In due minuti vi racconto la mostra sulla madre della danza moderna. Una donna coraggiosa e ribelle, raccontata da meravigliosi dipinti e sculture a lei ispirate.

La mostra di Isadora Duncan al MART

Forte, ribelle, carismatica: chi ama la danza di sicuro conoscere Isadora Duncan, pioniera della danza moderna. La prima che, all’inizio del Novecento, ha abbandonato l’estetica delle scuole di danza per ballare a piedi nudi, lasciandosi trascinare dalle sensazioni più che dalle regole. Una sfida all’establishment: sul palcoscenico e nella vita, con scelte coraggiose impugnate con tenacia.

Per tutti questi motivi il Mart, il museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, fino all’1 marzo le dedica una grande mostra, dal titolo “Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia”. In esposizione oltre 170 opere tra dipinti, sculture, ceramiche, abiti e foto che raccontano la storia di Isadora e l’evoluzione della danza nei primi anni del Novecento.

La mostra di Isadora Duncan al MART

Vivendo a Trento, ho avuto modo di vedere questa mostra con attenzione e devo dire che sono rimasto impressionato dalla bellezza delle opere esposte, e dalla storia di Isadora che fa da filo conduttore in questo viaggio nel mondo della danza. Ma ci sono anche altri motivi per cui vi consiglio questa mostra, ve ne elenco 5!

1. Per scoprire la storia della madre della danza moderna

Non sono (non ancora) un appassionato di danza, e devo ammettere che, prima di vedere questa mostra, non conoscevo la storia di Isadora Duncan. Alla fine di questo viaggio di un’ora e mezza circa nel mondo di Isadora, mi è subito venuto voglia di approfondire la sua storia, tanto da scriverne un articolo sulla vita di Isadora Duncan.

Plinio Novellini, Gioia Tirrena, 1913-1914
Plinio Novellini, Goia Tirrena, 1913-1914

Nata negli Stati Uniti, Isadora Duncan ha vissuto per lo più in Europa, sbalordendo i suoi contemporanei con un nuovo modo di danzare. Se le altre danzavano in tutù e scarpette, lei lo faceva a piedi nudi e vestiti di una tunica. E poi non rispettava le regole del ballo, lasciandosi trascinare dalle emozioni, in preda ad un ritmo estatico, come un’antica sacerdotessa greca.

Poi c’è la sua vita, anch’essa fuori dalle regole. Fatta di grandi disgrazie e tanta forza per superarle. Fino al tragico finale che suona come una beffa. Un’uscita di scena spettacolare nella sua drammaticità.

La mostra del MART di Rovereto racconta tutto questo, attraverso opere a lei ispirate, foto, abiti e documenti dell’epoca.

2. Per vedere il dipinto di Novellini e la scultura di Rodin

Come ho scritto sopra, in mostra ci sono circa 170 tra dipinti, sculture, ceramiche, documenti, foto ecc. Dovendo scegliere 5 opere che da sole valgono la visita, di sicuro citerei il dipinto Gioia Tirrena (1914 – sopra) del pittore Plio Novellini, dove si vede Isadora danzare sulla riva del mare, fondendosi con le onde.

Altra opera che ho apprezzato molto è Fioritura Nuova (1897) di Cesare Laurenti, in cui sono evidenti gli echi romantici dell’Art Nouveau. Facendo un balzo di qualche decennio, citerei anche l’opera Rotazione di ballerina e pappagalli (1917) di Fortunato Depero, maestro del futurismo.

Aimondo Ciampi, Danzatrice, 1930
Aimondo Ciampi, Danzatrice, 1930

Le altre due opere che vi consiglio sono due sculture: la prima è la statuetta Eve au rocher (1905-1910 – sopra) del grande Auguste Rodin, forse il più grande scultore del Novecento; l’altra è la sensuale Danzatrice (1930) di Aimondo Ciampi. Ce ne sarebbero molte altre, ma lascerò a voi il piacere di scoprirle.

3. Per le opere d’arte che profumano di Art Nouveau

L’apice del successo di Isadora Duncan accarezza gli anni dell’Art Nouveau e del Liberty. Ed è questa l’atmosfera che si respira tra le sale del MART di Rovereto, attraverso opere come la già citata Fioritura nuova, o il celebre manifesto dell’Esposizione universale del 1902 (sotto). O ammirando gli abiti indossati da Isadora Duncan e dalla diva Eleonora Duse, sua grande amica, a cui è dedicata una sezione specifica della mostra.

Manifesto dell'esposizione universale di Torino del 1902
Manifesto dell’esposizione universale di Torino del 1902

4. Per vedere la collezione permanente del MART e la mostra su Artschwager

Se non siete mai stati al MART di Rovereto, questa è l’occasione giusta per farlo! Questo grande museo di arte moderna e contemporanea, disegnato dall’archistar Mario Botta, è famoso per la sua bellissima cupola.

La cupola del MART, disegnata dall'architetto Mario Botta
La cupola del MART, disegnata dall’architetto Mario Botta

Le sale accolgono, oltre alle mostre temporanee, una ricchissima collezione permanente, con un focus sugli artisti italiani dell’inizio del Novecento. Dai maestri del futurismo come Carlo Carrà, Fortunato Depero, Umberto Boccioni, Gino Severini, alle opere di Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto.

Una delle opere più interessanti, a mio parere, è un po’ più datata: si tratta della Venere che scherza con due colombe, di Francesco Hayez.

Richard Artschwager, “Door }”, 1983-84, Collection of Kerstin Hiller and Helmut Schmelzer, on loan to Neues Museum Nürnberg. Photo: Annette Kradisch

Fino al 2 febbraio poi potete visitare anche la mostra dedicata all’artista americano Richard Artschwager, realizzata grazie alla collaborazione con il Guggenheim Museum di Bilbao. Circa 80 opere, dai primi anni Sessanta del Novecento al primo decennio del Duemila, raccontano il maestro del minimalismo.

5. Per scoprire la città di Rovereto

Il mio consiglio è di approfittare di un weekend per visitare la mostra e scoprire la piccola città di Rovereto.

A mezz’ora da Trento e a un’ora da Verona, si raggiunge facilmente in treno e, dalla stazione, si raggiungono facilmente a piedi tutti i principali punti di interesse. Io vi consiglio di visitare, oltre al MART, la casa d’arte futurista Fortunato Depero, artista che ha vissuto per molti anni a Rovereto e che qui ha creato il primo (e unico) museo d’Italia dedicato al futurismo.

La casa d'arte futurista Fortunato Depero
La casa d’arte futurista Fortunato Depero

Da non perdere la visita al castello di Rovereto, che ospita il Museo della Guerra, uno dei più importanti tra quello che raccontano la Prima Guerra Mondiale e, se avete un po’ di tempo, fate una visita alla campana dei caduti. Un imponente monumento che ogni sera, con i suoi 100 rintocchi, ricorda i caduti di tutte le guerre.

Se poi vi è venuta fame, potete scegliere tra tanti ristoranti. Se volete regalarvi una cena indimenticabile, il consiglio è di provare il ristorante caffetteria del MART, gestito dallo chef stellato Alfio Ghezzi. Di sera diventa un posto speciale, con piatti ispirati alle opere d’arte. Altrimenti ci sono altre soluzioni, più economiche ma sicuramente gustose. Io ho provato la cucina vegetariana dell’Orto di Pitagora, o i piatti dell’osteria del Pettirosso e del ristorante Al Silenzio. Mi sento di consigliarveli tutti e tre. Dopo cena, è d’obbligo un cocktail o un gin tonic al Loco’s o una birra al Bar Circolo Operaio Santa Maria.

Castello di Rovereto
Il castello di Rovereto

La mostra

“Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia”
Al MART di Rovereto
Dal 18 ottobre 2019 all’1 marzo 2020

Info: http://www.mart.trento.it/isadoraduncan

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.