In due minuti vi raccontiamo alcune curiosità che forse non conoscevate sul genio surrealista, da quella sui suoi famosi baffi alla (tentata) collaborazione con Alfred Hitchcock.

di Sabrina Sedda

Salvador Dalí, ritratto nel 1965
Salvador Dalí, ritratto nel 1965

Salvador Dalí è nato l’11 maggio 1904 a Figueres, una cittadina in provincia di Gerona in Spagna. Il nome completo è Domingo Felipe Jacinto Dalì Domènech de Pùbol, ma noi lo ricordiamo tutti come Salvador Dalí.  L’artista eredita il nome “Salvador” dal fratello maggiore, morto per meningite nell’agosto del 1903, proprio nove mesi prima della sua nascita. Questa coincidenza lo convincerà di esserne la reincarnazione.

Questa è solo la prima di tante curiosità sulla vita di questo genio eclettico, maestro del Surrealismo, che ha fatto di se stesso un’opera d’arte. Ve ne raccontiamo altre 10.

10 CURIOSITÀ SU SALVADOR DALÍ

1. Salvador Dalí è quello che si può considerare un “talento precoce”. Già nel 1918, all’età di quattordici anni, espone le sue prime opere al teatro comunale di Figueres. A quindici anni pubblica una raccolta di poesie, dal titolo “Quando i rumori si addormentano”.

2. La madre, morta di cancro nel 1921, aveva una malattia psichiatrica, così come il nonno e lo zio di Dalí. Questi eventi sconvolgono il giovane artista al punto che, sin dall’adolescenza, lo spingono a vivere con il terrore di impazzire a sua volta.

Tuttavia questa fobia costituisce per il pittore anche una fonte di ispirazione che sfrutterà con il suo metodo metodo paranoico-critico: “un metodo spontaneo di conoscenza basato sull’associazione interpretativo critica dei fenomeni deliranti”, come definito da lui stesso.

QUI TROVI L’ARTICOLO SULLA VITA E LE OPERE DI SALVADOR DALÍ IN 10 PUNTI

Salvador Dalì. Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio,
Salvador Dalì. Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio, olio su tela, 51×40,5 cm, 1944, Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid

3. Influenzato dal pensiero dal Nietzsche, Dalí ne ricalca la sua particolarità: i baffi. Ma con una differenza, che l’artista evidenzia in una delle sue celebri dichiarazioni: “I miei [baffi] non sarebbero stati deprimenti, no! Sarebbero stati imperialisti, ultrarazionalisti e puntati verso il cielo, come il misticismo verticale, come i sindacati verticali spagnoli!”

4. La continua ricerca della stravaganza da parte di Dalí è solo una maschera per coprire la sua fragilità psicologica. Solo in Gala, sua moglie, troverà riparo e sicurezza e non la abbandonerà mai, nonostante i continui tradimenti di lei…

Dalí Atomicus (1948), ritratto da Halsman

5. Le sue memorie, contenute nel libro “La mia vita segreta”, sono più un modo per costruire un’immagine speciale di sé, uno stratagemma per alimentare la sua personale leggenda, che una trasposizione reale dei fatti della sua vita.

6. La sessualità di Dalí fin dalla giovane età è piuttosto dubbia, pare che l’artista non riuscisse a relazionarsi serenamente con l’altro sesso. Trova appagamento solo nella masturbazione, di cui peraltro parlerà spesso. Di contro, stringe un’amicizia molto stretta con un suo compagno: il poeta spagnolo Federico García Lorca. Si tratta di una relazione che al contempo attrae e spaventa l’artista: gli rimanda infatti un’immagine di sé che, anche per educazione, lui non vuole accettare.

Man Ray, ritratto di Salvador Dalì e Gala, 1936

7. Gala, sua moglie, amica, amante e “madre putativa”, lo sostiene in molti dei suoi progetti, procacciandogli diversi lavori. È anche grazie a lei, oltre che al suo indubbio talento, che  Salvador Dalí riesce farsi conoscere e apprezzare dalla critica.

8. Salvador Dalí mostra simpatie per la destra, per l’aristocrazia e la monarchia, come lui stesso ammette più volte. Questo attirerà su di lui le antipatie dei surrealisti, e dello stesso poeta André Breton, adirato anche per la rappresentazione da parte di Dalí, di Stalin nelle vesti di Guglielmo Tell, rappresentato con le natiche nude e deformi ben in vista, nell’opera L’enigma di Guglielmo Tell (1933).

Salvador Dalì, L'enigma di Guglielmo Tell, 1933
Salvador Dalí, L’enigma di Guglielmo Tell, 1933

9. Dalí ha vestito anche i panni di regista, collaborando, tra gli altri, anche con il grande regista Alfred Hitchcock. Questi si era rivolto al pittore perché realizzasse il flash back onirico nel film Io ti salverò. Purtroppo però, gli esperti di Hollywood non riuscirono a seguire fedelmente le disposizioni dell’artista ottenendo un risultato deludente, al punto da indurre Dalí e Hitchcock a tagliare la scena dal film.

10. Seguace del Dio denaro, Salvador Dalí nel corso della carriera è riuscito ad accumulare un ingente patrimonio, grazie al suo talento e al genio, garantendo a sé e a Gala una vita agiata. Inoltre ha alimentato il mercato del falso, firmando come proprie delle tele e dei disegni eseguiti da emeriti sconosciuti.

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11. Il volto di Dalí da qualche anno è diventato comune anche per i non appassionati d’arte, grazie alla serie televisiva “La casa di carta” (La casa de papel). Il gruppo di rapinatori, protagonisti di questa serie di grande successo, nascondono il volto coprendosi proprio con una maschera che raffigura il volto di Salvador Dalí.

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