Due minuti per raccontare la vita del maestro del surrealismo, della sua “Stella mattutina” e delle altre opere dall’ aspetto onirico e allucinatorio.

Joan Miró
Joan Miró (1893 – 1983)

Le opere di Joan Miró non sono semplici immagini, ma sensazioni, emozioni immediate e suggestioni. Nelle opere di Miró c’è tutta l’energia del mar Mediterraneo, visto con lo sguardo di un “innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni”, come scrisse di lui Jacques Prevert.

Quella che vi raccontiamo è la vita di un ragazzo che era destinato a fare l’impiegato, è la vita di un uomo che si è sempre trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, in un Europa di fascismi. È la vita di un artista eclettico che ha usato ogni mezzo per raccontare il suo mondo.

LA VITA E LE OPERE DI JOAN MIRÓ RIASSUNTE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Pittore, scultore e ceramista, Joan Miró (1893 – 1983) è uno dei più importanti artisti spagnoli di sempre, eppure da giovane la sua vita non sembrava destinata all’arte. Quando è ancora un ragazzo infatti, studia economia per lavorare come contabile in una drogheria. Sarà un esaurimento nervoso all’età di 18 anni a fargli cambiare vita.

2. A 27 anni (1920) Miró si trasferisce a Parigi. Lì conosce Picasso e frequenta il circolo dada di Tristan Tzara; questi eventi giocheranno un ruolo chiave nel suo percorso di formazione artistica.

Joan Miró, Il carnevale di Arlecchino, 1924-25. olio su tela, 66 x 93, Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, NY, USA
Joan Miró, Il carnevale di Arlecchino, 1924-25. olio su tela, 66 x 93, Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, NY, USA

3. Torna a Barcellona dodici anni dopo ma allo scoppio della Guerra Civile Spagnola è costretto a fuggire a Parigi. Quando la capitale francese viene invasa dai nazisti nel 1940 decide di fare ritorno in Spagna dove vive nei luoghi a lui più cari, la campagna catalana e l’isola di Maiorca.

4. Durante la Guerra Civile Spagnola si unisce alla causa dei Repubblicani, raccogliendo fondi per loro. All’Esposizione internazionale di Parigi del 1937, Miró dàil suo contributo all’allestimento del padiglione della Spagna Repubblicana col suo enorme murales El segador (simbolo dell’identità catalana).

Joan Miró, Dona i ocell,
Joan Miró, Dona i ocell, 1983, 2200x300x300 cm. L’opera è situata nel parco Joan Miró di Barcellona

5. È considerato il più fervente esponente del surrealismo, ha infatti palesato il suo disprezzo per la pittura convenzionale dichiarando che andrebbe “stuprata, uccisa e assassinata”. La realtà per Miró è un punto di partenza, mai di arrivo.

6. Le opere di Miró conservano un aspetto onirico e allucinatorio grazie all’impiego di colori forti e decisi come il giallo, il nero, il rosso o il blu. È fatta di forme essenziali, come se l’artista spogliasse il soggetto di tutto ciò che è superfluo.

7. Le sue opere principali sono la Dona i ocell (1983) al parco Joan Mirò di Barcellona, Femme (1981), L’etoile matinal (Stella mattutina – a fondo pagina) che fa parte della serie Costellazioni del 1939-1941 o il murales Sole e Luna (Walls of the Sun and the Moon) realizzato nel 1958 per il palazzo dell’Unesco.

Joan Mirò, il murales Sole e Luna realizzato per il palazzo dell'Unesco nel 1958
Joan Mirò, il murales Sole e Luna realizzato per il palazzo dell’Unesco nel 1958

8. Grande sperimentatore e artista eclettico, Miró usa ogni tipo di materiale come base per i suoi lavori: tele, cartoni, masonite, pezzi di ferro: tutto ha dignità per divenire opera d’arte. La sua creatività non si esprime solo attraverso la tecnica del dipinto ma anche per mezzo di collage, sculture, monumenti, litografie, ceramiche, scenografie, arazzi ecc.

9. Una delle sue opere più famose, il celebre Arazzo del World Trade Center è andata perduta nel disastro dell’11 settembre.

10. Il governo portoghese per fare fronte alla crisi nel febbraio 2014 ha messo all’asta circa un’ottantina di opere di Miró acquistate nel 2006 dal Banco Portogues de Negocios, fallito e nazionalizzato. La decisione ha suscitato enormi polemiche in Portogallo.

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“Sono le cose più semplici a darmi delle idee. Un piatto in cui il contadino mangia la sua minestra, l’amo molto più dei piatti ridicolmente preziosi dei ricchi” (Joan Miró)

Joan Miró, L’Étoile du matin,
Joan Miró, L’Étoile du matin, 1940, 38×46 cm, tempera, guazzo, pennarello su tela, Fondation Miró, Barcellona

Tratto da un mio articolo per il Touring Club Italiano.

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