Due minuti per raccontare la vita del genio olandese, dei suoi splendidi girasoli e della sua amicizia con Gauguin.

Vincent van Gogh, autoritratto
Vincent van Gogh, autoritratto, 1887

Geniale, folle, visionario. Vincent van Gogh può essere considerato il pioniere dell’arte contemporanea, padre dell’Espressionismo ed emblema dell’artista tormentato. Se la sua vita fosse stata un romanzo, sarebbe stato uno di quei romanzi inverosimili, esagerati, troppo carichi di colpi di scena per sembrare veri, ma la vita di van Gogh non è frutto della mente fertile di uno scrittore. Quello che vi racconterò in questi due minuti è avvenuto davvero.

La malattia, l’affetto di suo fratello Theo, l’amicizia burrascosa con Gauguin, la vocazione religiosa, i viaggi solitari nel cuore dell’Europa, l’autolesionismo, l’assenzio ma soprattutto le sue opere, intrise di una forza che erompe dalla tela per colpire occhi e cuore dello spettatore.

LA VITA E LE OPERE DI VINCENT VAN GOGH: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Vincent van Gogh (1853-1890) è considerato oggi uno dei più grandi artisti di sempre, ma in vita le sue opere (ha realizzato ben 864 tele) erano poco conosciute e apprezzate. Pare infatti che abbia venduto un solo dipinto. Oggi il suo Ritratto del dottor Gachet vale più di 100 milioni di dollari.

2. Pur essendo appassionato di disegno fin da bambino, van Gogh cominciò a dipingere solo verso i 30 anni. Le sue opere più conosciute sono quelle dipinte tra il 1888 e il 1890, pochi anni prima di morire.

Vincent van Gogh, La camera di Vincent ad Arles
Vincent van Gogh, La camera di Vincent ad Arles, olio su tela, 72x90cm, 1888, Van Gogh Museum, Amsterdam

3. La vita di van Gogh è stata funestata dal malessere psichico. Non si sa ancora con certezza quale fosse la malattia che lo affliggesse, quel che è certo è che l’artista soffriva di attacchi di panico e allucinazioni alle quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio, seguiti da uno stato di torpore. Il tutto era aggravato dall’alcool. Van Gogh era un amante dell’assenzio.

4. Vincent aveva un rapporto molto stretto con suo fratello Theo, mercante d’arte che per anni lo sostenne economicamente. Tale legame è testimoniato dalle oltre 600 lettere che Vincent inviò al fratello. Il film di Robert Altman del 1990, Vincent and Theo racconta la vita dell’artista da questo particolare punto di vista.

5. Nel 1879 van Gogh si recò nelle regioni minerarie del Belgio per prendersi cura dei malati e predicare la Bibbia ai minatori. Decise di vivere come loro, in povertà, dormendo in una baracca e dividendo con gli altri i pasti frugali attorno alla flebile luce delle lampade.

Questo eccesso di fervore tuttavia spaventò i responsabili della Scuola di Evangelizzazione di Bruxelles, che decisero di non gli rinnovargli l’incarico di predicatore.

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Vincent van Gogh, I mangiatori di patate, 1885, olio su tela, 82×114 cm, Museo Van Gogh, Amsterdam

6. Gli umili, i lavoratori dei campi e i minatori sono i soggetti preferiti da van Gogh, oltre ai numerosi autoritratti, ai paesaggi, ai dipinti con cipressi e alla rappresentazione di campi di grano e girasoli.

Vincent Van Gogh, Girasoli (serie), 1888-1889, olio su tela
Vincent Van Gogh, Girasoli (serie), 1888-1889, olio su tela

7. Alcuni avvicinano lo stile di van Gogh all’impressionismo, ma a differenza degli impressionisti puri, van Gogh nelle sue opere non descrive la realtà dal suo particolare punto di vista, ma compie l’operazione inversa: è la realtà che diventa una creazione e una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Per questo è considerato un pioniere dell’espressionismo.

Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73.7×92.1 cm, Museum of Modern Art, New York
Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889, olio su tela, 73.7×92.1 cm, Museum of Modern Art, New York

8. Nel 1888, su consiglio del fratello Theo, van Gogh si trasferì ad Arles, nel sud della Francia per vivere con il pittore Gauguin, amico di Theo.

Il rapporto tra i due non fu facile, le liti erano frequenti, anche a causa dell’instabilità emotiva di van Gogh. Pare che, dopo un alterco avvenuto nella casa di Arles, l’artista olandese inseguì l’amico in strada con un rasoio minacciando di aggredirlo. La loro relazione tuttavia degenerò del tutto quando una sera, ubriaco e in preda alla rabbia, Vincent scagliò un pesante bicchiere contro l’amico. Probabilmente la causa del litigio fu Rachele, una prostituta che lavorava in un bordello frequentato dall’amico Gauguin, di cui Vincent era innamorato. Quel giorno Gauguin decise di lasciare Arles.

9. A Rachele è legato uno degli episodi più famosi della vita di van Gogh. Nel 1889 infatti, Vincent, in preda alle allucinazioni e folle di gelosia si mozzò con un rasoio metà dell’orecchio sinistro e lo spedì a Rachele, come pegno di amore. Qualche giorno dopo Vincent si ritrasse con una vistosa fasciatura a coprire l’orecchio mutilato (foto sotto).

Su questa storia si è scritto molto. C’è anche chi sostiene che fu lo stesso Gauguin a sfregiare l’amico in seguito ad una lite, ma è una teoria considerata poco attendibile. In realtà pare che van Gogh non si tagliò via l’intero orecchio, ma solo una piccola parte del lobo, ma questi sono dettagli.

Vincent van Gogh, Autoritratto con orecchio bendato, 1889, olio su tela, 60 cm x 49 cm, The Courtauld Institute of Art, Londra
Vincent van Gogh, Autoritratto con orecchio bendato, 1889, olio su tela, 60 cm x 49 cm, The Courtauld Institute of Art, Londra

10. Van Gogh morì a soli 37 anni per un colpo di rivoltella probabilmente auto inferto. C’è però chi sostiene che non si sia trattato di un suicidio ma che si sia trattato di un incidente, legato all’abitudine che aveva Van Gogh di passeggiare di notte nei campi di grano. Secondo alcuni testimoni infatti, pochi giorni prima della morte dell’artista, in quegli stessi campi alcuni ragazzi del luogo stavano giocando al tiro al bersaglio con una pistola. L’ipotesi è che l’artista possa essere stato ferito da uno di quei proiettili, per poi trascinarsi, ferito e sanguinante, nella sua camera. La comunità accademica tuttavia non ha accolto questa ipotesi.

“Preferisco dipingere gli occhi degli uomini che le cattedrali, perché negli occhi degli uomini c’è qualcosa che non c’è nelle cattedrali.” (Vincent Van Gogh)

Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi
Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, olio su tela, 50,3×103 cm, 1890, van Gogh Museum, Amsterdam
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