Due minuti per raccontare l’Europa a cavallo tra Ottocento e Novecento: dai vivaci locali di Parigi a ritmo di can can, al “Piacere” di D’Annunzio in Italia.

Corcos, Sogni
Vittorio Matteo Corcos, Sogni, 1896, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

La Belle Époque di solito la immaginiamo in bianco e nero, come se i colori non esistessero. Forse anche per questo la consideriamo un’epoca elegante, di dame vestite con abiti candidi e vaporosi e di gentiluomini con lunghi baffi a manubrio e cappelli a cilindro. Pensiamo a Parigi, ai manifesti dei locali di Montmartre e ad un ritmo di vita meno frenetico e più profondo. Insomma: la Belle Époque ci piace e se potessimo scegliere vorremo vivere in quegli anni lì.

Ma era davvero così bella la Belle Époque? Sicuramente sì, se eri ricco ed europeo, un po’ meno se eri povero o vivevi in una delle nazioni che facevano parte di un vasto impero coloniale. Come ogni epoca ha avuto luci e ombre, ma ha donato molto all’arte, alla scienza e allo sviluppo dell’odierna società.

Il suo più grande pregio (e la sua grande ingenuità) è stato quello di pensare che l’umanità avesse imparato dai suoi errori, purtroppo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e il naufragio del Titanic ridimensioneranno questa speranza, chiudendo per sempre quest’epoca in una sbiadita e magnifica fotografia.

LA BELLE ÉPOQUE: STORIA E CARATTERISTICHE RACCONTATI IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. La Belle Époque (fine Ottocento – inizio Prima Guerra Mondiale) è stata un’epoca di grande ottimismo, anche grazie allo sviluppo di importanti invenzioni: l’automobile, il cinema, l’illuminazione elettrica, la radio, il vaccino per la tubercolosi, i raggi X e il primo aereo.

2. Con la Belle Époque si diffondono la produzione di massa e i primi manifesti pubblicitari. Saranno uno dei veicoli di diffusione dello stile artistico che caratterizza quest’epoca: l’Art Nouveau (in Italia: Stile Liberty). Il suo rappresentante più noto è Gustav Klimt.

Biscuits Lefèvre-Utile by Alphonse Mucha (1896)
Biscuits Lefèvre-Utile, manifesto pubblicitario di Alphonse Mucha (1896)

3. Oltre ad averci donato l’Art Nouveau, la Belle Époque è un’epoca fertile per il fiorire delle arti: in Francia nasce il cinema con i fratelli Lumière e si afferma l’Impressionismo con Renoir, Manet, Degas, Cézanne, Monet. In Italia nasce il Futurismo con il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti.

4. A caratterizzare quest’epoca è lo stile di vita bohemien degli artisti dell’epoca, caratterizzato da povertà volontaria, anticonformismo, abuso di alcol e droghe, unita ad una passione incondizionata per l’arte. Questo modo di vivere verrà reso immortale nel 1896 dal compositore Giacomo Puccini con La Bohème.

5. Punto di riferimento per gli artisti negli anni della Belle Époque è la zona di Montmartre, con il suoi celebre “Le Chat Noir”, locale di cabaret con il suo celebre gatto (opera di Steinlein) divenuto simbolo di un’epoca. Ci hanno vissuto artisti come Renoir, Modigliani, Picasso ed Henri de Toulouse-Lautrec.

Théophile-Alexandre Steinlen, Tournée du Chat Noir
Théophile-Alexandre Steinlen, Tournée du Chat Noir, 1896. Litografia a colori, 40 × 62 cm, Museo Van Gogh, Amsterdam

6. Gli anni della Belle Époque sono anche gli anni del Can-can. A Parigi si affermano locali di cabaret come il “Folies Bergères” e il “Moulin Rouge”.

7. Uno dei simboli della Belle Epoque è il lussuoso treno Orient Express, nato il 2 maggio 1883 per collegare Parigi a Costantinopoli (l’attuale Instanbul).

8. Gli anni della Belle Époque sono anche gli anni dell’Affare Dreyfuss e del celebre “J’accuse” di Emile Zola per difendere l’ufficiale dell’esercito francese dall’accusa di tradimento rivelatasi poi infondata.

Giovanni Boldini, Ritratto di M.lle Lanthelme, (1907)
Giovanni Boldini, Ritratto di M.lle Lanthelme, (1907)

9. In Italia sono gli anni de Il Piacere di D’Annunzio (1888), dei romantici ritratti di Giovanni Boldini e dello scandalo della Banca Romana che porta alle dimissioni di Giolitti da Capo del Governo.

10. In Inghilterra sono gli anni della regina Vittoria, dell’impero coloniale e dell’arresto di Oscar Wilde per il reato  di sodomia.

Come? … pranzare in casa? | Pranzare in casa è male | Oggi ch’è la vigilia di Natale! | Mentre il Quartiere Latino le sue vie | Addobba di salsicce e leccornie? | Mentre un olezzo di frittelle imbalsama | Le vecchie strade? È il dì della vigilia! | Là le ragazze cantano contente | Ed han per eco ognuna uno studente! | Un po’ di religione, o miei signori: | si beva in casa, ma si pranzi fuori. (La Bohème)

Henri de Toulouse-Lautrec, Ballo al Moulin Roug
Henri de Toulouse-Lautrec, Ballo al Moulin Rouge, 1,16 m x 1,50 m, Colore ad olio, 1890

Tratto da un mio articolo per il Touring Club Italiano

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