In due minuti vi raccontiamo la vita di uno dei più importanti artisti sud americani, famoso per le sue architetture e le sue performance

di Massimo Lovisco

Tomás Saraceno, artista, architetto e performer
Tomás Saraceno, artista, architetto e performer

Cosa prova il ragno quando si muove nella sua ragnatela? È possibile scalare una nuvola? Esiste un metodo per volare utilizzando soltanto sole ed aria? A questi quesiti può rispondere l’arte di Tomas Saraceno, artista argentino che si ispira alla natura ed alla scienza proponendo grandi installazioni che spingono il visitatore ad interagire e a diventare parte della stessa.

Il suo approccio all’arte è interdisciplinare e unisce scienze, arte, ingegneria, aracnologia, sociologia, urbanistica cercando di dare al fruitore un nuovo punto di vista etico ed ecosostenibile sulle cose e sul mondo che lo circonda.

TOMAS SARACENO: VITA E OPERE RIASSUNTE IN MINUTI (DI ARTE)

1. Tomás Saraceno è un artista, architetto e performer, considerato uno dei più importanti artisti contemporanei del Sud America. Nasce a San Miguel de Tucuma in Argentina nel 1973, ma trascorre alcuni anni dell’infanzia in Italia, per poi far ritorno in Argentina e studiare architettura e arte a Buenos Aires.

Nel 2001 torna in Europa e si iscrive alla Städelshule di Francoforte (una scuola di arti applicate  molto selettiva) allora diretta da Daniel Birnbaum, mentre nel 2003 frequenta il corso di Progettazione e Produzione delle Arti Visive allo Iuav di Venezia tenuto da Hans Ulrich Obrist and Olafur Eliasson.

2. La formazione di Saraceno si è sempre contraddistinta per essere a cavallo tra architettura, arte e scienza. Infatti al di là degli studi artistici, nel 2009 raffina gli studi presso l’International Space Studies Program della Nasa nella Silicon Valley.

Nel 2012 è stato il primo artista residente al Center for Art, Science and Technology (CAST) al prestigioso Massachusetts Institute of Technology (comunemente chiamato MIT), mentre nel 2014 ha fatto una residenza al Centre National d’Études Spatiales (2014–2015) a Parigi.

Una delle opere di Saraceno in mostra a Firenze fino all’1 ottobre 2020 (Foto: https://living.corriere.it)

3. La prima partecipazione di Saraceno ad un’esposizione internazionale avviene alla Biennale Architettura a Venezia nel 2002 (a cura di Deyan Sudjic).

Da quel momento nascerà un rapporto particolare con la Biennale di Venezia (sia quella di Arte che di Architettura) che culminerà con numerose partecipazioni, sempre apprezzate: nel 2003 (Biennale arte a cura di Francesco Bonami), nel 2009 (Biennale Arte a cura di Daniel Birnbaum), nel 2014 (Biennale Architettura a cura di Rem Koolhaas ) e nel 2019 (Biennale Arte a cura di Ralph Rugoff ).

4. Una delle più grandi fonti di ispirazione di Tomás Saraceno sono i ragni e le ragnatele. È stato il primo infatti ad utilizzare uno strumento in grado di misurare, scansionare e digitalizzare in 3d una ragnatela.

Nel 2010 alla Bonniers Konsthall di Stoccolma presenta 14 Billions un’installazione in cui per la prima volta nella storia viene presentata la scansione tridimensionale di una ragnatela, di una vedova nera. Le sue ricerche sui ragni proseguono tuttora nel suo Arachnid Research Lab.

Tomás Saraceno, 14 Billions, 2010 (Fonte foto: https://studiotomassaraceno.org)

5. Un’installazione di grande impatto dedicata alla ragnatela è In Orbit presentata nel 2013 nella piazza Ständehaus di Düsseldorf, o per essere più precisi sulla piazza. Perché In Orbit è una grande ragnatela contenente delle sfere di 2.500 mq suddivisa in tre livelli, sospesa a più di 25 metri dal suolo completamente abitabile.

I (coraggiosi) visitatori potevano salirci e vedere la piazza dall’alto come se volassero. Come per le ragnatele, ogni visitatore che saliva, modificando la tensione dei fili generava una vibrazione percepita da tutti i presenti. L’idea di Saraceno era proprio riuscire a dare agli spettatori una percezione dello spazio tramite la vibrazione della struttura, come accade per i ragni.

Tomás Saraceno, In Orbit, 2013 (Fonte foto: https://www.domusweb.it)

6. Un’installazione dal concetto simile, On Time Space Foam (il titolo è preso da un’espressione usata dal fisico Paul Davies riferita alla teoria dei quanti) è stata presentata nello stesso anno all’hangar Bicocca di Milano, a cura di Andrea Lissoni.

Si tratta di un’installazione praticabile fatta di membrane poste a 20 metri dal suolo, in cui gruppi limitati di visitatori potevano tuffarsi e muoversi come se fosse un enorme dirigibile/nuvola. L’effetto di chi osservava dal suolo era quello di una grande membrana organica i cui movimenti dei fruitori rendevano viva.

Tomás Saraceno, On Time Space Foam (Fonte foto: https://pirellihangarbicocca.org)

7. Lo spazio e la gravità sono altri temi ricorrenti in Saraceno. Il suo progetto Cloud City presentato nel 2011 all’ Hamburger Bahnhof di Berlino era ispirato a cupole geodetiche di  Buckminster Fuller e ai fantastici giardini sospesi di Alex Raynold.

L’installazione consisteva in Diverse sfere, simili a gigantesche bolle di sapone con all’interno piante e piccoli giardini. Alcune erano sufficientemente grandi da permettere al fruitore di entrare e vivere un’esperienza di sospensione.

8. Cloud Cities è parte di un progetto più ampio in cui Saraceno immagina di poter ricreare una città transnazionale ed ecosostenibile tra le nuvole ispirandosi a bolle di sapone e ragnatele.

Un’ispirazione che si avvicina molto alla progettazione utopica di studi di architettura come gli Archigram, gruppo di avanguardia che negli anni ’60 ipotizzavamo strutture visionarie ed utopiche che dovevano influire sullo stile di vita degli abitanti. Non è un caso che nella sua formazione alla Städelshule di Francoforte Saraceno abbia studiato anche con Peter Cook tra i fondatori degli Archigram.

Tomás Saraceno, Cloud Cities (Photo © Tomás Saraceno)

9. Il cielo rientra anche nel grande progetto di Tomás Saraceno dal titolo Aerocene, presentato durante la Conferenza sui Cambiamenti Climatici al Gran Palais di Parigi nel 2015. Si tratta di un progetto che fa alzare in volo e fluttuare in cielo sculture volanti ad emissioni zero. Tutto avviene grazie al calore del sole e alle radiazioni infrarosse emanate dalla Terra. Il progetto è tuttora attivo ed in continua evoluzione.

Nel gennaio 2020 Aerocene Pacha ha fatto decollare e riportare a terra una persona con un viaggio in una mongolfiera a totale emissione zero.

10. l progetto Aerocene mira a sensibilizzare la gente ad immaginare un mondo ecologista e senza emissioni, creando una comunità open-source con cui collaborare e immaginare nuove pratiche. Sul sito ufficiale del progetto è possibile entrare a far parte della community.

Tomás Saraceno, Launches of @Aerocene at White Sands Dunes, 2015 (Fonte: Twitter)

La mostra

“Tomás Saraceno – Aria”
Al Palazzo Strozzi di Firenze
fino all’1 novembre 2020

https://www.palazzostrozzi.org


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