Dai giganteschi Baloon Dog alla statuetta di Michael Jackson in porcellana: in due minuti vi raccontiamo chi è Jeff Koons.

Jeff Koons
Jeff Koons at the Vanity Fair kickoff part for the 2009 Tribeca Film Festival (Foto: David Shankbone, CC BY 3.0)

Ciò che colpisce di Jeff Koons è la sua contraddittorietà, la sua capacità di esprimere una critica tagliente nei confronti della società dei consumi e dell’american way of life usando gli stessi strumenti che nutrono questo sistema. Detto in due parole: Jeff Koons dissacra quella società che lo ha reso (e continua a renderlo) ricco e famoso. Detto in altre parole: a celebrare Jeff Koons  sono le stesse persone che lui critica, in un certo senso.

A me piace pensare a questa contraddittorietà come ad un’elaborata forma di arte,  un gioco raffinato in cui l’artista detta le regole ma pochi riescono a capirle, anche se tutti fingono di averle ben chiare. Per questo vi parlo di lui, dei suoi giganteschi cuccioli di gomma e delle sue statue di porcellana che somigliano alle bomboniere di un imbarazzante matrimonio.

L’ARTE DI JEFF KOONS RIASSUNTA IN DUE MINUTI
(DI ARTE)

1. L’americano Jeff Koons (1950) è ad oggi uno degli artisti più ricchi al mondo. Per le sue creazioni utilizza varie tecniche e diversi materiali (plastica, marmo, metalli, porcellana). Per la sua tendenza a realizzare opere considerate “kitsch” e il suo accostamento alla cultura pop è considerato l’erede di Andy Warhol.

2. Per kitsch in genere si intende un oggetto di cattivo gusto, di carattere grossolano e appariscente, destinato ad una superficiale fruizione di massa. Ho semplificato (troppo, temo) ma se vi interessa l’argomento vi consiglio il libro “Il kitsch” di Andrea Mecacci.

Jeff Koons, Popeye Train (Birds)
Jeff Koons, Popeye Train (Birds), 2009, olio su tela, 274.3 x 213.4 cm

3. Per Jeff Koons creare opere “kitsch” non è che un modo per avvicinare l'”uomo della strada” all’arte, mostrandogli opere in cui possa ritrovare temi familiari, di facile comprensione, che spesso fanno riferimento a spot o a personaggi televisivi.

4. La carriera artistica di Jeff Koons si può dividere in cicli tematici, ognuno dei quali è caratterizzato da una precisa tecnica di creazione, come accade ad esempio con la serie Inflatables (1979) caratterizzata da opere (fiori, soprattutto) realizzate con gonfiabili poggiati su uno specchio.

5. Fanno invece parte della serie Equilibrium (1985) alcuni palloni da basket sospesi in equilibrio (appunto) in una teca di vetro in quanto immersi in una soluzione di acqua distillata e cloruro di sodio. La serie è caratterizzata anche da poster di giocatori di basket nei panni di re, lord inglesi o luminari della scienza. Alcuni hanno interpretato questo accostamento come la dimostrazione che nella società attuale ognuno ha la possibilità di superare le barriere sociali sfruttando i mezzi a propria disposizione.

Jeff Koons, Three Ball Total Equilibrium Tank (1985) alla Tate di Liverpool (Inghilterra)
Jeff Koons, Three Ball Total Equilibrium Tank (1985) alla Tate di Liverpool (Inghilterra)

6. Jeff Koons è noto alle cronache anche per aver sposato nel 1991 la pornostar Ilona Staller, con cui ha realizzato la serie fotografica Made in Heaven (1989-1991), nel quale sono ritratte le performance sessuali dei due amanti nelle vesti (poche, a dire il vero) di moderni Adamo ed Eva. L’opera, presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1990, ha fatto parlare di sé, scatenando l’indignazione di parte della critica.

7. Jeff e Ilona divorziano nel 1992 e Koons fa di tutto per ottenere l’affidamento del bambino avuto con l’attrice nello stesso anno, ma non ha successo. Da questa sconfitta nasce la serie Celebration che, attraverso la rappresentazione di giocattoli (come ad esempio gli enormi Balloon Dog) e altri oggetti tipici delle feste di compleanno, diventa un tributo al figlio e un modo per stargli vicino, comunicando con lui a distanza.

Jeff Koons

8. Tra le opere più note di Koons vi sono Michael Jackson and bubbles (venduto per 5,6 milioni di dollari), Hanging Heart (venduto per 23.561.000 dollari) e Balloon dog (venduto per 58,4 milioni).

9. L’arte di Jeff Koons è indissolubilmente legata alla cultura di massa, alla società dei consumi, da cui trae ispirazione ma che attraverso le sue opere critica con tagliente ironia, sottolineandone la banalità e la superficialità, spesso attraverso opere che somigliano ad oggetti di uso comune (serie The pre-new e serie The new, fine anni Settanta – primi anni Ottanta) o giocattoli colorati (serie Popeye, primi anni 2000) che, spogliati del loro contesto, assumono nuova vita e rinnovato valore.

10. Nel 2013 crea la statua in cera di Lady Gaga che compare sulla copertina dell’album ArtPop. Nella copertina vi sono anche riferimenti alla Nascita di Venere di Botticelli.

“Cerco di essere un artista sincero e cerco di mostrare un livello di coraggio. Mi piace questo. Io sono un messaggero.” (Jeff Koons)

Jeff Koons, Michael Jackson and Bubbles
Jeff Koons, Michael Jackson and Bubbles, porcellana (Foto: Håkon H, CC BY-SA 2.0)

Sito ufficiale dell’artista: www.jeffkoons.com

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