Il “Trittico del giardino delle delizie”, il “Trittico del giudizio”… sono 2 dei 5 capolavori che abbiamo scelto per raccontare uno tra gli atisti più enigmatici di sempre

di Sabrina Sedda

Nei suoi dipinti compaiono diavoli e paradisi, incubi e creature fiabesche, in una mescolanza dettagliata in cui l’occhio si perde nell’intento di cogliere la miriade di dettagli che rende le sue opere simili a storie da leggere, figura dopo figura.

Stiamo parlando delle opere di Hieronymus Bosch, un artista particolare… a partire da nome. Quello appena citato non è il nome vero di questo artista, che all’anagrafe è registrato come Jeroen van Aken. Il nome con cui è passato alla storia deriva invece dalla cittadina in cui nasce, ‘s-Hertogenbosch, nei Paesi Bassi.

Contemporaneo di Leonardo da Vinci, Bosch ha la capacità di riassumere le epoche che lo precedono e di diventare modello per quelle successive. Fine intellettuale, per realizzare i suoi dipinti prende ispirazione da fonti molto diverse tra loro: dalle tradizioni popolari, alla religione, alle citazioni colte degli intellettuali dell’epoca.

Proviamo a comprendere meglio tutto questo ammirando insieme 5 delle opere più famose di Hieronymus Bosch.

QUI TROVARE LA STORIA DI HIERONYMUS BOSCH RACCONTATA IN 2 MINUTI

Hieronymus Bosch (1453-1516)
Hieronymus Bosch (1453-1516)

5 OPERE FAMOSE PER RACCONTARE L’ARTE DI HIERONYMUS BOSCH

1. Hieronymys Bosch, I 7 peccati capitali, 1500-1525, Museo del Padro, Madrid

Hieronymys Bosch, I 7 peccati capitali, 1500-1525, Museo del Padro, Madrid
Hieronymys Bosch, I 7 peccati capitali, 1500-1525, Museo del Padro, Madrid

Il dipinto è composto in maniera circolare: i vizi capitali sono raffigurati intorno ad un occhio che sembra guardare alla condizione umana. Al centro dell’opera vi è infatti il Cristo, in una struttura circolare simile ad un iride oculare, abbracciato da una fascia di raggi dorati. L’opera è realizzata prendendo ispirazione dai codici miniati, i manoscritti medievali, famosi per le figure dipinte in piccole porzioni.

Tutti i peccati, oltre ad essere raffigurati, sono citati con scritta in latino. Sempre in latino, in alto e in basso del dipinto si leggono frasi di testi biblici: in alto l’iscrizione recita “è un popolo privo di discernimento e di senno; o, se fossero saggi, si occuperebbero di ciò che li spetta”, ed in basso “io nasconderò il mio volto davanti a loro e considererò quale sarà la loro fine”. Negli angoli, quattro piccoli medaglioni rappresentano la morte di un peccatore, il giudizio universale, l’inferno e il paradiso.


2. Hieronymys Bosch, Trittico del giudizio di Vienna, 1482, Accademia delle Belle Arti, Vienna

Hieronymys Bosch, Trittico del giudizio di Vienna, 1482, Accademia delle Belle Arti, Vienna
Hieronymys Bosch, Trittico del giudizio di Vienna, 1482, Accademia delle Belle Arti, Vienna

Siamo di fronte ad uno dei famosi trittici di Bosch. A sinistra, come puoi vedere, vi è la cacciata dal paradiso terrestre, al centro il giudizio universale, a destra la certezza dell’inferno.

Focalizziamoci sul pannello centrale rappresentante il giudizio universale. In alto, vi è Dio che osserva come da una finestrella quello che fa suo figlio, il Cristo, che sembra guardare nel vuoto. I santi intorno a lui, sembrano non preoccuparsi di ciò che succede di sotto, agli uomini. È come se Bosch, come suggerisce Daverio, sembra volerci dire: “non saranno i santi a salvarci, ma il nostro intimo rapporto con la coscienza”. In alto, nel cielo dove suonano gli angeli, le anime salvate sono pochissime: un monito rivolto allo spettatore?

3. Hieronymys Bosch, Trittico del giardino delle delizie, 1480-90, Museo del Prado, Madrid

Hieronymus Bosch, Giardino delle delizie (dettaglio)

Probabilmente sei di fronte all’opera più famosa di Bosch. Il tema è come sempre il destino dell’umanità. Il “Trittico del giardino delle delizie” vien considerata l’opera più complessa ed enigmatica di Bosch.

Nel pannello a sinistra vi sono Adamo ed Eva in Paradiso, all’altro estremo vi è l’inferno. Al centro troviamo un paradiso che inganna i sensi. Bosch ha inserito un notevole numero di figure nude, con l’eccezione di due persone, Adamo ed Eva, dopo la cacciata dal paradiso. È un giardino dove (stando alla morale dell’epoca) dominano il peccato e la lussuria. Uomini e donne sono impegnati in relazioni amorose di varia natura. Come in altri dipinti di Bosch compare il gufo, simbolo del male. Ciò che attira l’occhio inoltre è la composizione geometrica sullo sfondo che fa da contrasto alla confusione in primo piano.

Misterioso e a tratti inquietante, l’ultimo pannello (noto come “L’inferno musicale“) ha messo alla prova studiosi di ogni epoca, che hanno provato a svelarne gli enigmi. L’opera colpisce infatti per i dettagli celati all’interno del dipinto: nessuno di essi è lasciato al caso ma ognuno ha un preciso valore simbolico, legato alla religione o, in alcuni casi, all’alchimia.

4. Hieronymys Bosch, Trittico del carro del fieno, 1516, Museo del Prado, Madrid

Hieronymys Bosch, Trittico del carro del fieno, 1516, Museo del Prado, Madrid

Ecco un’altra delle opere più famose di Bosch, che puoi ammirare al Museo del Prado di Madrid. Nel pannello a sinistra ci sono quattro episodi distinti della Bibbia: in alto la caduta degli angeli ribelli, più in basso la creazione di Eva, da una costola di Adamo, sulla destra il peccato originale, infine, in basso, la cacciata dei progenitori.

Nel pannello centrale vi è la rappresentazione di un tema allegorico. C’è l’umanità che lotta per avere il fieno ma non riesce che ad averne una piccola porzione di esso, ed è quindi a simboleggiare l’attaccamento alle cose.

Nello scomparto laterale destro del trittico del fieno noi vediamo l’inferno immaginato. Da un punto di vista tecnico, ci sono sì lo spazio e la prospettiva ma vengono giustapposte eliminando il senso di unità della composizione. Abbiamo dunque delle fasce che si sovrappongono e che possono essere lette ognuna secondo la sua dimensione e che messe insieme costituiscono un disordine voluto. Vuole dunque annullare la ragione, la razionalità, la cui assenza produce dei mostri.

5. Hieronymys Bosch, Salita al calvario, 1510-1516, Museum voor Schone Kunsten, Gand

Hieronymys Bosch, Salita al calvario, 1510-1516, Museum voor Schone Kunsten, Gand
Hieronymys Bosch, Salita al calvario, 1510-1516, Museum voor Schone Kunsten, Gand

In quest’opera, Hieronymus Bosch mette in evidenza tutte le mostruosità del genere umano. Come potete osservare, l’artista olandese dà una dimensionale spirituale soltanto a tre personaggi che tengono gli occhi chiusi: il Cristo, la Veronica e il ladrone. Il resto dei personaggi raffigura il male sulla terra.

Bene e male sono due elementi centrali nelle opere di Bosch. La polarità è al centro della ricerca del pittore: per lui l’umanità è mostruosa, il divino dentro l’uomo viene guardato con disprezzo da un’umanità bestiale. All’uomo votato al bene non resta che fuggire dal mondo per rifugiarsi dentro la sua coscienza.

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