In due minuti vi racconto la mostra “Rivoluzione Galileo”, al Palazzo dei Monti di Pietà fino al 18 marzo 2018.

Mostra Galileo a Padova
Mostra Galileo a Padova

Per chi è della mia generazione, da bambini Galileo era quel signore con la barba che si trovava sulla banconota da duemila lire. A scuola poi ho imparato come Galileo, con il suo metodo scientifico e il suo cannocchiale, abbia cambiato per sempre il nostro modo di vedere il cielo. Negli anni dell’università invece ho iniziato a pensare a Galileo come a un rivoluzionario, un coraggioso capace di opporsi al potere della Chiesa, che nel XVII secolo ci metteva poco a lanciarti contro i mastini dell’Inquisizione.

Qualche giorno fa sono andando a Padova per vedere la mostra “Rivoluzione Galileo”, al Palazzo dei Monti di Pietà dal 18 novembre 2017 al 18 marzo 2018, ho scoperto cose di Galileo che hanno un po’ cambiato il modo in cui ho sempre visto il genio pisano. Da un lato ho scoperto un Galileo più umano (e molto meno coraggioso), dall’altro mi sono reso conto della trasversalità della sua cultura e del suo ingegno, capace di rivoluzionare i nostri punti di riferimento.

L'opera di Rubens alla mostra di Padova
L’opera di Rubens alla mostra di Padova

La mostra padovana racconta Galileo non solo attraverso al scienza, ma anche attraverso la letteratura e l’arte, con opere meravigliose che vi racconterò in questo articolo. Ecco, in sintesi, 5 motivi per cui vale la pena andare a Padova per vedere la mostra su Galileo.

Perché vedere la mostra “Rivoluzione Galileo”?

Galileo di fronte al tribunale dell'Inquisizione (dettaglio)
Galileo di fronte al tribunale dell’Inquisizione (dettaglio)
  1. Per conoscere la vita di Galileo

Della vita di Galileo conosciamo le sue scoperte, le accuse dell’Inquisizione, la sua abiura e l’esilio, ma non ne conosciamo il lato più umano.

Partiamo dal suo lavoro: Galileo era un insegnante universitario che oggi potremo definire un “precario”, che insegnò a Pisa, Firenze ma soprattutto a Padova, città fondamentale per le sue scoperte e infine a Firenze.

Era uno scienziato ma anche un uomo pratico, attento a far quadrare il bilancio familiare. Nella sua casa padovana infatti aveva allestito un piccolo studio dove, con un aiutante, costruiva strumenti meccanici destinati alla vendita. Anche gli studi per migliorare il cannocchiale (invenzione olandese) nascono soprattutto per uno scopo commerciale: creare un prodotto che potesse incontrare i favori di un pubblico colto, sempre più affascinato dallo studio delle stelle.

Nella mostra di Padova possiamo ammirare un cannocchiale del XVII secolo lungo circa otto metri, oltre a microscopi, compassi e sfere armillari dell’epoca. Tutti pezzi pregiati che mostrano l’interesse verso le scienze in quegli anni.

Mostra Galileo Padova cannocchiale
Cannocchiale astronomico a sei tiranti. 1682, Agordo, Museo dell’Ottica

E la sua lotta con la Chiesa?

La mostra fa luce anche su questo lato della biografia di Galileo sottolineando come lo scienziato non pensava che le sue scoperte avrebbero causato tanto fragore e che fino all’ultimo cercò di evitare lo scontro con le istituzioni ecclesiastiche. Galileo era un insegnante e uno scienziato, non un rivoluzionario. Sarà solo nell’Ottocento che si affermerà questa figura romantica dell’uomo che si oppone stoicamente ad un ottuso sistema di potere. Ciò è evidente in alcuni dipinti come Galileo di fronte all’Inquisizione (sopra), realizzato da Cristiano Banti nel 1857. Potete ammirarlo dal vivo nella mostra di Padova.

  1. Per approfondire le sue scoperte

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Galileo Galilei: Osservazioni della Luna, novembre – dicembre 1609, acquerello. Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale

La mostra di Padova permette di conoscere il “dietro le quinte” delle più importanti scoperte di Galileo, attraverso manoscritti, oggetti dell’epoca e testimonianze.

Scopriamo così che sia il compasso che il cannocchiale vennero presentati in origine come strumenti utili in ambito militare. Del resto puntare sulla praticità dell’invenzione era un modo come un altro per ottenere finanziamenti necessari per sviluppare la ricerca.

C’è poi una sala dedicata agli studi di Galileo sulla superficie lunare, in cui potete ammirare un prezioso manoscritto con alcuni suoi pregevoli acquerelli che illustrano con incredibile precisione le fasi lunari (sopra).

Mi ha molto colpito la sala dedicata agli studi di Galileo sul Sole, con le opere spettacolari di Previati e Pellizza da Volpedo, che forse meritavano uno spazio espositivo maggiore (la sala è molto piccola).

Giuseppe Pellizza da Volpedo, il sole
Giuseppe Pellizza da Volpedo, il sole

Per approfondire la figura di Galileo e le sue scoperte l’Università di Padova ha organizzato un interessante ciclo di conferenze. Trovate il calendario completo sul sito della mostra (in fondo all’articolo).

  1. Per le opere d’arte

La Danza delle ore di Gaetano Previati in mostra a Padova
“La Danza delle ore” di Gaetano Previati in mostra a Padova

Ho apprezzato molto la scelta dei curatori, Giovanni Carlo Federico Villa e Stefan Weppelmann, di raccontare la storia di Galileo anche attraverso bellissime opere d’arte.

In particolare, quando visiterete la mostra, vi consiglio di perdere un paio di minuti di fronte a queste 5 opere:

– La prima è l’elegante e delicata Danza delle ore (1899) di Gaetano Previati, opera simbolo della mostra dedicata a Galileo.

L’origine della Via Lattea di Pieter Paul Rubens (1635-1638), che racconta il cielo visto attraverso gli occhi degli antichi, con i colori dell’artista fiammingo e le sue donne inconfondibili, rubiconde e vitali.

Pietro Paolo Rubens, L'origine della Via Lattea, 1635-1638, olio su tela, 181×244 cm, Museo del Prado, Madrid
Pietro Paolo Rubens, L’origine della Via Lattea, 1635-1638, olio su tela, 181×244 cm, Museo del Prado, Madrid

Melencolia I (1514), una delle più famose incisioni del tedesco Albrecht Dürer.

Albrecht Dürer, Melencolia I, 1514, incisione, 23,9×18,9 cm, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe
Albrecht Dürer, Melencolia I, 1514, incisione, 23,9×18,9 cm, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe

– Atlante (1646) ed Endimione (1617), opere del Guercino accostate l’una all’altra per mostrare due diverse visioni della volta celeste, entrambe legate alla mitologia: se Atlante regge il mondo e la volta celeste, Endimione la osserva grazie all’aiuto di un cannocchiale fino a innamorarsi di Selene, dea della Luna.

Guercino, Atlante, Museo Bardini
Guercino, Atlante, Museo Bardini, Firenze

– Il Sole (1904), di Giuseppe Pellizza da Volpedo (sopra), uno dei principali esponenti del Divisionismo, è un’opera abbagliante nei suoi colori intensi che illuminano lo spettatore.

  1. Per riflettere tra passato e presente

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La mostra “Rivoluzione Galileo”, già dal suo titolo manifesta la sua intenzione di raccontare come Galileo con le sue scoperte abbia segnato un solco nella storia. Il percorso espositivo evidenzia bene tale fenomeno, mettendo in relazione le opere antiche con opere contemporanee. Già all’ingresso infatti il visitatore viene accolto da una bellissima opera di Anish Kapoor (Untitled, 2017) che evidenzia il vuoto dei corpi celesti nell’immensità dell’universo.

In continuo dialogo con le opere antiche, in cui il cielo si identificava con lo zodiaco, vi sono le foto di Trevor Plagen che ci spingono a interrogarci di come sia mutato il nostro rapporto con le stelle e come oggi il ruolo di osservatori appaia invertito, con i satelliti che guardano la Terra dal cielo.

La mostra evidenzia anche il ruolo che hanno avuto le scoperte in ambito astronomico nell’immaginario letterario e cinematografico, con opere come Dalla Terra alla Luna di Julius Verne o Le Voyage dans la Lune di Georges Méliès.

  1. Per lo spettacolo teatrale dell’Associazione Culturale Zagreo

Gli attori dell'Associazione Culturale Sagreo che hanno messo in scena lo spettacolo "Orbite galileiane"
Gli attori dell’Associazione Culturale Sagreo che hanno messo in scena lo spettacolo “Orbite galileiane”, con lo storico e ricercatore Giovanni Florio (sulla destra)

Nel periodo della mostra, l’Associazione Culturale Zagreo, in collaborazione con la startup Raffineria Creativa, mette in scena un interessante spettacolo di Museum Theater, dal titolo “Orbite Galileane Con gli occhi di Galileo”.

Rielaborando alcune scene dell’opera Vita di Galileo di Bertold Brecht, gli attori di Zagreo portano il visitatore ad esplorare alcuni dei luoghi simbolo dell’esperienza patavina dello scienziato. Si tratta di uno spettacolo “itinerante”, in cui ogni atto viene recitato in un luogo diverso, abbracciando il centro storico di Padova.

Devo dire che lo spettacolo è molto suggestivo e coinvolgente, grazie alla capacità degli attori nel coinvolgere il pubblico, rendendolo partecipe (in senso letterale) degli eventi narrati. Ammetto che all’inizio la cosa può spiazzare ma basta immergersi nell’atmosfera per lasciarsi trasportare dalla storia.

Gli spettatori si spostano da un luogo all’altro accompagnati da Giovanni Florio, storico e ricercatore che con le sue spiegazioni arricchisce e integra quanto visto nello spettacolo. È un modo interessante per conoscere meglio la figura di Galileo, integrando le emozioni del teatro, il fascino di una spiegazione storica e scientifica e il piacere di una passeggiata alla scoperta della città. Se vi capita di visitare la mostra nei giorni degli spettacolo vi consiglio di provare quest’esperienza.

Lo spettacolo si tiene in date specifiche: 29 dicembre, 21 gennaio, 18 febbraio e 11 marzo. Il costo del biglietto è di 7 euro, 5 per chi ha il biglietto della mostra. Dura circa un’ora e mezza e si parte da Piazza Duomo, all’ingresso della mostra.

Info: www.zagreo.it

Un momento dello spettacolo teatrale "Orbite galileiane"
Un momento dello spettacolo teatrale “Orbite galileiane”

Se poi siete appassionati di teatro, vi segnalo anche lo spettacolo teatrale del 16 febbraio 2018 “Giancarlo Giannini legge Galileo”, nella Sala dei Giganti dell’Università di Padova.

La mostra

“Rivoluzione Galileo”
dal 18 novembre 2017 al 18 marzo 2018
al Palazzo dei Monti di Pietà di Padova

Info: www.mostrarivoluzionegalileo.it

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