In due minuti vi racconto Rembrandt, maestro dell’arte olandese del Seicento e autore della meravigliosa “Ronda di notte”

Rembrandt, autoritratto, 1640, National Portrait Gallery, Londra
Rembrandt, autoritratto, 1640, National Portrait Gallery, Londra

Uno, nessuno, centomila: chi è il vero Rembrandt, maestro dell’arte olandese del XVII secolo? Ha realizzato, tra dipinti, disegni e stampe, oltre ottanta autoritratti, in cui appare sempre diverso, sia per le espressioni del volto, spesso bizzarre, che per l’età. Mettendo in fila tutti i suoi autoritratti si potrebbe leggere la storia della sua vita. Quella di un artista giovane e ambizioso, con grande talento; quella di un uomo all’apice della carriera, orgoglioso e ricco e infine quella di un artista ormai vecchio disilluso e provato da lutti e insuccessi.

Quale di loro è il vero Rembrandt? I suoi ritratti ci portano a interrogarci su come cambiano nel corso della vita e come il tempo ritragga diverse versioni di noi stessi. Se dovessi però fermare la storia e scegliere un solo attimo per raccontare la vita di Rembrandt, di sicuro sarebbe quello in cui mostra al pubblico stupito la sua Ronda di notte, dimostrando che un ritratto non è solo un soggetto in posa, ma è un attimo rubato al tempo.

VITA E OPERE DI REMBRANDT: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Pittore e incisore, Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606, Leida – 1669, Amsterdam) è stato uno dei più importanti artisti del periodo d’oro dell’arte olandese e dell’arte occidentale in generale.

2. Ottavo di nove figli, in una famiglia di mugnai, Rembrandt sin da ragazzo mostrò di avere un’intelligenza fuori dal comune, tanto che, giovanissimo, la famiglia lo iscrisse all’università.

Non durò molto. Il giovane aspirante artista lasciò gli studi per seguire la sua vocazione artistica. Divenne prima allievo del pittore Jacoob Isaacsz van Swanenburgh a Leida, e poi fece il grande passo: si trasferì ad Amsterdam per diventare apprendista del più grande pittore olandese dell’epoca: Pieter Lastman.

Rembrandt, Ritratto di giovane, 1633-1634, Galleria degli Uffizi, Firenze
Rembrandt, Ritratto di giovane, 1633-1634, Galleria degli Uffizi, Firenze

3. Gli bastò poco per mostrare il suo innegabile talento, facendosi per i suoi ritratti, che colpivano per l’uso drammatico delle luci e delle ombre (forse ispirato ai chiaroscuri di Caravaggio), ma soprattutto per  la sua capacità di cogliere la personalità del soggetto.

Rembrandt non si limitava a ritrarre il volto e il corpo dei suoi committenti, ma scavava dentro di loro per trovare un dettaglio che ne svelasse la personalità. Come nel celebre dipinto La lezione di anatomia del dottor Tulp (1632) che, diversamente dai ritratti dell’epoca, non ritrae il soggetto in posa, ma lo riprende mentre è intento nell’attività che lo ha reso famoso. L’attenzione con cui gli altri personaggi del dipinto osservano affascinati ciò che fa il dottor Tulp, suggerisce a chi vede il dipinto, l’importante ruolo sociale ricoperto dal protagonista dell’opera.

Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632, Mauritshuis, L'Aia
Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632, Mauritshuis, L’Aia

4. Rembrandt era famoso anche per  i suoi autoritratti, che l’artista eseguiva servendosi di due specchi. Famoso è il ritratto in cui l’artista esprime un’espressione stupita, o quello (in fondo alla pagina) in cui Rembrandt è ormai vecchio e si ritrae con uno sguardo stanco e disilluso.

Mettendo in fila tutti gli autoritratti dell’artista (oltre ottanta, tra dipinti e incisioni), si potrebbe leggere la storia della sua vita. Questa “ossessione” per gli autoritratti accomuna Rembrandt con molti altri artisti che lo hanno preceduto, come Durer o che sono venuti dopo di lui, come Frida Kahlo o van Gogh.

Rembrandt, Autoritratto con berretto e bocca aperta, 1630, incisione, Rijksmuseum, Amsterdam
Rembrandt, Autoritratto con berretto e bocca aperta, 1630, incisione, Rijksmuseum, Amsterdam

5. L’altra tematica con cui spesso l’artista si confrontò fu quella relativa ai dipinti di carattere religioso e mitologico, che ritrasse in modo innovativo per l’epoca (almeno nei Paesi Bassi).

Nelle sue opere i dettagli di contorno sono ridotti al minimo, ma il pathos è esaltato dai giochi di luci e di ombre e dalla scelta dei soggetti, rappresentati come persone comuni e non come personaggi ideali. Questa scelta (che vediamo anche in Caravaggio) permetteva all’osservatore una maggiore identificazione nei personaggi del dipinto, e maggiore incisività al messaggio morale contenuto nell’opera.

Rembrandt, Sacrificio di Isacco, 1635, Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo
Rembrandt, Sacrificio di Isacco, 1635, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo

6. Nel 1964 Rembrandt divenne membro della Gilda di San Luca, cosa che gli conferì ulteriore fama e permise alla sua bottega di prosperare. Nello stesso anno sposò Saskia van Uylenburgh, che ritrarrà in molte delle sue opere e comprò una grande villa nel quartiere ebraico di Amsterdam. Due anni dopo realizzò il dipinto che lo ha consegnato alla storia.

 All’artista fu assegnato l’incarico di eseguire il ritratto di gruppo di una delle milizie volontarie che difendevano la città di Amsterdam. I committenti si aspettavano un classico ritratto di gruppo, con i soggetti in posa immobili. Rembrandt stupì tutti, ritraendo il capitano Frans Banning Cocq alla guida dei suoi uomini nel pieno dell’azione, come se in quel momento il tempo si fosse fermato in un attimo infinito. Il dipinto, lo avrete intuito, è La ronda di notte (1634) e segnò una rivoluzione nell’arte del ritratto.

Rembrandt, La Ronda di notte, 1640-1642, Rijksmuseum, Amsterdam
Rembrandt, La Ronda di notte, 1640-1642, Rijksmuseum, Amsterdam

7. Questo famosissimo dipinto vanta una storia piuttosto avventurosa. Nel XVIII secolo, la tela fu ridotta per far sì che si adattasse alle pareti del municipio di Amsterdam. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nel timore dell’invasione tedesca, gli olandesi portarono il  dipinto al sicuro in un castello nella campagna olandese, poi in un bunker segreto sotto le dune che si affacciano sul mare del Nord e infine in una cassaforte in un rifugio antiaereo.

Il dipinto scampò alla guerra ma non ai vandali. Nel 1915 un uomo affetto da disturbi mentali graffiò l’opera ripetutamente, nel 1975 un folle armato di coltello riuscì a fare ben 13 squarci nella tela e nel 1990 un olandese, cogliendo di sorpresa i custodi, riuscì a spruzzare un liquido corrosivo contro la tela. 

Chiudo con una curiosità: il dipinto si chiama “Ronda di notte” ma è ambientato di giorno. La scelta di questo titolo è dovuta al fatto che, quando il quadro fu riscoperto nel XVIII, era ricoperto da una patina scura che si era formata sulla sua superficie con il passare degli anni.

8. La Ronda di Notte può considerarsi l’apice della carriera di Rembrandt che andò man mano calando, anche a causa di una serie di eventi sfortunati che coinvolsero l’artista, come la morte per tubercolosi dell’amata moglie Saskia, nel 1642. L’artista qualche anno dopo  intraprese una relazione con la domestica, Hendrickje Stoffels, da cui ebbe una figlia, Cornelia.

Se il cuore, in qualche modo, poteva aver trovato pace, così non era per il suo portafoglio. I gusti degli olandesi erano cambiati, e ai dipinti realistici e carichi di pathos del maestro olandese, preferivano i ritratti convenzionali. Inoltre, Rembrandt spendeva tantissimo per acquistare opere d’arte per la sua collezione. Tutto questo lo costrinse a dichiarare bancarotta nel 1656. La sua casa e i suoi beni furono messi all’asta e lui, Hendrickje e i figli si trasferirono in un casa più modesta.

Rembrandt, Ritratto di Saskia van Uylenburgh, ca. 1635.
Rembrandt, Ritratto di Saskia van Uylenburgh, ca. 1635.

9. Ciò nonostante, Rembrandt continuò la sua ricerca artistica, senza farsi condizionare dai nuovi gusti del pubblico. Emblematico è l’episodio del Giuramento dei Batavi, un’opera monumentale che l’artista realizzò tra il 1661 e il 1662. Il dipinto (un’opera pubblica) gli fu commissionato per celebrare un episodio chiave della storia olandese, quando la tribù dei Batavi (popolo germanico stabilitosi in Olanda) decise di opporsi ai romani.

L’artista rappresentò l’episodio con grande realismo, ritraendo dei capi guerrieri, minacciosi e orgogliosi delle loro ferite. Quando i committenti però videro l’opera non furono affatto contenti: si aspettavano una rappresentazione epica dell’evento, con nobili re seduti attorno a un tavolo e invece Rembrandt aveva mostrato loro un’istantanea di quell’episodio e di quell’epoca storica. Alla fine rifiutarono l’opera e non pagarono il lavoro dell’artista.

Rembrandt, Giuramento dei Batavi (o Congiura di Giulio Civile), 1661-1662, Nationalmuseum, Stoccolma
Rembrandt, Giuramento dei Batavi (o Congiura di Giulio Civile), 1661-1662, Nationalmuseum, Stoccolma

10. Il colpo di grazia per Rembrandt giunse con la peste che attanagliò l’Europa nel XVII secolo. La malattia si portò via l’amata compagna Hendrickje (1662) e il figlio Titus (1668). Un anno dopo se ne andò anche lui, dimenticato da tutti ad eccezione della figlia Cornelia. L’artista che qualche decennio prima aveva stupito l’Europa, finì sepolto in una tomba in affitto.

Rembrandt, Autoritratto all'età di 63 anni, 1669, National Gallery, Londra
Rembrandt, Autoritratto all’età di 63 anni, 1669, National Gallery, Londra

Tre opere di Rembrandt da ricordare

  • Autoritratto con berretto e bocca aperta, 1630, incisione, Rijksmuseum, Amsterdam
  • Lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632, Mauritshuis, L’Aia
  • La Ronda di notte, 1640-1642, Rijksmuseum, Amsterdam

Un quadro è finito quando l’artista dice che è finito

Rembrandt Harmenszoon van Rijn

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