Una vita dominata dal genio artistico e da una maledetta dipendenza dall’alcool.  In due minuti ti sveliamo il lato segreto del padre dell’ “action painting”

di Sabrina Sedda

Jackson Pollock
Jackson Pollock, conosciuto anche col soprannome di “Jack the dripper”

L’artista statunitense Paul Jackson Pollock, nato nel 1912 nel Wyoming, ha segnato la storia dell’arte del Novecento,  un nuovo modo di intendere l’arte.

Distaccatosi dall’arte figurativa, fatta di pennello e cavalletto, ed impiegando il suo intero corpo per la creazione delle sue opere, inventò un singolare stile di pittura: il dripping (gocciolatura). Pollock infatti non dipingeva con tela e cavalletto, ma stendeva la tela sul pavimento e faceva gocciolare su di essa il colore, muovendosi attorno all’opera con una gestualità che rendeva il processo creativo simile ad un rituale sciamanico.

L’artista stesso dichiarò: “sul pavimento sono più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del dipinto, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorare dai quattro lati ed essere letteralmente nel dipinto”. Questo stile  particolare gli valse il soprannome di “Jack the dripper”, affibbiatogli dalla rivista TIME in una celebre intervista del 1956.

Jackson Pollock morì a solo 44 anni, vissuti piuttosto intensamente, nel bene e nel male.

In 10 punti ho raccolto alcune curiosità su questo artista così estroso.

QUI TROVI L’ARTICOLO SULLA VITA E LE OPERE DI JACKSON POLLOCK IN 10 PUNTI

10 CURIOSITÀ SU JACKSON POLLOCK   

1. Jackson Pollock non sapeva disegnare. O almeno così si racconta. Più presumibilmente il suo stile e il suo livello tecnico si discostavano molto da quello insegnato nelle accademie. Tuttavia ci piace pensare che sia stata proprio questa “mancanza” ad averlo spinto verso una nuova forma di espressione artistica.

2. Pollock ha avuto problemi con l’alcolismo sin da ragazzo. Quando si ubriacava diventava violento, incline alla rissa e alle molestie nei confronti di donne, anche sconosciute. Tali comportamenti erano diventati così frequenti che la famiglia lo costrinse a ricoverarsi in una clinica privata per malattie nervose.

Pollock inventò una tecnica di pittura particolare: il dripping (gocciolatura)

3. Nel 1936 Jackson Pollock incontrò ad una mostra la pittrice Lee Krasner, la donna che sarebbe diventata la sua compagna di vita. Il primo approccio, tuttavia, non fu dei più romantici. A quanto pare, Pollock le si rivolse chiedendole se volesse andare a letto con lui, in un modo piuttosto esplicito e con parole… non proprio da gentleman. In cambio ricevette un sonoro ceffone.

Tuttavia, quando l’artista cominciò a farsi un nome, Lee lo corteggiò con intensità e determinazione. Si fidanzarono e lei, pur di stargli accanto, decise si rinunciare alla sua carriera artistica per diventare una perfetta padrona di casa.

4. I due si trasferirono in una piccola comunità rurale di Long Island dove Jackson Pollock riuscì a dedicarsi esclusivamente alla pittura, grazie anche alla decisione, su consiglio medico, di rinunciare all’alcool.

5. Pare che tale decisione fosse maturata in seguito ad un curioso incidente occorso all’artista nel 1948. Mentre stava tornando a casa in bici su una strada sterrata con una cassa di birre sotto il braccio, l’artista cadde rovinosamente a terra, rischiando di farsi del male sul serio.

Jackson Pollock, numero 31, 1950

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6. Purtroppo l’astinenza dall’alcol durò poco. Jackson Pollock tornò ad ubriacarsi e a riprendere le cattiva abitudini di sempre, compresi gli atteggiamenti violenti. Ci andò di mezzo la sua compagnia Lee Krasner, sempre più spesso vittima dei suoi accessi di ira. Tuttavia a rompere la relazione fu proprio Pollock, che lasciò Lee dopo essersi invaghito di un’altra donna: Ruth Klingman.

7. Sempre l’ubriachezza molesta è la causa di un curioso aneddoto sulla vita di Pollock: una sera, preso dall’ebbrezza alcoolica, entrò con l’auto nel giardino di un ricco uomo d’affari, deturpandogli il prato a cui pare tenesse tantissimo.

Alle proteste infuriate del proprietario di casa, Pollock, beffardo, gli rispose di star tranquillo che sarebbe tornato a mettere la sua firma, così avrebbe potuto venderla come l’immensa opera d’arte di un grande artista americano.

Jackson Pollock e Ruth Klingman in una foto del 1956

8. A parte i pessimi comportamenti di cui Pollock si rendeva protagonista da ubriaco, a lui viene dato il merito di aver inventato – insieme a Mark Rothko – l’espansionismo astratto.

9. Inoltre, anche grazie a Pollock, New York divenne il polo culturale dell’arte, strappando il titolo a Parigi e spostando il baricentro dell’arta dall’altra parte dell’oceano.

10. Come sempre, fu l’alcool a segnare, questa volta in modo definitivo, la vita di Jackson Pollock. L’11 agosto 1956, mentre stava rientrando in auto da una festa, l’artista si schiantò contro la sua auto contro un albero. Con lui perse la vita la sua amica Edith Metzger. Inutile dire che Pollock si era messo alla guida dell’auto completamente ubriaco.

Jackson Pollock, Alchimia, 1947
Jackson Pollock, Alchimia, 1947, Olio, pittura d’alluminio, smalto alchidico con sabbia, sassolini, filati e bastoncini spezzati di legno su tela, 114,6 x 221,3 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia

Fonte articolo: Elizabeth Lunday, Vite segrete dei grandi artisti,2013

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