Due minuti per raccontare la vita di Antonio Canova, delle sue candide sculture in marmo e di “Amore e Psiche”, opera simbolo di un amore ideale.

Antonio Canova, autoritratto
Antonio Canova, autoritratto, 1792

Il candore perfetto del marmo, l’eleganza delle figure, il fascino immortale di splendidi volti dallo sguardo divino e distante: se amate la bellezza non potete restare insensibili di fronte ad una scultura di Antonio Canova, maestro delle scultura europea a cavallo tra XVIII e XIX secolo.

Nessuno come lui è riuscito a dare nuova vita all’ideale di bellezza classico, eredità dei maestri greci. Nessuno come lui ha reso desueto il noto adagio “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”. Le opere di Canova sono belle, che piaccia o no. Ecco perché voglio raccontarlo.

ANTONIO CANOVA: VITA E OPERE RIASSUNTE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Antonio Canova (1757 – 1822) è stato uno dei più importanti scultori italiani e massimo esponente del Neoclassicismo, corrente artistica affermatasi in Europa tra il XVIII e il XIX secolo.

2. Il Neoclassicismo nasce come reazione al barocco e al rococò, a cui contrappone lo stile, l’armonia delle figure e le tematiche tipiche dell’arte classica, in particolare di quella greco-romana. Il recupero del mondo classico in questa seconda metà del ‘700 è legato a due importanti avvenimenti: l’apertura degli scavi di Pompei nel 1740 e le scoperte in campo archeologico di Johann Joachim Winckelmann, fondatore dell’archeologia moderna.

Antonio Canova, Le Tre Grazie
Antonio Canova, Le Tre Grazie, 1813-1816, marmo, 182 cm, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo (CC BY-SA 2.5)

3. Canova fa il suo apprendistato a Venezia, a circa 80 km dal suo paese natale, Possagno. È un talento precoce, già a diciotto anni si mette in proprio per aprire una bottega tutta sua. A ventidue anni (1779) si trasferisce a Roma, capitale dell’arte e della cultura italiana nel XVIII secolo, per studiare le opere dei grandi e confrontarsi con i principali artisti di una corrente artistica che in quegli anni si stava affermando: il Neoclassicismo.

4. È in questo periodo che realizza alcune delle sue opere più celebri come Amore e Psiche, le Tre Grazie, Maddalena Penitente, Teseo sul Minotauro. In pochi anni diventa una delle personalità di spicco dell’arte romana, tanto che acquista un palazzo nel cuore della capitale (Palazzo Canova), che diventa presto meta di artisti e personaggi di spicco dell’epoca.

Antonio Canova, Paolina Borghese
Antonio Canova, Paolina Borghese, 1805-1808, marmo bianco, 92 (160 con la base) x 200 cm, Galleria Borghese, Roma

5. Le opere di Canova si contraddistinguono per l’eleganza delle forme, per la bellezza e la semplicità delle sue figure. L’artista veneto infatti abbandona i drappeggi eccessivi e lo sfarzo delle opere barocche, spoglia la figura umana di tutti gli orpelli per restituirla in tutta la sua purezza al fine di ricavarne la sua essenza nel candore del marmo.

6. Grande ammiratore dell’arte e del mondo ellenico, Canova era un appassionato cultore della mitologia greca. Quando era al lavoro infatti, nel suo studio c’era sempre qualcuno che aveva il compito di leggere storie tratte dai classici del mondo greco.

7. Antonio Canova si è dedicato anche alla pittura, arte che coltivava come piacere personale, evitando di rendere pubbliche le sue creazioni.

8. Napoleone, all’apice del successo, chiese a Canova di diventare suo ritrattista ufficiale. Lo scultore italiano rifiutò, realizzando però bellissime opere per il sovrano e alcuni dei suoi familiari come il Ritratto di Paolina Bonaparte ispirato alla Venere vincitrice, quello di Maria Luigia nelle vesti di Concordia o quello di Napoleone Bonaparte nei panni di Marte il Pacificatore.

Antonio Canova, Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore
Antonio Canova, Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore, 1803-1806, marmo bianco, 340 cm, Apsley House, Wellington Collection, Londra

9. Il suo ritratto nei panni (si fa per dire) di Marte non piacque a Napoleone che rimase interdetto di fronte a quell’’opera che lo ritraeva completamente nudo, armato solo di un’asta e con un globo tra le mani. Per realizzare quest’opera Canova si ispirò ad un atleta greco e difese la scelta della nudità facendo riferimento ai capolavori del mondo classico. Oggi l’opera si trova nella casa-museo di Lord Wellington che si appropriò dell’opera dopo aver sconfitto Napoleone a Waterloo. Il comandante inglese decise di porre la statua nel suo atrio di casa, probabilmente come trofeo.

10. Canova muore nel 1822. Il suo corpo è conservato a Possagno nel Tempio Canoviano, una chiesa in stile neoclassico progettata dallo stesso Canova. Il cuore è custodito nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, mentre la sua mano destra, un tempo custodita dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, si trova oggi a Possagno, insieme al resto del corpo.

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“Ho letto che gli antichi una volta prodotto un suono erano soliti modularlo, alzando e abbassando il tono senza allontanarsi dalle regole dell’armonia. Così deve fare l’artista che lavora ad un nudo.” (Antonio Canova)

Canova, Amore e Psiche, Louvre
Antonio Canova, Amore e Psiche, 1788-1793, marmo bianco, 155 cm, Louvre, Parigi

 

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