Manet, Monet, Renoir, Degas, Cezanne, Sisley: i maestri dell’impressionismo e le loro opere principali raccontati in due minuti (di arte).

Se nel nostro immaginario Parigi appare così romantica, con i pittori intenti a dipingere la Senna con una tavolozza tra le dita, probabilmente è merito degli impressionisti: un gruppo di artisti coraggiosi che decise di lasciarsi alle spalle il buio dei loro atelier per scendere in strada a dipingere e raccontare così in modo personale e inconfondibile la loro città.

Probabilmente non sapevano che con le loro opere avrebbero lasciato un’impronta così importante nella storia di Parigi, tutto sommato non erano che un gruppo di giovani artisti che non ne poteva più delle ferree regole imposte dalla cultura accademica dell’epoca e decisero di fare a modo loro, scrivendo una pagina indelebile nella storia dell’arte.

Pierre-Auguste Renoir, Il pranzo dei canottieri
Pierre-Auguste Renoir, Il pranzo dei canottieri, 1880-1882, olio su tela, 129,5×172,5 cm, Phillips Collection, Washington

L’IMPRESSIONISMO: PROTAGONISTI E OPERE RIASSUNTI IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. L’Impressionismo è una corrente artistica nata a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, precisamente tra il 1860 e il 1870 e durata fino ai primi anni del Novecento.

Nasce in contrapposizione all’arte accademica dell’epoca sfidando la critica con opere apparentemente incomplete, spesso realizzate in poche ore.

2. Punto cardine dell’arte impressionista è la pittura “en plein air” (all’aria aperta). Gli artisti impressionisti abbandonano il chiuso degli atelier per dipingere la realtà “dal vivo” e cogliere così l’infinita varietà della sfumature che compongono i colori.

Édouard Manet, Colazione sull'erba
Édouard Manet, Colazione sull’erba, 1862-1863, olio su tela, 208×264 cm, Musée d’Orsay, Parigi

3. Questo nuovo approccio alla pittura è reso possibile anche grazie all’invenzione del “cavalletto da campagna” (portatile) e dei colori in tubetto, più pratici da usare negli spostamenti e più immediati, visto che non costringono l’artista a mescolare i pigmenti per formare i colori.

4. Le opere degli impressionisti non rappresentano la realtà così com’è ma in base a come viene percepita dall’occhio dell’artista nel momento in cui la dipinge. I colori non sono più mescolati sulla tela ma vengono semplicemente accostati, dando vita a spettacolari contrapposizioni cromatiche (es. I papaveri di Monet) e a immagini non chiaramente definite, quasi sfocate.

A questo proposito uno studio di un neurologo australiano sostiene che tale rappresentazione della realtà derivi dalla miopia che affliggeva i padri dell’arte impressionista e in particolare Monet. Ma questa è una tesi tutta da dimostrare.

5. Alcuni degli artisti impressionisti, in particolare Monet e Renoir, spesso pongono i loro cavalletti uno di fianco all’altro per dipingere lo stesso paesaggio e confrontare le opere una volta ultimate.

Prediligono ritrarre paesaggi urbani, tra i soggetti preferiti c’è la città di Parigi, che loro vivono intensamente nelle folli notti di fine secolo.

6. I più grandi esponenti dell’impressionismo sono Édouard Manet, Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Camille Pissarro , Paul Cézanne e Jean-Frédéric Bazille.

Paul Cézanne, I giocatori di carte
Paul Cézanne, I giocatori di carte, 1890-1898, olio su tela, 47,5×57 cm. L’opera esiste in 5 differenti versioni conservate a: Musée d’Orsay, Parigi; Barnes Foundation, Philadelphia; Metropolitan Museum of Art, New York; Courtauld Institute of Art, Londra; collezione privata

7. La prima mostra di questo gruppo di artisti si tiene a Parigi il 15 aprile 1874, presso lo studio del fotografo Felix Nadar. Alla mostra partecipano Claude Monet, Edgar Degas, Alfred Sisley e Pierre Auguste Renoir. Inutile dire che l’evento non incontra il favore della critica.

8. I primi tempi per gli impressionisti sono difficili. Qualche mese dopo la mostra da Nadar, il gruppo è costretto a organizzare una vendita delle opere presso l’hotel Drouot a Parigi per recuperare fondi da destinare a nuove mostre, ma è un nuovo fiasco: con il ricavato riescono appena a coprire i costi delle cornici.

ps: Nel 2011 una delle cinque versioni dell’opera I giocatori di carte di Paul Cézanne è stata venduta per 250 milioni di dollari.

Edgar Degas, The dance class
Edgar Degas, The dance class, 1873–1876, olio su tela

9. Lo stesso nome “impressionismo” deriva dal giudizio poco lusinghiero del critico d’arte Louis Leroy che, prendendo spunto dall’opera di Claude Monet Impressione. Levar del sole fa dell’ironia sul modo di dipingere di questo giovane gruppo di artisti, considerando le loro opere incomplete, poco più che “impressioni”, appunto.

A dire il vero altri critici, come Jules Castagnary ed Ernest Chesnau fin da subito colgono l’approccio innovativo di questi artisti coraggiosi e li sostengono.

10. Tra i quadri più noti dell’impressionismo, oltre all’opera di Monet citata possiamo ricordare: Colazione sull’erba di Manet (opera del 1862-1863, antesignana dell’impressionismo “ufficiale”), The dance class di Edgar Degas (1874), La colazione dei canottieri di Renoir (1881), I giocatori di carte di Cézanne (1894) o le famose Ninfee blu di Monet (1916-1919).

“Impressione, ne ero sicuro. Ci deve essere dell’impressione, là dentro. E che libertà, che disinvoltura nell’esecuzione! La carta da parati allo stato embrionale è ancor più curata di questo dipinto.” (Luois Leroy, a proposito della mostra nello studio di Nadar)

Claude Monet, Impressione, levar del sole
Claude Monet, Impressione, levar del sole, 1872, olio su tela, 48×63 cm, Musée Marmottan Monet, Parigi
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