In due minuti vi racconto la mostra “Marc Chagall – Come nella pittura così nella poesia”, al Palazzo Te di Mantova fino al 3 febbraio 2019

Mostra Chagall Mantova

Chi segue Due Minuti di Arte sa che Marc Chagall occupa un posto speciale in questo sito. Ho sempre ammirato il talento di questo artista, capace di evocare mondi onirici e fiabeschi con uno stile personale che sfugge ad ogni etichetta. Ancor di più però ammiro la sua tenacia, che lo ha aiutato a non smettere mai di guardare la vita con l’entusiasmo di un bambino nonostante i colpi della sorte, che si è accanita crudelmente su di lui.

Per questo, la mostra “Marc Chagall – Come nella pittura così nella poesia” al Palazzo della Ragione di Mantova fino al 3 febbraio 2019, è stato per me un un invito per rivedere dal vivo le opere di un vecchio amico, un artista dagli “occhi di volpe e dai capelli scompigliati”.

Chagall, Sopra la città, Mostra al Palazzo della Ragione di Mantova

Veniamo alla mostra: quella di Palazzo della Ragione, con circa 150 opere tra dipinti, acquerelli e stampe, si svolge lungo un delicato filo che lega l’arte di Chagall alla letteratura e al teatro.

Il percorso di visita non è vastissimo (dimenticatevi la grande retrospettiva di Milano del 2014), e la mostra può essere visitata in un’ora circa, ma vi assicuro che ne vale la pena. È un piccolo gioiello da ammirare con garbo, per conoscere la storia di un grande artista, in una location unica come il Palazzo della Ragione. Per farla breve, ecco 5 motivi per cui vi consiglio di vedere la mostra su Chagall a Mantova.

1. Per esplorare il rapporto tra Chagall e la letteratura

Come ho anticipato, gran parte del percorso espositivo esplora il rapporto tra l’artista e la letteratura, mettendo in mostra le acqueforti che Chagall ha realizzato per illustrare celebri capolavori come la Bibbia, le favole di Jean de La Fontaine e Le anime morte di Gogol.

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Marc Chagall, acquaforte per la favola “Gatta trasformata in donna” di Jean De La Fontaine

È in questa sezione che emerge il carattere eclettico di Chagall, in grado di passare da acqueforti di chiara ispirazione cubista a stampe in cui già convivono gli elementi propri della sua poetica, fatta di animali antropomorfi, ebrei erranti e tetti coperti di neve.

2. Per vedere da vicino “Sopra la città”

È una delle opere più celebri di Chagall, che spesso vediamo su copertine di libri, brochure o in giro per il web. Vi assicuro che vedere questo dipinto dal vivo è stato emozionante.

Marc Chagall, Sopra la città, 1918, Olio su tela di 56 x 45 cm. Galleria Tretyakov
Marc Chagall, Sopra la città, 1918, Olio su tela di 56 x 45 cm. Galleria Tretyakov

L’opera, oltre che per le dimensioni (139 x 197 cm) colpisce per l’uso delicato dei colori e per la dolcezza con cui l’artista racconta il suo amore per Bella Rosenfeld: un amore che gli permette di volare sopra i tetti della loro città, come in un sogno.

Tra i dipinti esposti mi è piaciuto molto anche Finestra nella dacia (1915) in cui i due amanti osservano complici la pioggia cadere sugli alberi, al riparo dietro la finestra della loro piccola casa.

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Marc Chagall, Finestra nella dacia, 1915

Come sempre, Chagall è bravissimo nel raccontare scorci della sua vita quotidiana con Bella, evidenziando come l’amore sia anche condivisione di piccoli momenti di complicità che diventano preziosi ricordi.

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3. Per gli spettacolari pannelli realizzati per il teatro

Il percorso espositivo si chiude in bellezza con i grandi pannelli che Chagall realizzò per il Teatro da camera ebraico di Mosca nel 1920, su cui spicca il grande pannello “Introduzione al teatro ebraico” di oltre 7 metri di lunghezza per 3 di altezza.

Mostra Chagall Mantova, teatro ebraico

Marc Chagall, Introduzione al teatro ebraico, mostra Palazzo della ragione di Mantova
Marc Chagall, Introduzione al teatro ebraico, 1920

Si tratta di un’opera sontuosa per l’esplosione di colori e immagini che invitano lo spettatore a leggerla come un tempo si leggevano gli affreschi, cercando di interpretare i significati simbolici celati dietro le figure. Una bella sfida, che vi divertirete ad affrontare!

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4. Per vedere il centro storico della città di Mantova

La mostra “Marc Chagall – Come nella pittura così nella poesia” è anche un’occasione per fare un giro in una bellissima città che, eletta capitale italiana della cultura 2016, sta vivendo un secondo rinascimento.

Restando in tema con la mostra di Chagall e il suo legame con il teatro, il mio consiglio non può essere che quello di fare una breve tappa al Teatro Scientifico Bibiena, un piccolo gioiello barocco nel cuore della città.

Teatro Scientifico di Bibiena, Mantova
Il Teatro Scientifico di Bibiena a Mantova

5. Per visitare Palazzo Te e la mostra Tiziano / Gerard Richter

Non si può lasciare Mantova senza aver fatto tappa a Palazzo Te. Edificato nel XVI secolo dall’allievo di Raffaello Giulio Romano per il principe Federico II di Gonzaga, il palazzo è un luogo che racconta una storia di amore, quella tra il principe e la sua favorita, Isabella Boschetti.

Palazzo Te non nasce come dimora istituzionale, ma come luogo di arte e piacere. Lo si evince già attraversando l’antico ingresso, che dà sulla corte interna. Gli affreschi sulle porte ritraggono infatti due due aquile, simbolo di potere, imbrigliate da paffuti amorini: un chiaro segnale per il visitatore che si accinge ad entrare.

Il tema dell’amore del resto riecheggia nelle ampie sale del palazzo, superbamente decorate. È raccontato in maniera esplicita negli affreschi che decorano la Sala di Amore e Psiche ed è mostrato in maniera più velata nella Sala delle imprese, dove il visitatore è invitato a scovare il significato che si cela dietro a misteriose immagini.

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Sala di Amore e Psiche, Palazzo Te, Mantova

Pezzo forte del palazzo è la Sala dei Giganti dove straordinari effetti prospettici ed acustici disorientano lo spettatore, creando l’atmosfera ideale per immergersi nella storia narrata dai superbi affreschi che ne ornano le pareti.

Fino al 6 gennaio 2019 c’è un motivo in più per visitare Palazzo Te. Le sue sale ospitano infatti la mostra “Tiziano /Gerhard Ritcher. il cielo sulla terra“:  un interessante dialogo tra le opere del pittore tedesco Gerhard Richter e due capolavori del grande Tiziano che hanno come soggetto l’Annunciazione.

È interessante vedere le opere di due artisti così diversi tra loro e uniti dall’interpretazione del medesimo soggetto. Da un lato le pennellate di Tiziano, in cui i colori si fondono sfumando i contorni, dall’altro gli energici colpi di spatola di Ritcher, capace di creare intensi effetti cromatici, in cui la forma lascia spazio all’esplosione del colore.

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Tiziano, Annunciazione, 1535, Scuola Grande di San Rocco, Venezia
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Gerhard Richter, Annunciazione secondo Tiziano. 1973

La mostra

“Marc Chagall – Come nella pittura così nella poesia”
al Palazzo della Ragione di Mantova
dal 5 settembre 2018 al 3 febbraio 2019

Info: www.chagallmantova.it

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