Due minuti per raccontare la vita del genio del Rinascimento e per parlare dei suoi capolavori, dalla “Gioconda” all'”Ultima Cena”.

Leonardo da Vinci, Autoritratto (1513 circa), Torino, Biblioteca Reale
Leonardo da Vinci, Autoritratto (1513 circa), Torino, Biblioteca Reale

Sapete perché una persona di grande intuito, talento e creatività viene definita “genio”? Perché con questa parola anticamente si indicava una divinità con poteri ultraterreni. L’essere umano quindi, posseduto da questa divinità, diventava capace di compiere imprese straordinarie. In un certo senso la “genialità” non era merito dell’uomo, ma del genio che ne prendeva possesso.

Sicuramente il grande Leonardo non avrebbe creduto a questa storia, convinto che l’uomo e solo l’uomo sia artefice delle sue azioni, capace nel corso della vita di compiere opere straordinarie grazie al talento donatogli da madre natura ma soprattutto grazie allo studio, al sacrificio, al coraggio e alla perseveranza. Leonardo è considerato un genio, uno dei più grandi, ma leggendo la sua storia scoprirete che non è stato tutto merito di questo spirito benefico che lo ha pervaso, perché la Gioconda non è l’opera di un giorno, ma di una vita di studio, viaggi, successi e umiliazioni.

LA VITA E LE OPERE DI LEONARDO RIASSUNTE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Pittore, scultore, inventore, ingegnere militare, scenografo, anatomista, pensatore, uomo di scienza: Leonardo da Vinci (1452 – 1519) è considerato uno dei geni dell’umanità. Nessuno come lui è riuscito ad incarnare le pulsioni e le passioni che hanno reso grande il Rinascimento.

2. Leonardo era mancino. Scriveva i suoi appunti al contrario (da destra verso sinistra), in modo da poter risultare comprensibili solo se riflessi in uno specchio.

Leonardo da Vinci, Gioconda
Leonardo da Vinci, Gioconda (1503–1506 circa), 77×53 cm, olio su tavola, Musée du Louvre, Parigi

3. Da giovane va a bottega da Andrea Verrocchio, maestro anche di Botticelli (biografia in 10 punti). In poco tempo Leonardo dimostra le sue qualità, tanto che un giorno disegna un piccolo angelo così bene che il suo maestro, vedendolo “mai più non volle toccar colori, sdegnatosi che un fanciullo ne sapesse più di lui”, almeno così ce la racconta il famoso storico dell’arte Giorgio Vasari.

4. All’età di venticinque anni l’ascesa di Leonardo rischia di fermarsi per sempre. Nel 1476 viene infatti denunciato per sodomia, accusa gravissima all’epoca. La denuncia viene ritirata ma l’avvenimento lascia una macchia sulla carriera dell’artista.

5. Quattro anni dopo Leonardo viene escluso dal gruppo di artisti che nel 1480 Lorenzo de’ Medici invia al papa Sisto IV per affrescare la Cappella Sistina. Deluso, decide di lasciare Firenze e smette di dipingere (per fortuna ritornerà sui suoi passi, altrimenti non avremmo mai avuto capolavori come la “Gioconda”).

Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano, 1490 circa, penna e inchiostro su carta, 34×24 cm, Gallerie dell'Accademia, Venezia
Leonardo da Vinci, Uomo vitruviano, 1490 circa, penna e inchiostro su carta, 34×24 cm, Gallerie dell’Accademia, Venezia

6. Leonardo era affascinato dal funzionamento del corpo umano, tanto da giungere a sezionare cadaveri per i suoi studi anatomici. Tale pratica, all’epoca considerata al limite della blasfemia, ha permesso a Leonardo di disegnare il corpo umano con un realismo sconosciuto ai suoi contemporanei.

7. Secondo alcune fonti, pare che Leonardo fosse vegetariano per amore degli animali. Alcuni sostengono che al mercato comprasse gli uccelli in gabbia al solo scopo di liberarli. Ha detto: “I nostri corpi sono sempre più le tombe degli animali”.

8. Le opere più famose di Leonardo sono la Gioconda, la Vergine delle Rocce, la Dama con l’ermellino (in basso), l’Ultima cena (a fondo pagina) e il Cavallo di Leonardo, un’imponente scultura mai realizzata a causa della guerra che coinvolse il suo committente, Ludovico il Moro, duca di Milano. Il bronzo necessario per l’opera, fu infatti fuso per realizzare cannoni.

Leonardo da Vinci, Dama con l'ermellino, 1488-1490, olio su tavola, 54,8×40,3 cm, castello del Wawel, Cracovia
Leonardo da Vinci, Dama con l’ermellino, 1488-1490, olio su tavola, 54,8×40,3 cm, castello del Wawel, Cracovia

9. A proposito della Gioconda, sfatiamo un mito: i francesi non hanno mai rubato quell’opera, la porto con sé lo stesso Leonardo quando lasciò l’Italia per andare a Parigi. Fu invece un italiano a rubare il dipinto nel 1911. Si chiamava Vincenzo Peruggia e commise il crimine per “patriottismo artistico”, come spiegò in tribunale.

10. Un’ultima curiosità, che di dice molto dell’umorismo tagliente del grande Leonardo; si racconta che, mentre dipingeva l’Ultima Cena, al priore che gli metteva fretta perché completasse l’opera, Leonardo rispose: “Ho difficoltà a trovare un modello per il volto di Giuda, se si presta lei potrei terminare l’opera più rapidamente”. Il priore rifiutò e si adeguò ai tempi dell’artista.

“La sapienza è figliola della sperienzia”. (Leonardo – Codice Forster III)

Leonardo, Ultima Cena
Leonardo da Vinci, Ultima cena, ex-refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie, Milano

Tratto da un mio articolo per il Touring Club Italiano

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19 Comments »

  1. Io amo da sempre Leonardo. L’ho sempre studiato con passione e quando posso cerco sempre qualche libro che possa esaudire la mia sete di curiosità su questo artista. Se solo fosse vivo e potessi fargli le mie millemila domande ahahah :,)
    Credo proprio che lui sarebbe il mio unico e solo ‘idolo’. Genio assoluto.

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    • Credo che pochi uomini siano stati allo stesso tempo geniali ed estremamente sensibili come Leonardo. Uno dei geni dell’umanità che, nonostante ciò in vita ottenne meno di quanto meritasse (pensa di come il papa lo abbia ignorato per affrescare la Cappella Sistina o pensa alla sua maestosa opera che fu distrutta per forgiare con il suo bronzo cannoni per la guerra). Comprendo la tua ammirazione per Leonardo…un grande uomo, prima che un geniale artista. ps: se fosse vivo io una domanda gliela farei “Perchè la Gioconda non ha le sopracciglia?” 😉 Ovviamente scherzo, se fosse vivo, secondo me, sarebbe capace di spiegarci il nostro presente meglio di quanto possiamo farlo noi stessi. Buona giornata e a presto! 🙂

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      • Quando si dice che la Gioconda è incompleta… Mannaggia a quelle sopracciglia :,D
        Concorso su tutto quello che hai detto. Molti geni spesso ricevono in vita molto meno di ciò che gli spetterebbe… Ricevendo spesso la gloria da generazioni future. Però a quel punto al povero defunto Leonardo cosa gliene può fregare ahahah. Poretto c:

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      • E’ vero, probabilmente molti artisti non potevano immaginare che le loro opere sarebbero diventate immortali. Credo che la potenza dell’arte risieda proprio in questo: nella capacità di trasformare il lavoro di un uomo in un capolavoro che trascende la sua stessa esistenza, ma questo l’artista non può saperlo. Pensa a Modigliani, morto giovane e poverissimo quasi cento anni fa mente in questi giorni una delle sue opere più belle va all’asta per 100 milioni di euro.

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    • L’accusa mediante lettera anonima di sodomia, non ha nulla a che vedere con la sua successiva esclusione al cantiere della Sistina di inizio anni 80 del ‘400. Lui non venne chiamato, per il semplice motivo che allora non era considerato pittore mestierante, se vogliamo essere più chiari, come pittore era già considerato inaffidabile per la lentezza nel portare a compimento l’opera affidatagli. Si trattava di dipingere decine e decine di metri quadri relativi alla fascia mediana della cappella fatta erigere da Sisto IV, con le storie parallele di Mosè e di Gesù, e per far questo vennero chiamate le botteghe più operose di Firenze: quelle di Ghirlandaio, Perugino, Cosimo Rosselli, Botticelli insieme ai vari Luca Signorelli, Bartolomeo della Gatta e altre maestranze… tutti abbastanza esperti e pratici nella pittura a fresco. Insomma tutta gente di un tot al metro quadro di pittura e Leonardo non appartneva a quella categoria di pittori.

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      • Grazie mille per il tuo commento, Roberto. 🙂 Ho apprezzato molto la precisione e la chiarezza, è un piacere ricevere correzioni da persone appassionate e competenti. Controllerò prima possibile le mie fonti ed eventualmente procederò alla correzione. Probabilmente ho ecceduto nel romanzare la biografia del grande Leonardo (del resto, la letteratura e la mia grande passione), la motivazione che tu riporti, in effetti, appare più plausibile. 😉 Un saluto e buona serata!

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  2. Leonardo (1452-1519) nato a Vinci e Michelangelo Buonarroti (1475-1564) nato a Caprese nella Val Tiberina, territorio della Repubblica fiorentina. A ventitré anni e novanta chilometri di distanza, con la città di Firenze in mezzo. Come due satelliti orbiteranno sempre intorno al capoluogo toscano, per planare alla fine, Leonardo in Francia dal re Francesco I, e Michelangelo a Roma dal Papa. Di comune avevano il genio, il patrimonio culturale della Firenze rinascimentale, e un volto somigliante al termine della vita. Sebbene il genio abbia sempre qualcosa di misterioso nella sua genesi e nelle sue manifestazioni. Il loro genio, pur manifestandosi in modo differente, si esprimeva spesso attraverso processi ricorsivi. Il moltiplicarsi dell’immagine di un oggetto posto tra due specchi piani paralleli, ne è una tipica situazione. Effetto ottico che i geni, in vari modi, a volte ricreano nelle loro opere. Era stato cosi anche per Filippo Brunelleschi (1377 1446) uno dei padri del Rinascimento, il geniale progettista e costruttore della cupola del Duomo fiorentino. Alcune considerazioni sul genio di Leonardo e Michelangelo sono evidenti, altre volte sono basate su interpretazioni. Del resto, dei quadri rinascimentali non abbiamo quasi mai un’esauriente descrizione, o anche solo parziale da parte degli autori. Caratteristica peculiare di questo tipo di genialità è il prodursi, in modo quasi magico, del non finito in campo artistico. Avviene quando l’immagine dell’oggetto tra i due specchi piani non è compiuta definitivamente, ma è completata dalle infinite riflessioni, poste magari nella mente dell’osservatore. Il non finito nell’arte nasce con le statue di Michelangelo, e con l’elaborazione critica che ne fece il pittore, scultore e soprattutto biografo Giorgio Vasari (1511-1574). Ma lo ritroviamo anche nelle opere di Leonardo. Trovarsi spesso in una camera degli specchi è pericoloso per la sanità della mente. In questo caso a smarrirsi non è la coscienza, ma l’identità sessuale. Molte figure dei due artisti hanno un carattere androgino. Cfr- ebook/Kindle. Leonardo e Michelangelo: vita e opere

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  3. Il “non finito” spesso è la caratteristica del genio. Come il “non luogo”, il “non nome”, il “non tempo”, ecc… L’astuto Ulisse crea un “non nome”, Nessuno, per ingannare Polifemo, e un “non luogo”, il cavallo di legno, per ingannare i troiani. Queste entità frutto di processi ricorsivi, speculari, inclusivi sono state usate anche da Gesù e Leonardo da Vinci. Michelangelo nella scultura diede origine al termine. L’Adorazione di Leonardo è un non finito e non un opera incompleta, perché l’autore si ritrasse sul bordo destro (per chi guarda), mentre si dirigeva a Milano. Si rappresentò mentre usciva dal quadro, lasciandolo apparentemente incompiuto. La ricorsività è il sigillo del genio, come Archimede che per provare i suoi amici greci matematici gli mandava da dimostrare dei teoremi errati, e loro sostenevano di averne trovato la dimostrazione. Cfr. Ebook/kindle: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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  4. marco lovisco hai scritto una bella recensione sulla vita di Leonardo da Vinci , mi è piaciuta ,hai fatto un bel riassunto , non lo hai fatto come wikipedia , tu lo hai fatto meglio e ancora meglio di wikipedia. ci è voluto un pò per copiarlo, alla fine l’ho copiato .:):):)

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    • Grazie Alessandro, son contento che l’articolo ti sia piaciuto. Io ho cercato di riassumere alcune informazioni chiave sul grande Leonardo, ma il consiglio è sempre quello di approfondire la ricerca, anche perché nel caso di Leonardo da Vinci ne vale la pena, ci sono un sacco di cose da scoprire. 😉 Buona giornata!

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