In due minuti vi raccontiamo la vita del padre della prospettiva, autore della “Cappella degli Scrovegni” a Padova.

Ritratto di Giotto, anonimo del XVI secolo, Louvre
Ritratto di Giotto, anonimo del XVI secolo, Louvre

Chi sono i padri dell’arte italiana? Sicuramente penseremo a Leonardo, Michelangelo e Giotto, artisti che con le loro intuizioni hanno rivoluzionato la storia dell’arte, segnando un solco netto tra ciò che era prima di loro e ciò che li ha seguiti.

Giotto è stato uno di quegli artisti che nel volgere di pochi decenni ha reso irrimediabilmente antiquate opere che fino a pochi anni prima erano considerate assolutamente valide. In poche parole: Giotto è stato un rivoluzionario (anche se non ne aveva l’aspetto né il fascino, probabilmente).

È stato lui a introdurre in “Occidente” l’uso della prospettiva ed è stato tra i primi a sfruttare la potenza del chiaroscuro per avvicinare le sue opere alla realtà. Rispettato e osannato, fu uno di quei pochi artisti “rivoluzionari che finì i suoi giorni ricco e famoso. La sua vita è ricca di aneddoti e leggende, ve la raccontiamo in due minuti.

LA VITA E LE OPERE DI GIOTTO:
RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Giotto (1267 circa, Vicchio – 1337, Firenze) è considerato senza ombra di dubbio uno dei più grandi pittori italiani, ma forse non tutti sanno che fu anche un valido architetto. È suo il Campanile del Duomo di Firenze, chiamato anche “Campanile di Giotto” (appunto!).

Giotto_campanile_firenze_vita_Opere_due-minuti-di-arte
Il campanile del Duomo di Firenze (Foto: Wil Gipman, CC BY-SA 3.0)

2. La sua abilità nel tracciare segni è leggendaria. Lo storico dell’arte Giorgio Vasari racconta che un giorno papa Benedetto XI inviò un suo delegato nello studio del famoso artista per ottenere una prova delle sue capacità artistiche da portare al pontefice, che stava selezionando i migliori artisti italiani. Mentre gli altri “colleghi” consegnarono al legato i loro dipinti migliori, Giotto si limitò a disegnare con un solo tocco di pennello uno “O” perfetta, senza l’aiuto di alcuno strumento, dicendo allo stupefatto delegato di portare quel foglio di carta a Benedetto XI. Il papa non ritenne necessario sottoporre l’artista ad altre prove.

3. Eccovi un altro aneddoto sulla sua maestria nel disegnare: mentre era a scuola da Cimabue un giorno, per gioco, disegnò una mosca su di una tela, con tanta cura da sembrare reale. Il suo maestro provo inutilmente a scacciarla prima di accorgersi che l’insetto era solo dipinto. Saputo che era opera dell’allievo, lo congedò, ritenendo concluso il suo periodo di apprendistato.

Giotto, Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-1300)
Giotto, Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-1300)

4. Probabilmente entrambe le storie viaggiano sul confine che separa la leggenda dalla realtà, così come è tutta da confermare la teoria secondo cui Giotto fu allievo di Cimabue. Non ci sono fonti certe al riguardo. Sappiamo solo che ne parla Giorgio Vasari nel suo celebre “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri, opera scritta nel 1550, ben duecento anni dopo la morte del maestro toscano.

5. Giotto è famoso per avere introdotto la prospettiva nell’arte medievale. Era una prospettiva ancora grezza, detta “a spina di pesce”, in cui le linee di fuga non convergevano su un unico punto, come avviene nella prospettiva che conosciamo oggi, ma si disponevano su vari punti disposti lungo un’asse.

Giotto, Assunzione di san Giovanni Evangelista, Cappella Peruzzi
Giotto, Assunzione di san Giovanni Evangelista, Cappella Peruzzi

6. Con l’introduzione della prospettiva nelle sue opere, Giotto supera la bidimensionalità dell’arte bizantina per ottenere forme più vicine alla realtà.

7. Tra le opere più note di Giotto vi sono il Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze (sopra) e il ciclo di affreschi nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

Giotto, Compianto sul Cristo morto
Giotto, Compianto sul Cristo morto – Cappella degli Scrovegni, Padova

8. Un’altra delle sue opere più note è il Ciclo delle storie di San Francesco, nella Basilica di Assisi. Secondo alcuni studiosi tuttavia, pare che questo ciclo di affreschi non sia del tutto opera di Giotto, e che alla sua realizzazione abbiano partecipato anche altri artisti.

Giotto, Domenica delle Palme
Giotto di Bondone, Scena n.26 della “Vita di Cristo”, Cappella degli Scrovegni, Padova

9. Come i moderni artisti, che hanno atelier nelle principali capitali del mondo, Giotto trascorse la sua vita nelle più note città italiane: Firenze,  Assisi, Padova, Roma, Napoli, Bologna, Milano.

10. La fama di Giotto va al di là della sfera terrestre: a lui sono stati intitolati un cratere sulla superficie di Mercurio e un asteroide: il “7367 Giotto”.

“… Credette Cimabue nella pintura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, si che la fama di colui è scura.” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, XI, 94-96)

Tratto da un mio articolo per il Touring Club Italiano

 

La mostra

“Magister Giotto”
Alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia,
dal 13 luglio al 15 novembre 2017

Info: La mostra “Magister Giotto” a Venezia

Annunci

4 Comments »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...