di Sabrina Sedda

Artemisia GentileschiSofonisba AnguissolaLavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Giovanna Garzoni e tante altre: fino al 22 agosto 2021 il Palazzo Reale di Milano ospita oltre 130 opere di 34 artiste vissute tra il ‘500 e il ‘600, che raccontano di un intensa vitalità creativa tutta al femminile.

Oltre alle artiste più note come Artemisia o Sofonisba Anguissola, la mostra è anche occasione per conoscere le straordinarie vite di queste donne e il ruolo sociale che hanno rivestito nel loro tempo, alcune affermate presso le grandi corti internazionali, altre vere e proprie imprenditrici, tutte capaci di confrontarsi con i propri ideali e con diversi stili di vita. 

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LA MOSTRA DI PALAZZO REALE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

La Mostra al Palazzo Reale di Milano pone al centro la donna. Il celebre palazzo all’ombra del Duomo, fino al 22 agosto 2021, accoglie tra le sue sale una superba raccolta di dipinti di artiste che si sono succedute nella Storia dell’Arte.

È interessante visitare questa mostra al femminile, soprattutto considerando il periodo storico che viviamo: tra quote rosa, proposte di modifica del linguaggio e iniziative la società attuale tenta di evolversi, prendendo le distanze dal modello patriarcale che da millenni impera in tutto il globo.

Questa mostra serve anche per interrogarci sulla posizione e sulle difficoltà della donna nella storia dell’arte. Dove le posizioniamo queste artiste donne oggi? Percorrendo la storia dell’arte, dalla culla della civiltà ad oggi, dov’era collocata la donna, l’artista? Ma soprattutto la donna ha effettivamente bisogno di una particolare collocazione?

Elisabetta Sirani, Cleopatra
Elisabetta Sirani, Cleopatra

Nietzsche, nella sua filosofia, umilia ugualmente uomo e donna, ma è all’uomo che dà il compito di elevarsi, oltre Dio, oltre la società, oltre sé stesso e di imporsi, come una creatura mitologica. E la donna che ruolo avrebbe? Questa mostra, ponendo al centro l’arte al femminile, vuole rispondere a questo interrogativo, visitarla diventa così un modo per trovare la risposta leggendo le opere d’arte di grandi artiste.

Le donne della mostra a Milano sono tante. Nel mio articolo mi sono soffermata in particolare su tre di loro, così da poter avere come una mappa per poterle comprendere meglio.

Prima fra tutte, Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli  1653). Figlia di un pittore, è presumibilmente influenzata da quest’ultimo, nella tecnica pittorica ma anche stilistica. Cresciuta nella fervente Roma rinascimentale, Artemisia fu vittima di un terribile stupro, a cui seguì un umiliante processo in cui l’artista portò avanti con determinazione e coraggio le sue istanze. I suoi dipinti sono, come quelli dei suoi ben più conosciuti contemporanei, crudi, violenti, espressivi, e serviti con una fine tecnica.

Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni (dipinto)
Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1610, olio su tela, 170×119 cm, Collezione Graf von Schönborn, Pommersfelden

La seconda artista di cui voglio parlarvi è Sofonisba Anguissola, contemporanea della sopracitata, è figlia di aristocratici, cresciuta in un ambiente culturale, è considerata una delle prime esponenti femminili della pittura europea. I suoi dipinti sono tutt’altro che violenti, e pongono spesso al centro la donna: sé stessa, ma anche le sue sorelle, la madre, e tutto ciò che la circonda. Ritrae un mondo femminile apparentemente calmo.

Elisabetta Sirani, Venere e Amore
Elisabetta Sirani, Venere e Amore

La terza artista è Elisabetta Sirani nasce e muore a Bologna (1638 – 1665). Al tempo la città emiliana era un ambiente molto favorevole per la donna, che, con la protezione del padre, poté dedicarsi liberamente alla pittura. Le sue prime opere furono soprattutto spogli ritratti realizzati su commissione; successivamente l’artista si dedicò ad opere dell’arte classica e al mito, sempre però sottolineando in queste il ruolo della donna: ritraendo soggetti come Cleopatra, la Madonna, Maddalena e se stessa.

Caduta nell’oblio, la Sirani venne timidamente riscoperta nell’Ottocento romantico. Più recentemente i suoi dipinti sono divenuti oggetto di studio e critica, soprattutto grazie al MoMa di New York, che fin dalla sua nascita (in pochi sapranno che a volerlo è stata una donna, la moglie del magnate Rockfeller: insomma, la storia dell’arte è ricca di colpi di scena!) è divenuto così polo artistico.

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