Tutti lo conoscono per le sue opere provocatorie, come la famosa “merda d’artista”. In due minuti vi raccontiamo la storia di un artista che ci ha lasciato troppo presto.

di Massimo Lovisco

Piero Manzoni (1933-1963)
Piero Manzoni (1933-1963)

Sicuramente vi sarà capitato di sentir parlare di un’opera d’arte dissacrante e provocatoria, una piccola scatoletta che invece di contenere carne gelatinosa conteneva “Merda D’artista” e che fu venduta a peso d’oro.

Per quanto possa sembrare strano questa fu una delle opere più rivoluzionari dell’arte contemporanea, un gesto che oggi diremo quasi punk e che riprendeva un pò Duchamp e il dada. L’autore era un giovane artista di nome Piero Manzoni che vi descriviamo in 10 punti.

LA VITA E LE OPERE DI PIERO MANZONI: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Piero Manzoni nacque a Soncino in provincia di Cremona nel 1933 da una nobile famiglia, legata al più celebre Alessandro Manzoni. Il padre era il conte Egisto Manzoni, la madre Valeria Meroni proprietaria dell’azienda tessile Filanda Meroni. Piero crebbe a Milano con i suoi cinque fratelli.

2. La sua doveva essere una formazione classica, dopo il liceo nel 1951 si iscrisse infatti a giurisprudenza ma da subito scoprì di essere più interessato all’arte e alle materie umanistiche. Nel 1953 iniziò a prendere lezioni di pittura, nel 1955 cambiò facoltà e si iscrisse a Roma a Lettere e Filosofia per trasferirsi l’anno successivo all’Università di Milano. Non prenderà mai la laurea.

3. L’esordio avvenne nel 1956 alla IV Mostra mercato nel Castello Sforzesco di Soncino con due lavori pittorici. Sono gli anni in cui Manzoni iniziò a frequentare la scena milanese che si riuniva al Bar Giamaica in via Brera: Roberto Crippa, gli spazialisti, il gruppo dei nucleari (anni dopo la piccola strada di fronte al Bar Giamaica sarà intolata proprio all’artista e diventerà Vicolo Piero Manzoni). Frequenta anche Lucio Fontana, amico di famiglia con cui condivide delle villeggiature ad Albisola Marina.

Il primo numero della rivista Azimuth, fondata da Piero Manzoni ed Enrico Castellano nel 1959 (www.dagospia.com)

4. Ben presto Manzoni entra a far parte attivamente della scena artistica milanese e a partecipare a mostre importanti. Nel gennaio del 1957 è presenta nella Galerie 17 di Monaco in una collettiva con Fontana, Baj, Munari. Subito dopo ad una collettiva alla galleria Pater di Milano con Sordini e Verga.

Nell’occasione pubblica il volantino L’arte non è vera creazione ispirato alle teorie antropologiche junghiane sul valore delle opere d’arte come totem. I suoi dipinti raffiguravano degli ominidi stilizzati dalle grandi teste e con antenne (diremmo quasi dei marziani su tela). Negli stessi anni aderisce al movimento nucleare e cofirma i manifesti Per una pittura organica Manifesto contro lo stile.

5. Sono anni di grande fermento. Inzia a sperimentare i suoi primi Achrome come li chiamerà dal 1959 ossia superfici bianche imbevute di gesso, colla o caolino liquido lasciate semplicemente ad asciugare. Il materiale si trasformerà in opera in maniera autosufficiente. Una produzione che continuerà a sperimentare negli anni, aggiungendo elementi e includendo vari materiali incluso pane plastificato e uova.

Piero Manzoni, Achrome (www.artesplorando.it)

6. Le sue ricerche lo portano nel 1959 ad abbandonare il movimento nucleare e a fondare con Enrico Castellani prima la rivista Azimuth e poi la galleria Azimut (senza H) a Milano, che divennero degli spazi propulsori di riflessione critica sull’arte. Azimuth ospitò scritti critici di intellettuali del calibro di Edoardo Sanguineti, Gillo Dorfles, Vincenzo Agnetti e illustrazioni di Yves Klein, Arnaldo Pomodoro, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Piero Dorazio.

7. Il suo stile diventa sempre più radicale superando del tutto la superficie del quadro e dedicandosi ad azioni provocatorie e concettuali, come Le linee tracciate in rotoli di carta di varie lungezze presentate in cilindri chiusi su cui è indicata la data di creazione e la lunghezza (la linea più lunga, 7.200 metri, è presentata in Danimarca e successivamente seppellita in attesa di un casuale ritrovamento futuro).

Altre opere importanti di questo periodo sono: i Corpi d’aria ossia palloncini gonfiati dall’artista (che poi chiamerà Fiato d’Artista), la Scultura nello spazio una grande sfera di gomma sollevata da getti d’acqua, la Base magica, un piedistallo firmato che eleva ad opera d’arte chiunque ci salga sopra, o la Base del Mondo, un piedistallo capovolto installato ad Herning in Danimarca che trasforma l’intero mondo in una scultura.

Piero Manzoni, Corpo d’aria o Fiato d’artista (www.artribune.com)

8. Manzoni diede vita anche a delle vere e proprie performance come la Consumazione dell’arte dinamica del pubblico – divorare l’arte presentata nel 1960 alla galleria Azimut in cui dopo aver firmato delle sculture con le uova mediante impronta digitale del pollice, le ha bollite invitando i fruitori a mangiarle, o le serate in cui firmava corpi viventi trasformandoli in Sculture viventi rilasciando un’autentica originale (tra le sculture viventi risulteranno anche Umberto Eco e Mario Schifano).

9. La sua opera più celebre è la Merda d’Artista, ossia novanta scatole di latta che in origine contenevano carne in scatola descritte comeMerda d’artista. Contenuto netto gr.30, conservata al naturale, prodotta e inscatolata nel maggio 1961“ e poste in vendita presso la Galleria Pescetto ad Albisola Marina a 21 mila lire l’una ossia 700 lire al grammo il valore dell’oro al momento.

Come già ha fatto notare qualcuno, oggi una scatola di Merda d’Artista costa intorno ai 130 mila euro (quotazione raggiunta in asta), mentre una scatoletta contenente 30 gr di oro 24 carati costerebbe intorno ai 1500 euro, segno di quanto l’arte abbia davvero la caratteristica di poter trasformare tutto in oro, anzi di andare oltre.

Piero Manzoni, Merda D'artista, 1961
Piero Manzoni, Merda D’artista, 1961 (CC BY 3.0 – Attribuzione: Jens Cederskjold)

10. Piero Manzoni morirà giovanissimo, nel 1963 a soli 29 anni per un’infarto che lo colpì nel suo studio milanese. Negli ultimi anni aveva abusato di alcol e fumo cosa che debilitò il fisico. “Il giovane pittore è stato colto da malore, mentre era solo. Ha tentato forse di chiamare aiuto, ma non è riuscito a farsi sentire. Dopo sei ore è stato trovato morto dalla madre e dalla fidanzata che, dopo avergli telefonato, spaventate del lungo silenzio, sono accorse in via Fiori Chiari.” è la notizia apparsa il 17 febbraio 1963 sul Corriere d’Informazione.

Nel 2004 anche sua nipote, Pippa Bacca (figlia della sorella) che aveva intrapreso brillantemente la carriera artistica morirà giovane (34 anni) tragicamente assassinata in Turchia durante una performance itinerante.

“Non c’è nulla da dire: c’è solo da essere, c’è solo da vivere”

Piero Manzoni, 1933-1963

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