti. Proprio al suo ritorno dalle olimpiadi infatti il gestore di un ristorante di Louisville si rifiuta di servirlo in quanto nero, nonostante sia già un campione olimpico.

4. Nel 1964 si converte alla fede islamica, grazie anche al carisma di Malcom X come portavoce della Nation of Islam. Cambia il suo nome di battesimo (considerato il suo “nome da schiavo”) in Muhammad Alì.

Muhammed Ali e Malcom X
Muhammed Ali e Malcom X

5. La sua carriera è sfolgorante ma viene squalificato a vita (poi reintegrato) quando rifiuta di prestare servizio militare per la Guerra in Vietnam. “Non ho niente contro i Vietcong – spiega Muhammad Alì in un intervista televisiva – loro non mi hanno mai chiamato ‘negro’ ”.

6. Per la prima sconfitta sul ring bisogna attendere il 1971. La gara è per il titolo mondiale dei pesi massimi. Il suo avversario è Joe Frazier. Quell’incontro è noto oggi come “L’incontro del secolo”.

7. Muhammad Alì avrà la sua rivincita sconfiggendo Frazier nel 1974 e nel 1975.

8. Sempre nel 1974 Alì torna campione mondiale battendo per Ko il gigante George Foreman in uno spettacolare incontro a Kinshasha, capitale dello Zaire. L’incontro è conosciuto come “The rumble in the jungle” ed è raccontato nel film/documentario Quando eravamo re.

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La locandina dell’incontro di Kinshasa

9. Lo stile di combattimento di Muhammad Alì è unico. Ali si muove rapidamente e senza sosta sul ring, innervosendo l’avversario (anche con insulti verbali) per poi colpire all’improvviso senza lasciargli il tempo di reagire. Qualcuno ha detto che Ali: “Vola  come una farfalla e punge come un’ape”.

10. Muhammad Alì si allontana dall’attività agonistica all’inizio degli anni Ottanta, quando si accorge di non essere più scattante come un tempo. Nel 1984 gli viene infatti diagnosticato il morbo di Parkinson. Il mondo lo vede ancora una volta, visibilmente debilitato dal Parkinson nel 1996, quando accende la fiaccola che da il via alle Olimpiadi di Atlanta. Quel giorno il mondo si commuove.

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“Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra.” (Muhammad Alì)

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Muhammad Alì in un ritratto di Andy Warhol del 1979
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