In due minuti vi raccontiamo l’Art Déco, lo stile che ha caratterizzato Europa e Stati Uniti tra le due Guerre Mondiali.

Ci sono molti modi per descrivere uno stile artistico, un’epoca o una società. Se parliamo di Art Déco, il modo migliore per farlo è partire da un libro, Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. In quelle pagine c’è tutta l’opulenza, la frenesia e la fatua bellezza che troviamo  nelle opere di gusto Déco.

Tamara de Lempicka, La Belle Rafaela, 1927
Tamara de Lempicka, La Belle Rafaela, 1927

Per comprendere questo stile, così ricercato e ricco, che viaggia in bilico sulla sottile linea che separa il pregevole dal kitsch, è necessario analizzare la società in cui si è affermato.

L’Art Déco è lo stile dei “figli della Prima Guerra Mondiale”, di una borghesia  che vuole lasciarsi alle spalle gli orrori del recente passato per ubriacarsi di vita (e non solo di quella!). Sono gli anni in cui si affermano i mercati di Wall Street e i ricchi annoiati organizzano feste per celebrare  in modo chiassoso, opulento, frenetico e aggressivo il loro successo.

Sono anni che finiranno tragicamente, aprendo la strada ai totalitarismi. Ma forse questo, Scott Fitzgerald, lo aveva intuito prima degli altri, con la preveggenza che è propria dei sensibili.

L’ART DÉCO: PROTAGONISTI E OPERE RIASSUNTI IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Per Art Déco si intende uno stile e un modello di gusto estetico che si diffonde in Europa e negli Stati Uniti tra i “ruggenti anni Venti” e gli anni Trenta del Novecento.

Il nome Déco deriva dalla dicitura “Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes” (Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne) tenutasi a Parigi nel 1925, che ha dato il via a questo nuovo fenomeno che ha coinvolto arti decorative, arti visive, architettura e moda. Per  via delle sue origini l’Art Déco è chiamata anche “Stile 1925”.

2. L’Art Déco è caratterizzata essenzialmente da forme classiche e simmetriche, geometrie nette e plasticità nelle figure. Da questo punto di vista, il Déco visivamente si contrappone allo stile Liberty, caratterizzato invece da forme flessuose che riprendono la natura e la sua dolcezza. La contrapposizione è netta anche nella filosofia che sottende le due filosofie: tanto è romantico, dolce e sognante lo stile Liberty quanto è energico, compatto e mondano lo stile Déco.

Stile Déco
Un classico esempio di stile Déco, caratterizzato da rigide simmetrie, geometrie e linee nette

3. Del resto, la parola d’ordine dello stile Déco è “modernità”. Automobili, aerei, grattacieli, transatlantici, dirigibili e luci elettriche sono i nuovi miti di una società che guarda con disprezzo a tutto ciò che è considerato “vecchio”.

4. Non a caso, le trame dell’Art Déco, improvvise, spezzate ma al contempo ordinate e armoniche riprendono il ritmo della musica Jazz, che insieme al charleston si andava affermando in quegli anni nei night club di Parigi, Chicago e New York.

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La locandina del film “The Jazz Singer”, uscito nel 1927

5. Le fonti di ispirazione dell’Art Dèco sono tuttavia molteplici: dall’arte extraeuropea, come quella delle antiche civiltà egiziana, cinese o precolombiana fino al Cubismo e al Futurismo, affermatisi negli anni antecedenti il primo conflitto mondiale.

6. Lo stile Déco, soprattutto nella sua fase iniziale, trova ampio spazio nel campo arti decorative, riuscendo a ridare nuovo slancio al settore del design di oggetti ed arredi.

Gli arredi Déco sono di foggia elegante e curata, preziosi anche nella scelta dei materiali: lacca, legno intarsiato, pelle di squalo o di zebra, acciaio inossidabile, alluminio, vetro colorato.

Vaso Art Déco
Guido Balsamo Stella , Coppa Sirena e luna, 1925-1928, vetro inciso

7. Nellea pittura si afferma la pittrice polacca Tamara de Lempicka, che con le sue donne bellissime, fredde e mondane riesce ad incarnare l’anima dello stile Déco.

Tamara de Lempicka, Autoritratto nella Bugatti verde (1932)
Tamara de Lempicka, Autoritratto nella Bugatti verde (1932)

8. L’Art Déco si esprime in gran parte attraverso l’architettura: sale cinematografiche, stazioni ferroviarie, palazzi pubblici, transatlantici, residenze borghesi costruite negli anni Venti recano spesso inconfondibili tracce di questo stile. Tra gli esempi più famosi ci sono l’Empire State Building, il Chrysler Building e gli interni del Radio City Music Hall, tutti nella città di New York.

9. Se volete immergervi completamente nel mondo Déco vi consigliamo di fare un giro a Miami Beach, in Florid per passeggiare nell’Art Déco Historic Districts, il luogo con la più alta concentrazione al mondo di architettura Art Déco, con edifici costruiti tra il 1934 e il 1943.

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Il Chrysler Building a New York, progettato dall’architetto William van Alen e completato nel 1930

10. Lo stile Déco comincia a passare di moda quando diventa “di massa”. Quando cioè, grazie alla produzione industriale, gli oggetti di design e di arredamento di gusto Déco possono entrare in tutte le case, facendogli perdere quell’aurea di esclusività che ne aveva contraddistinto l’ascesa.

Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato” (da “Il grande Gatsby”, Francis Scott Fitzgerald, 1925)

La mostra:

“Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia”.
Ai Musei San Domenico di Forlì
Dall’11 febbraio al 18 giugno 2017

www.mostrefondazioneforli.it

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