In due minuti vi raccontiamo la storia di un artista misterioso, le cui opere, come il famoso “Trittico delle delizie” sono ancora oggi oggetto di interpretazione.

Hieronymus Bosch (1453-1516)
Hieronymus Bosch (1453-1516)

Hieronymus Bosch è un enigma. A quanto ne sappiamo, la sua è la vita di un uomo molto religioso, apprezzato come artista dai suoi compaesani e sposato con una delle donne più ricche della città. Ti aspetteresti che un artista con una vita così tranquilla si limiti a dipingere placidi paesaggi sonnacchiosi, o ritratti graziosi di nobildonnne e ricchi possidenti. E invece non è così. Nell’animo di Bosch probabilmente si agitavano torme di demoni bizzarri, nati dalla mescolanza informe tra esseri umani, oggetti e animali. Demonietti che uscivano dalla sua mente per finire sulla tela (o sulla tavola): intrappolati in universi fantasiosi e piuttosto inquietanti.

Bosch è una specie di Dottor Jekyll e Mr Hide del XV secolo: Dr Jekyll nella vita, Mr Hide nell’atto di creazione artistica. Di sicuro tutto questo implica una grande fantasia e una immensa forza creativa… ma forse c’è qualcosa in più. Nelle opere di Bosch emergono dettagli e simboli che appartengono al mondo complesso e misterioso dell’alchimia, come se l’artista volesse svelarci qualcosa, usando un linguaggi cifrato, comprensibile solo da alcuni. E di sicuro, non siamo noi.

LA VITA E LE OPERE DI HIERONYMUS BOSCH:
RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Hieronymus Bosch (s’Hertogenbosch,1453 – s’Hertogenbosch, 1516) è considerato uno dei più interessanti pittori olandesi. Maestro del grottesco e del bizzarro, i suoi dipinti sono popolati da creature misteriose e inquietanti, ancora oggetto di interpretazione da parte degli studiosi.

Il suo nome, all’anagrafe, è Jeroen van Aken, mentre il nome Bosch deriva dalla sua città natale, in cui l’artista visse, lavorò e morì, senza sensazionali colpi di scena. A dispetto infatti dell’originalità delle sue opere, la vita di Bosch fece il suo corso piuttosto serenamente.

2. Nacque in una famiglia di artisti. Il nonno, Jan van Aken, era un pittore conosciuto e apprezzato che trasmise la sua passione a tre dei suoi cinque figli: tra questi Anthonis van Aken, padre di Hieronymus Bosch.

Dalla famiglia imparò la tecnica pittorica, tanto da diventare in breve tempo un artista apprezzato, rispettato e molto richiesto.

Hieronymus Bosch, Nave dei folli, 1494 circa, Parigi, Museo del Louvre
Hieronymus Bosch, Nave dei folli, 1494 circa, Parigi, Museo del Louvre

3. Nel 1478 sposò Aleyt de Meervenne, una delle donne più ricche di Hertogenbosch. Il matrimonio influì positivamente sulla carriera artistica di Bosch che, lontano dalle preoccupazioni economiche e senza la necessità di dover lavorare su commissione, poté permettersi di dare libero sfogo alla propria creatività.

4. Altra data fondamentale nella vita di Bosch è il 1486 (0 1487), anno in cui l’artista entrò a far parte della confraternita di Nostra Signora, un gruppo devoto alla vergine, a cui l’artista aderì per il resto della vita. È grazie ai registri della confraternita che oggi sappiamo con certezza che l’artista morì nell’agosto del 1516 e che gli vennero riservate esequie solenni nella cappella della Confraternita di Nostra Signora nel San Giovanni di Hertogenbosch.

L’adesione alla confraternita sicuramente influenzò le tematiche scelte dall’artista nelle sue opere in cui è onnipresente il tema della lotta tra il bene e il male. Un esempio su tutte? Il Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio, opera maestosa che puoi ammirare al Museo nazionale d’arte antica di Lisbona.

Hieronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant'Antonio, 1501 circa, Museo nazionale d'arte antica, Lisbona
Hieronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio, 1501 circa, Museo nazionale d’arte antica, Lisbona (Photo by Paul Hermans – Pubblico Dominio)

5. La lotta continua tra bene e male è resa dall’artista attraverso forme e figure che acquistano all’interno delle opere misteriosi significati simbolici, rimasti ancora oggi in molti casi un enigma. In particolare Bosch pare che facesse riferimento alle simbologie dell’universo alchemico, al mondo della magia e dei tarocchi e, ovviamente, alla simbologia sacra.

Alcune forme e figure in particolare ricorrono frequentemente nelle sue opere. Ad esempio Il Matto, figura dei tarocchi, viene rappresentato nell’opera Venditore ambulante (o Il figliuol prodigo); oppure gli strumenti musicali, protagonisti del terzo pannello del suo capolavoro, Il trittico delle delizie che, non a caso, è noto anche come “L’inferno musicale”. Ci sono poi elementi quotidiani come uova o specchi che, nelle sue opere, assumono un significato che va ben al di là del loro senso concreto.

Hieronymus Bosch, Venditore ambulante, 1494 circa, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam
Hieronymus Bosch, Venditore ambulante, 1494 circa, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

6. Bosch ha realizzato diverse opere, molte delle quali purtroppo sono andate distrutte dal furore iconoclasta dei sostenitori della Riforma, tanto che oggi possiamo attribuire con certezza all’artista olandese solo 25 dipinti. Tra questi, di sicuro il più famoso è il Trittico del Giardino delle delizie.

L’opera, realizzata tra il 1505 e il 1510 e conservata al Museo del Prado di Madrid, è divisa in tre pale. La prima, sulla sinistra, raffigura la creazione del mondo; la secondo, quella centrale, rappresenta una sorta di paradiso terrestre, teatro di piaceri terreni e “peccati della carne”. La conseguenza di questa condotta di vita dissoluta è evidente nel terzo è ultimo pannello: l’Inferno. È qui che si concentra tutta la potenza simbolica di Bosch: creature diaboliche dalla forma bizzarra, strumenti musicali usati come sadici strumenti di tortura e infiniti dettagli tuttora oggetto di interpretazione da parte degli studiosi di questo artista straordinario.

PER SAPERNE DI PIU’ SU QUEST’OPERA, VEDI ANCHE L’ARTICOLO SULLE OPERE D’ARTE A TEMA “HORROR”

Hieronymus Bosch, Trittico del Giardino delle delizie, 1480-1490 circa, Museo del Prado, Madrid

7. Bosch infatti, oltre ad essere un artista visionario e dalla fervida immaginazione, era un pittore molto abile tecnicamente. La sua pittura ad olio, spicca per i colori brillanti e nitidi e per la cura maniacale dei dettagli: caratteristiche queste molto apprezzate dai suoi contemporanei che lo consideravano uno degli artisti più talentuosi dei Paesi Bassi.

8. Tornando invece al tema dell’inesplicabilità delle opere di Bosch, bisogna tener conto di un dettaglio: molti degli elementi che vediamo nelle sue opere e che ci sembrano così enigmatici, probabilmente per i cristiani devoti del XV secolo avevano un significato bene preciso. Bosch stesso, pare abbia tratto ispirazione per le sue creature, dai codici miniati medievali e dai cosiddetti “grilli”: figure bizzarre originarie del mondo classico che ricorrevano di frequente in libri, incisioni e fregi di chiese medievali.

Hieronymus Bosch, Pannello centrale del Trittico del Giudizio di Vienna, 1482 circa, Accademia di belle arti, Vienna
Hieronymus Bosch, Pannello centrale del Trittico del Giudizio di Vienna, 1482 circa, Accademia di belle arti, Vienna

9. Oppure c’è un’altra ipotesi, avanzata dallo studioso di Bosch, Robert L. Delevoy. Secondo le sue ricerche, non è da escludere che l’artista facesse uso di sostanze allucinogene.

Le immagini che rappresenta Bosch nelle sue opere (creature demoniache, viaggi infernali, oggetti che assumono forme incongrue) non si discostano molto da ciò che vedevano maghi, stregoni e alchimisti medievali dopo aver fatto uso di sostanze psichedeliche, assunte per entrare in contatto con le zone nascoste dell’inconscio.

SE VUOI APPROFONDIRE IL RAPPORTO TRA ARTE E ALCHIMIA, LEGGI ANCHE L’ARTICOLO SU MARCEL DUCHAMP

10. Quel che è certo è che l’arte di Bosch ha ispirato il movimento surrealista, tanto da esserne considerato un precursore. Quello che più di tutti ha raccolto la sua eredità è sicuramente Salvador Dalì, artista visionario, onirico, creatore di mondi immaginari, in cui il confine tra sogno e incubo è labile come le nostre certezze quando cerchiamo di dare un senso all’arte.

Hieronymus Bosch, Quattro visioni dell'Aldilà, 1500-1503 circa, Gallerie dell'Accademia, Venezi
Hieronymus Bosch, Quattro visioni dell’Aldilà, 1500-1503 circa, Gallerie dell’Accademia, Venezia

“Altri provano a dipingere l’uomo per come è fuori, mentre solo lui ebbe l’audacia di dipingerlo per come è dentro.” José de Sigüenza (1544 – 1606), storico, poeta e teologo spagnolo

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