In due minuti (o poco più) vi racconto la vita di uno dei più grandi scrittori italiani, padre de “I promessi sposi” e autore di altre grandi opere.

Francesco Hayez, Ritratto di Alessandro Manzoni (1841) Pinacoteca di Brera, Milano
Francesco Hayez, Ritratto di Alessandro Manzoni (1841) Pinacoteca di Brera, Milano

 

Metto subito le carte in tavola: con I promessi sposi ho sempre avuto un rapporto di amore e odio. Lo odiavo perché lo consideravo il libro romantico meno emozionante che conoscessi: la storia di due popolani che decidono di sposarsi ma non possono perché il signorotto del paese non vuole perdere una scommessa. Poi c’era il discorso delle preghiere e della provvidenza come soluzione di ogni problema che proprio non mi andava giù.

L’ho amato invece per le sontuose pagine della peste che non hanno nulla da invidiare al romanzo gotico più cupo che abbia mai letto. Sublimi!

A prescindere dai giudizi soggettivi però, I promessi sposi è un romanzo meraviglioso, se non altro per il magistrale lavoro sulla lingua italiana svolto dal Manzoni, in un Italia ancora da fare, in cui un calabrese e un friuliano difficilmente sarebbero riusciti a capirsi se avessero provato a parlarsi.

I promessi sposi non è un semplice romanzo, è un ponte tra il nord e il sud Italia, e Manzoni non è stato solo uno scrittore ma, insieme a Dante, può essere annoverato tra i padri della lingua italiana. Ecco perché vi racconto la sua vita.

LA VITA E LE OPERE DI ALESSANDRO MANZONI:
RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Alessandro Manzoni (1785, Milano – 1873, Milano) è considerato uno dei più grandi scrittori italiani. Esponente di spicco del Romanticismo, la sua carriera è ricordata soprattutto per il capolavoro I promessi sposi, probabilmente il romanzo più famoso della letteratura italiana.

2. Che cos’è il Romanticismo? Lo spiego brevemente. Si tratta di un movimento artistico, letterario e filosofico che si sviluppa in Europa tra la fine del sec. XVIII e i primi decenni del sec. XIX. Al contrario dell’Illuminismo che lo aveva preceduto e che dava preminenza alla ragione su tutto, il Romanticismo pone al primo posto il sentimento, la spiritualità e l’esaltazione della natura, vista come un’entità maestosa e selvaggia.

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3. Tornando al Manzoni: Il piccolo Alessandro non nacque in una famiglia come le altre. Sua madre infatti, Giulia Beccaria, era la figlia del grande intellettuale illuminista Cesare Beccaria, autore dell’opera Dei delitti e delle pene. Suo padre invece era il nobile Pietro Manzoni.

La madre tuttavia, quando Alessandro aveva appena sette anni, si separò dal padre e lasciò Milano per raggiungere a Parigi l’amante Carlo Imbonati. Il povero Pietro Manzoni, rimasto solo, mandò il figlio a studiare in collegi religiosi, con scarsi risultati. Alessandro si rivelò una studente svogliato, in perenne polemica con l’ambiente clericale.

Nonostante mostrasse già di avere talento, il giovane Manzoni preferiva passare le sue giornate giocando a carte nei caffè milanesi, tanto che un giorno venne rimproverato per questo dal grande poeta Vincenzo Monti che, vedendolo seduto ad un tavolo da gioco gli disse: “Se andate avanti così, bei versi che faremo in avvenire!”

4. Quando compì vent’anni, Alessandro Manzoni raggiunse la madre a Parigi. Tra i due si instaurò subito un rapporto strettissimo che segnò la vita del giovane. La madre lo introdusse nei raffinati circoli intellettuali francesi, che diedero all’aspirante scrittore l’opportunità di approfondire la sua conoscenza del classicismo.

Monumento al Manzoni in p.zza San Fedele a Milano
Monumento al Manzoni in p.zza San Fedele a Milano, Foto Giovanni Dall’Orto

5. Nel 1808, a ventitré anni Manzoni sposò Enrichetta Blondel. Il loro fu un matrimonio che fece discutere perché la ragazza non vantava nobili origini ed era di religione calvinista. Lo stesso anno i due ebbero una bambina, prima di dieci figli. Secondo molti, fu proprio l’influsso di Enrichetta che nel 1810 favorì la conversione religiosa dello scrittore.

Pare che un giorno del 1810 Alessandro, mentre si trovava a Parigi, smarrì la moglie Enrichetta in mezzo alla folla e cadde in preda ad una crisi di panico. Per fuggire alla folla si rifugiò nella chiesa di San Rocco e lì ebbe una sorta di illuminazione, che lo spinse ad abbracciare in pieno la fede cristiana, abbandonando l’atteggiamento polemico verso di essa che lo aveva accompagnato negli anni della gioventù.

6. Del resto quella di Parigi fu solo una delle numerose crisi di panico che afflissero Alessandro Manzoni. Lo scrittore era perseguitato da attacchi di panico e crisi nervose che cercava di combattere concedendosi lunghe passeggiate. Come se non bastasse. Alessandro Manzoni era balbuziente, soprattutto quando era costretto a parlare in pubblico.

Promessi Sposi, copertina

7. Nonostante questi problemi però il grande scrittore diede alla luce il romanzo più importante della letteratura italiana: I promessi sposi. Per scrivere la storia dei giovani Renzo e Lucia il Manzoni impiegò oltre venti anni (dalla prima stesura dell’opera col nome di Fermo e Lucia del 1821 alla versione definitiva del 1842)!

I promessi sposi è un romanzo storico ambientato tra il 1628 e il 1630, considerato un capolavoro della letteratura romantica. Il romanzo segnò un passaggio fondamentale nello sviluppo della lingua italiana, grazie all’attento lavoro di ricerca e rifinitura eseguito dall’autore.

8. Uno dei temi che emerge con più evidenza nel romanzo è quello della “provvidenza”, cioè l’insieme delle azioni compiute da Dio per prestare soccorso agli uomini che hanno fede. Ne I promessi sposi agisce nei momenti chiave dell’opera, per aiutare Renzo e Lucia a superare gli ostacoli. E pensare che per tutta la giovinezza Manzoni si considerava un illuminista ateo!

Promessi sposi, i bravi e don Abbondio

9. Oltre a I promessi sposi, Alessandro Manzoni ha scritto altre opere celebri: su tutte l’ode 5 maggio, composta nel 1821 per celebrare Napoleone nell’anno della sua morte. Ci sono poi gli Inni sacri, composti tra il 1812 e il 1815, importanti perché sanciscono il definitivo avvicinamento dello scrittore alla religione.

Altre opere importanti sono Il conte di Carmagnola, tragedia composta tra il 1816 e il 1820 e l’Adelchi (1820-1822) tragedia ambientata nell’Italia dei longobardi.

10. Alessandro Manzoni giocò un ruolo chiave nel definire una lingua che accomunasse tutti gli italiani da nord a sud, tanto che nel 1860 viene insignito della carica di senatore del Regno ed entrò a far parte della commissione parlamentare sulla lingua, a cui contribuì con la relazione Dell’unità della lingua e dei mezzi per diffonderla.

Morì il nel 1873 per una meningite, causata da un trauma cranico riportato nel mese di gennaio, quando lo scrittore cadde all’uscita della chiesa di San Fedele a Milano e sbatté violentemente la testa contro uno scalino. Da quel giorno le sue condizioni peggiorarono fino al 22 maggio dello stesso anno. Al funerale parteciparono le più grandi autorità dell’epoca. Se ne era andato uno dei padri della lingua italiana.

Il linguaggio è stato lavorato dagli uomini per intendersi tra loro, non per ingannarsi a vicenda. (Alessandro Manzoni)

manzoni_garibaldi_du-minuti-di-arte
Sebastiano De Albertis (1828-1867), Giuseppe Garibaldi visita Alessandro Manzoni il 15 marzo del 1862
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