In due minuti vi racconto la mostra “Courbet e la natura”, al Palazzo Diamanti di Ferrara fino al 6 gennaio 2019

Mostra Courbet e la Natura a Ferarra

Siete mai stati a Ferrara? Io da tempo avevo in programma un viaggio in questa bellissima città rinascimentale e, quando hanno annunciato l’apertura della mostra “Courbet e la natura” a Palazzo Diamanti (fino al 6 gennaio 2019) ho pensato che fosse l’occasione perfetta.

Di Gustave Courbet conoscevo soprattutto le opere più famose (e controverse) che avevo avuto la fortuna di ammirare a Parigi, al Musée d’Orsay, ma l’idea di vedere tutte insieme circa cinquanta opere del padre del realismo era di quelle a cui non si può rinunciare.

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Gustave Courbet, Il rifugio dei caprioli in inverno, 1866

Ammetto di aver scoperto, a Ferrara, un lato di Courbet che conoscevo meno: quello di paesaggista, e devo dire che è stata una piacevole sorpresa. Le verdi campagne francesi, le grotte sublimi e le infinite sfumature del bianco mi hanno accompagnato in un viaggio dalla Normandia alla Svizzera, in un tempo lontano, quando gli uomini si fermavano ad ascoltare la voce dei paesaggi.

Ecco, in due minuti, i 5 motivi per cui vi consiglio di fare tappa a Ferrara per vedere la mostra di Courbet.

  1. Per scoprire il padre del realismo

È vero, ci sono molti modi per studiare un artista e la sua storia. È anche vero però che, per quanti libri si possano leggere, l’unico momento in cui è possibile cogliere l’anima di un artista è quando ci si trova di fronte ad una delle sue opere, come se osservare un dipinto ci aiutasse ad assorbire un po’ delle emozioni provate dall’artista, instaurando una perfetta sintonia tra creatore e fruitore, pur a distanza di secoli.

Mostra Courbet e la Natura a Ferrara

Di sicuro Courbet di emozioni nella sua vita deve averne provate tante. Se conoscete la sua storia capite di cosa stia parlando. La mostra di Ferrara, insieme ad una grande quantità di paesaggi, ospita alcune opere, come Signorine in riva alla Senna (1857 – sopra) o Buongiorno, signor Courbet che ci dicono molto dello spirito anticonformista e provocatorio del maestro francese e ci aiutano a comprendere meglio il rapporto (spesso conflittuale) di Courbet con la società borghese dell’epoca.

  1. Per conoscere il rapporto tra Courbet e la natura

Come detto prima però, la mostra di Ferrara esplora per lo più il rapporto tra Gustave Courbet e la natura, rappresentata con scientifica dovizia di particolari e grande pathos. Con la testa e con il cuore, in un certo senso. Non a caso l’artista è considerato uno dei padri del realismo nell’arte.

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Gustave Courbet, Caprioli alla fonte, 1868

A lui si sono ispirati molti artisti impressionisti, su tutti Cézanne e Manet, ispirati dalla sua tecnica (Cézanne ne ammirava l’uso della spatola per distribuire il colore) e dalla sua portata innovativa e provocatoria (Manet prese spunto dai suoi nudi, come quello della Giovane Bagnante, per dipingere la sua celebre Colazione sull’erba).

Ciò che è evidente nella mostra di Ferrara è il modo assolutamente innovativo con cui l’artista si sia confrontato con un tema tradizionale come quello del paesaggio, raccontandolo in un modo diverso (almeno per l’epoca). Courbet è riuscito ad unire ad una maniacale attenzione al dettaglio, delle tecniche pittoriche originali che gli permisero di ottenere effetti cromatici di notevole dinamismo ed energia. Ne sono un esempio opere come Caprioli alla fonte (1868), L’Onda (1869) o Tramonto: la spiaggia a Trouville (1866), in cui l’artista si confronta con tre soggetti completamente diversi tra loro, con risultati impeccabili.

Gustave Courbet, Tramonto: la spiaggia a Trouville, c. 1866
Gustave Courbet, Tramonto: la spiaggia a Trouville, c. 1866
  1. Per scoprire le infinite sfumature della neve

Ricordo una mostra di Monet a Torino di qualche anni fa. Ricordo che rimasi incantato di fronte al dipinto La gazza. Mi colpì il modo in cui l’artista francese avesse “colorato” la neve. Per me la neve era sempre stata bianca, fino a quel momento. Magari un po’ sporca, ma non avevo mai pensato che la neve potesse avere tutte quelle sfumature.

Mi chiesi come avesse fatto Monet a pensare di dipingere la neve in quel modo. Bene, dopo aver visto Volpe nella neve di Courbet, ho capito a cosa possa essersi ispirato il padre dell’impressionismo.

Gustave Courbet, Volpe nella neve, 1860
Gustave Courbet, Volpe nella neve, 1860

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  1. Per visitare il castello Estense

Conoscevo già il castello Estense di Ferrara, se non altro per il ruolo fondamentale che la famiglia degli Estensi ha giocato nel Rinascimento italiano, ma devo ammettere che vederlo dal vivo mi ha davvero stupito. Il castello appare d’improvviso, in tutta la sua imponenza, nel bel mezzo della città, con tanto di fossato, torri e mura merlate.

Quello che però mi ha davvero impressionato è stato passare dai cunicoli claustrofobici delle prigioni sotterranee al bellissimo panorama sui tetti rossi di Ferrara dalla torre dei Leoni. Un percorso di pochi minuti a piedi, che però secoli segnava un limite invalicabile tra chi poteva godere la luce del sole e chi, forse, il sole non lo avrebbe visto mai più.

riflessi_nel_fossato_del_castello_estense_-_ferrara

Info: www.castelloestense.it

  1. Per tornare indietro nel tempo, passeggiando di sera nei vicoli del centro storico

Dal 1995 il centro storico di Ferrara è entrato nella lista dei Patrimoni Unesco (dal 1999 tale riconoscimento è stato esteso anche al territorio del Delta del Po e alle Delizie, le antiche residenze estensi). In effetti, basta una passeggiata per i vicoli del centro per rendersi conto che qui il lo spirito del Rinascimento è ancora vivo. Sarà per gli stretti vicoli di ciottoli tra due fila di palazzi con i mattoni a vista, o per le chiese e gli edifici storici, o per il fatto che non vieni disturbato dal rumore delle auto, visto che a Ferrara sono in molti a girare in bici.

Il mio consiglio è di fare una passeggiata la sera in via delle Volte che, con i suoi archi a botte, i suoi ciottoli e le sue luci soffuse, ti dà l’impressione di tornare indietro di secoli. Magari, una volta lì, vale la pena fermarsi in una delle numerose osterie per bere un bicchiere di Merlot, accompagnato dal pane locale dalla forma insolita, la “Coppia ferrarese”.

 

La mostra

“Gustave Courbet e la Natura”
al Palazzo Diamanti di Ferrara
dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019

Info: www.palazzodiamanti.it

 

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