In due minuti vi raccontiamo la storia di Gino Severini: la vita, le opere, il tema della danza in un pittore controcorrente

Gino Severini in una foto del 1913

Di Giulia Vaccari

1. Gino Severini (Cortona 1883 – Parigi 1966) è stato un pittore italiano del primo Novecento. Sempre in cerca di nuovi stimoli, Severini non si è mai omologato ad uno stile definito ma ha interpretato i movimenti e le avanguardie, che nascevano in quegli anni, da una prospettiva assolutamente personale.

2. Severini, dopo aver passato l’infanzia a Cortona, si trasferisce giovanissimo a Roma. Nella capitale conosce Giacomo Balla, pittore già affermato e tra i protagonisti del divisionismo italiano. Grazie all’amicizia con Balla, Severini entra in contatto con un altro giovane pittore di talento: Umberto Boccioni. Sarà Giacomo Balla ad iniziare i due giovani alla tecnica divisionista.

3. Non trovando a Roma il successo sperato a Roma, Severini nel 1906 si trasferisce a Parigi, avvicinandosi alla tecnica puntinista di Seurat, come attesta il paesaggio parigino Printemps à Montmarte.

Gino Severini, Printemps à Montmartre, 1909
Gino Severini, Printemps à Montmartre, 1909

4. Nel 1910 Severini, insieme a Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà e Luigi Russolo, aderisce al Manifesto dei pittori futuristi. Dalla capitale francese l’artista svolge un importante ruolo di collegamento fra l’ambiente parigino e il gruppo futurista italiano.

Gino Severini, Ballerina in blu, 1912, collezione Gianni Mattioli presso collezione Peggy Guggenheim, Venezia
Gino Severini, Ballerina in blu, 1912, collezione Gianni Mattioli presso collezione Peggy Guggenheim, Venezia

5. Nonostante aderisca al futurismo, pare non esserne molto interessato alle tematiche. Frequenta i locali notturni parigini e alle macchine, alla velocità e al movimento preferisce un’altra fonte di ispirazione per le sue tele: la danza. Oltre quattro quinti della sua produzione infatti sono basati su questo tema. Il pittore infatti considerava le movenze di una ballerina uno specchio del movimento universale.

6. È di questi anni uno dei suoi dipinti più famosi: La danza del pan pan al Monico, uno L’artista realizza l’opera nel 1909 ma il quadro viene distrutto nel corso della Seconda Guerra Mondiale, così l’artista ne realizza una replica nel 1960, affinché l’opera non vada dimenticata. L’effetto del quadro, dato dalla scomposizione in tasselli colorati, rende l’idea di movimento e modernità in un clima di spensieratezza che rievoca l’atmosfera dei locali parigini frequentati dall’artista nei suoi anni parigini.

Gino Severini - "La danza del pan-pan al Monico", 1911
Gino Severini, La danza del pan-pan al Monico, 1911

7. Il 1916 è un anno fondamentale per Severini perché è l’anno in cui l’artista supera l’esperienza dell’avanguardia futurista e su avvicina al cubismo. Accantona anche il tema della danza a lui caro per dedicarsi alle nature morte.

In quegli stessi anni l’artista, come altri colleghi, si riavvicina al realismo, riprendendo temi semplici come le maschere, l’arte sacra o i personaggi della Commedia d’Arte.

8. Nel 1948 Severini rivoluziona ancora una volta il suo stile, avvenimento insolito e sorprendente per un’artista che ha ormai raggiunto la soglia dei 65 anni. Le sue nuove opere nascono dalla fusione della luce e dalla divisione del colore che rimandano al suo modello ideale, Seurat.

9. Il 1950 è l’anno che consacra il talento di Severini. L’artista riceve il Gran Premio della Biennale di Venezia e il suo talento viene ampiamente riconosciuto dalla critica che apprezza soprattutto la portata innovativa dell’artista, sempre in cerca di nuovi stimoli.

Gino Severini, On the Beach, 1948
Gino Severini, On the Beach, 1948

10. Nell’ultimo periodo della sua vita Severini compie un percorso che lo riporta alle sue radici, con opere di matrice futurista e pointilliste. Questo ritorno alle origini nasce da una valutazione critica dell’arte del suo tempo.

Il 26 febbraio 1966, all’età di ottantaquattro anni, Gino Severini muore nella sua casa a Parigi. Le sue spoglie vengono trasferite nello stesso anno a Cortona, sua città natale.

Gino Severini. La Marchesa Maria De Seta, 1937
Gino Severini. La Marchesa Maria De Seta, 1937
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4 Comments »

    • Grazie per il commento, Guido. In effetti il nostro obiettivo è proprio quello di dare una breve panoramica sugli artisti per invitare ad un approfondimento. Per questo commenti come il tuo ci fanno particolarmente piacere. 🙂

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      • So che è un commento molto rapido e poco approfondito ma penso che le varie correnti artistiche siano un po’ come Milan ed Inter, cioè soggette a “TIFO”: devo dire la verità che io faccio molta molta fatica a considerare arte una discreta parte, tra l’altro quella più famosa e remunerata, di quella che viene definita “arte contemporanea”, vedi Koons, Abramovich, Hirst ecc. ecc.
        Però sono molto curioso . . .
        Comunque complimenti per il sito.

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  1. Di sicuro nell’arte, come nel tifo, entra in gioco una forte componente soggettiva e quindi personale, come sempre accade quando entrano in gioco le nostre emozioni. Neanche io sono un amante dell’arte contemporanea ma alcuni artisti (penso all’Abramovic), con le loro opere ci hanno dato nuovi spunti di riflessioni sul modo di vedere il mondo che vanno al di là della bellezza dell’opera in sè. Mi fa molto piacere che tu sia curioso, è il modo migliore per avvicinarsi all’arte. 😉 ps: grazie mille per i complimenti, mi fanno molto piacere. Un caro saluto e buon pomeriggio! 🙂

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