In due minuti racconto la storia di uno dei più grandi scultori di sempre e delle sue opere, dal Pensatore al Bacio.

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Auguste Rodin (1840-1917)

È possibile essere timidi e insieme orgogliosi, impulsivi e passionali? La risposta è sì, se avete il talento di Auguste Rodin, uno dei più grandi scultori di sempre, sicuramente tra i più tenaci.

Nato da una famiglia operaia, Rodin lasciò la scuola a soli quindici anni, dopodiché fu per ben tre volte rifiutato dalla Scuola di Belle Arti di Parigi e le sue prime opere (manco a dirlo) furono sdegnate dal Salon.

Mi piace però pensare che senza questi insuccessi, capolavori come Il Bacio o Il pensatore forse non sarebbero mai nati. Senza le sconfitte in quelle opere non ci sarebbe quella tensione e quell’energia che creano un equilibrio dinamico perfetto nella sua immortale immobilità. Nelle opere di Rodin c’è talento, rabbia e passione. Per questo anche oggi, dopo oltre un secolo, fanno palpitare il cuore.

Quella di Rodin è una storia di rivincite, una storia con un lieto fine, cosa rara per gli artisti. Nato povero termina i suoi giorni osannato come uno dei più grandi maestri dell’arte francese, rifiutato dalle accademie, viene insignito della Legion d’Onore nel 1903. Quando Rodin lascia Parigi, la sua casa (l’Hotel Biron) viene acquistata dal governo francese per trasformarla nel 1916 in quello che ancora oggi è il Musée Rodin. Lui ricambia questi onori cedendo allo stato i diritti di fusione dai suoi modelli.

Non male come fine, per uno che era considerato poco più che uno studente scavezzacollo e che, secondo i benpensanti non avrebbe combinato mai nulla di buono nella sua vita.

LA VITA E LE OPERE DI AUGUSTE RODIN:
RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Auguste Rodin (1840, Parigi – 1917, Meudon) è considerato uno dei più grandi scultori di sempre, nonché l’iniziatore della scultura moderna.

2. Rodin non era uno studente modello. Lasciò la scuola a soli quindici anni e fu respinto per ben tre volte dalla prestigiosa Scuola di Belle Arti di Parigi. Passata la delusione, anni dopo dichiarò che non era stata la scuola a respingerlo ma lui ad essersi stancato di provare.

Si guadagnò da vivere lavorando come assistente artistico in vari studi e fabbriche, nel frattempo continuò a perfezionare la sua scultura.

Auguste Rodin, I borghesi di Calais, 1884-86, Musée Rodin, Parigi
Auguste Rodin, I borghesi di Calais, 1884-86, Musée Rodin, Parigi

3. Se oggi possiamo ammirare le opere di Rodin forse dobbiamo ringraziare padre Pierre-Julien Eymard. Nel 1862 infatti, alla morte della sorella maggiore Maria, l’artista ebbe un momento di scoramento. Abbandonò tutto e si ritirò in monastero con il nome di fratello Augustin.

Pierre-Julien, priore del monastero lo accolse ma gli consigliò, una volta ritrovata la tranquillità perduta, di riprendere a scolpire. Era un’altra la vocazione di Rodin, e il priore lo aveva capito meglio degli accademici del Salon, che nel 1864 rifiutarono le sue opere!

4. Nel 1871 Rodin tenne la sua prima mostra a Parigi. Il successo non fu però immediato. Quelle sculture che sembravano non terminate rivoluzionavano completamente gli standard dell’epoca. Eppure è proprio quell’indefinitezza che rende le opere di Rodin così speciali, capaci di trasmettere allo spettatore realismo, tensione e dinamismo.

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Auguste Rodin, L’età del bronzo, 1877, bronzo, 182,9 (altezza), Musée d’Orsay, Parigi e altri luoghi

5. Ad ispirare l’artista francese furono i maestri del rinascimento italiano, Michelangelo e Donatello, le cui opere Rodin ebbe occasione di ammirare nel corso di un viaggio in Italia compiuto nel 1875. Una delle opere di quel periodo, L’età del bronzo, pare sia stata ispirata da Lo schiavo morente di Michelangelo.

6. Proprio quest’opera fu oggetto di scandalo all’epoca. L’eccessivo realismo nella resa del corpo umano portò molti osservatori a pensare che Rodin avesse realizzato il calco della scultura direttamente sul corpo del modello e non plasmandolo a mano, osservando il soggetto.

Fu necessaria un’inchiesta governativa per scagionare l’artista, che tuttavia soffrì molto per quell’accusa infamante, che metteva in dubbio le sue capacità.

7. Eppure fu proprio questa disavventura che rese famoso Rodin. Il ministero dell’arte francese nel 1880 acquisto l’opera e gli assegnò la progettazione di un’opera monumentale: la porta di ingresso di un museo di arti decorative. Per realizzarla Rodin si ispirò alla Divina Commedia di Dante e chiamo l’opera Le porte dell’inferno.

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Gustave Rodin, Il pensatore, 1880,1,89 m x 98 cm x 1,4 m, bronzo, Musée Rodin, Parigi e altri luoghi

8. La monumentale opera, al quale l’artista dedicò oltre trent’anni, rimase incompiuta. L’artista realizzò bozzetti, modelli e alcune figure ma non riuscì a terminale il portale, alto oltre sei metri e largo quattro. L’impegno profuso dall’artista non fu però vano.

La più famosa scultura di Rodin, Il pensatore, nacque proprio come figura per Le porte dell’Inferno. L’opera doveva infatti rappresentare il Sommo Poeta intento a riflettere sul suo lavoro che si apprestava a realizzare. Oggi questa meravigliosa statua ha acquisito un significato universale, rappresentando lo sforzo creativo in generale.

9. Il mancato rispetto dei tempi di consegna era una costante nel modo di operare di Rodin. Pensate che il monumento in memoria di Balzac, opera commissionatagli nel 1893 dalla Sociéte de Gens de Lettres , fu ultimato con circa 5 anni di ritardo!

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Auguste Rodin, Balzac, 1899,2,82 m x 1,22 m x 1,04 m, Musée Rodin, Parigi e altri luoghi

10. Non si può parlare di Rodin senza citare una delle sue opera più famose, Il Bacio. Anche questa scultura doveva far parte della Porta dell’inferno, essendo ispirata alla vicenda di Paolo e Francesca raccontata nel V canto dell’Inferno.

Auguste Rodin, Il bacio, 1901-1904, Tate Britain, Londra
Auguste Rodin, Il bacio, 1901-1904, marmo, 181,5 x 112,3 x 117 cm, Musée Rodin, Parigi e altri luoghi

La mostra

“Rodin”
al Museo Civico di Santa Caterina a Treviso,
dal 24 febbraio al 3 giugno 2018

Info: La mostra di Rodin a Treviso

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