In due minuti vi raccontiamo la storia dell’artista colombiano, delle sue donne “esagerate” e delle sue passione per l’Italia.

Fernando Botero
Fernando Botero (Immagine di Roel, CC-2.0)

Perché nelle opere di Fernando Botero le persone (e gli animali) sono così grosse (per non dire “grasse”)? È forse una critica verso la società dei consumi? O è un modo per sfatare i tradizionali canoni di bellezza? O è il desiderio di rappresentare un mondo più morbido e rilassato? O è semplice ironia? O forse non è niente di tutto questo, e tutto questo insieme.

Quel che è certo, che piaccia o no, è che dipinti di Botero colpiscono già ad primo fuggevole sguardo e pongono lo spettatore di fronte a molti dubbi e a qualche sorriso (in alcuni casi). Le sue opere ormai sono note a tutti, ma forse la sua vita un po’ meno, ecco perché ho deciso di parlarne.

 LA VITA E LE OPERE DI FERNANDO BOTERO: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Pittore e scultore (nato nel 1932), Fernando Botero è uno dei più grandi artisti colombiani di tutti i tempi ed oggi è tra i pittori più ricchi al mondo.

2. È un talento precoce, già a sedici anni pubblica illustrazioni per “El Colombiano”, principale giornale di Medellín, sua città natale, ed espone per la prima volta.

Ha solo diciannove anni quando a Bogotá gli dedicano la prima “personale”.

Fernando Botero, Gente del circo, Museo de Bellas Artes di Bilbao
Fernando Botero, Gente del circo, Museo de Bellas Artes di Bilbao

3. Quando ha poco più di venti anni investe i soldi del secondo premio dell’IX Salone degli artisti colombiani per un viaggio studio in Europa. Visita la Spagna, la Francia e l’Italia, restando affascinato dagli artisti del nostro Paese, in particolare da Giotto e Andrea del Castagno, di cui esegue delle copie, restando fedele allo stile pittorico che lo ha reso famoso.

4. A ventitré anni torna in patria e sposa Gloria Zea, che diventerà ministro della cultura in Colombia (il loro figlio, Fernando Boero Zea, diventerà ministro della difesa). Divorzierà da lei cinque anni dopo.

5. Nel 1958, anno in cui vince il primo premio all’XI Salone degli artisti colombiani, Botero espone a Washington alla Gres Gallery. Vende tutte le opere il giorno stesso della mostra. È un successo.

Fernando Botero, Cavallo con le briglie, esposto nella piazza principale di Pietrasanta nel 2012 (Foto di Stefenetti Emiliano, CC BY-SA 3.0)
Fernando Botero, Cavallo con le briglie, esposto nella piazza principale di Pietrasanta nel 2012 (Foto di Stefenetti Emiliano, CC BY-SA 3.0)

6. Tre matrimoni, una vita vissuta tra la Colombia, il Messico, gli Stati Uniti e l’Europa, un figlio di soli quattro anni scomparso tragicamente in un’incidente stradale, riconoscimenti e mostre di successo in tutto il mondo: la vita di Fernando Botero è intensa, come quella dei giovani talenti capaci di non tradire le attese.

7. Negli anni Ottanta acquista una casa in Italia a Pietrasanta (provincia di Lucca), per stare vicino alle cave di marmo, materia prima per alcune delle sue sculture.

Nel 2007 sette statue di Bronzo che l’artista aveva realizzato e che erano esposte nel paese vengono rubate. Finora ne sono state recuperate solo tre e i colpevoli sono stati arrestati.

8. Alcune delle sue sculture si possono ammirare a Barcellona, nel quartiere El Raval dove è esposto il grande Gatto in bronzo, mentre a Medellin in plaza Botero potete ammirare la Cabeza.

Se poi volete restare in Italia, basta andare a Pietrasanta dove in piazza Matteotti si staglia Il Guerriero, opera in bronzo del 1992 di quasi 4 metri.

Fernando Botero, Mona Lisa,
Fernando Botero, Mona Lisa, 1978,

9. È facile riconoscere i dipinti di Botero, con i soggetti dalle forme insolite e generose, gli sguardi persi nel vuoto e i paesaggi irreali dai colori tenui. Tra le sue opere figura anche una copia della Gioconda. Nel suo dipinto la Monna Lisa è molto giovane ed è, ovviamente, molto più “rotonda”.

10. Botero ha realizzato anche una splendida rappresentazione della via Crucis (in basso una delle opere), con una serie di dipinti a olio e disegni che ripercorrono gli ultimi giorni di Cristo.

Fernando Botero ha donato queste opere al Museo di Antioquia di Medellin in occasione dei festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno.

Botero, Il bacio di Giuda
“Il bacio di Giuda”, tela della serie Via Crucis, 2011 (in basso a sinistra autoritratto dell’artista)

“L’arte è una tregua spirituale e immateriale dalle difficoltà della vita.” (Fernando Botero)

La mostra

“Botero”
al Complesso del Vittoriano di Roma,
dal 5 maggio al 27 agosto 2017

Maggiori info:
La mostra di Botero a Roma

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