In 10 punti vi raccontiamo la storia del maestro toscano, padre della prospettiva e autore di capolavori immortali come la “Cappella degli Scrovegni”.

Ritratto di Giotto, anonimo del XVI secolo, Louvre
Ritratto di Giotto, anonimo del XVI secolo, Louvre

Se un giorno decidessimo di individuare i padri dell’arte italiana, di certo andremo in cerca di quegli artisti che con le loro intuizioni hanno rivoluzionato il panorama artistico, segnando un solco netto tra ciò che era prima di loro e il dopo. Giotto è uno di quegli artisti che nel volgere di pochi decenni ha reso irrimediabilmente antiquate opere che fino a pochi anni prima erano considerate assolutamente valide. In poche parole: Giotto è un rivoluzionario (anche se non ne ha l’aspetto e il fascino, probabilmente).

È stato lui a introdurre in “Occidente” l’uso della prospettiva ed è stato tra i primi a sfruttare la potenza del chiaroscuro per avvicinare le sue opere alla realtà, inoltre è tra i pochi artisti “rivoluzionari” le cui qualità gli furono riconosciute già in vita, tanto da renderlo celebre e ricco. La sua vita è ricca di aneddoti e leggende, ve la raccontiamo in due minuti.

LA VITA E LE OPERE DI GIOTTO: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Giotto (1267 circa – 1337) è considerato senza ombra di dubbio uno dei più grandi pittori italiani, ma forse non tutti sanno che fu anche un valido architetto. È suo il Campanile del Duomo di Firenze.

2. La sua abilità nel tracciare segni è leggendaria. Lo storico dell’arte Giorgio Vasari racconta che Giotto, per dimostrare a papa Benedetto XI la sua abilità come artista, disegnò con un solo tocco di pennello uno “O” perfetta, senza l’aiuto di alcuno strumento. Una storia suggestiva che molti però ritengono una leggenda.

3. Eccovi un altro aneddoto sulla sua maestria nel disegnare: mentre era a scuola da Cimabue un giorno, per gioco, disegnò una mosca su di una tela, con tanta cura da sembrare reale. Il suo maestro provo inutilmente a scacciarla prima di accorgersi che l’insetto era solo dipinto. Saputo che era opera di Giotto, congedò l’allievo ritenendo concluso il suo periodo di apprendistato.

Giotto, Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-1300)
Giotto, Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-1300)

4. Probabilmente anche la storia della mosca non è del tutto reale, così come è tutta da confermare la teoria secondo cui Giotto fu allievo di Cimabue. Non ci sono fonti certe al riguardo, a parte le “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri, opera redatta da Giorgio Vasari nel 1550, circa duecento anni dopo la morte del maestro toscano.

5. Giotto è famoso per avere introdotto la prospettiva nell’arte medievale. Era una prospettiva ancora grezza, detta “a spina di pesce”, in cui le linee di fuga non convergono su un unico punto, come avviene nella prospettiva che conosciamo oggi, ma su vari punti disposti lungo un’asse.

6. Con l’introduzione della prospettiva nelle sue opere, Giotto supera la bidimensionalità dell’arte bizantina per ottenere forme più vicine alla realtà.

Giotto, Assunzione di san Giovanni Evangelista, Cappella Peruzzi
Giotto, Assunzione di san Giovanni Evangelista, Cappella Peruzzi

7. Tra le opere più note di Giotto vi sono il Crocifisso di Santa Maria Novella a Firenze (sopra) e il ciclo di affreschi nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

8. Un’altra delle sue opere più note è il Ciclo delle storie di San Francesco, nella Basilica di Assisi. Secondo alcuni studiosi tuttavia, pare che questo ciclo di affreschi non sia del tutto opera di Giotto, e che alla sua realizzazione abbiano partecipato anche altri artisti.

Giotto, Domenica delle Palme
Giotto di Bondone, Scena n.26 della “Vita di Cristo”, Cappella degli Scrovegni, Padova

9. Come i moderni artisti, che hanno atelier nelle principali capitali del mondo, Giotto trascorse la sua vita nelle più note città italiane: Firenze,  Assisi, Padova, Roma, Napoli, Bologna, Milano.

10. La fama di Giotto va al di là della sfera terrestre: a lui sono stati intitolati un cratere sulla superficie di Mercurio e un asteroide: il “7367 Giotto”.

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“… Credette Cimabue nella pintura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, si che la fama di colui è scura.” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, XI, 94-96)

Giotto, Compianto sul Cristo morto
Giotto, Compianto sul Cristo morto – Cappella degli Scrovegni, Padova

Tratto da un articolo di Marco Lovisco per il Touring Club Italiano

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