In due minuti vi raccontiamo la vita del padre dell’astrattismo, che con la sua opera “Lo spirituale nell’arte” ha cambiato la storia.

Vasilij Kandinskij nel suo studio
Vasilij Kandinskij nel suo studio

C’è una frase di Antoine de Saint-Exupéry che, secondo me, traduce in poche parole il linguaggio dei sensibili: “L’essenziale è invisibile agli occhi“. Dicendo questo, lo scrittore-aviatore intendeva affermare l’esistenza di un linguaggio universale, che non è scritto, né dipinto, né cantato, che non è niente di tutto questo ma che riesce a racchiudere tutto allo stesso tempo. L’essenziale non è ciò che si coglie con gli occhi ma quelli che percepiamo con il cuore, in un certo senso.

Kandinskij ha teorizzato l’arte con una precisione quasi scientifica ma nel suo ragionare, pur usando un linguaggio più complesso di quello usato da Saint-Exupéry, in fondo giunge alle stesse conclusioni. Un dipinto non è che uno scrigno di emozioni che vanno sentite con il cuore, più che con la testa o con gli occhi. Un’opera d’arte è al contempo colori, poesia e musica, è tutto quello che ci fa sorridere, rattristare, divertire. È tutto ciò che ci da emozione. Meglio: l’arte è emozione pura.

Vasilij Kandinskij in eredità ci ha lasciato la pittura astratta, ma credo che il suo più grande lascito sia stato quello di fissare per sempre un concetto: l’arte non è solo tecnica, l’arte non è solo ragionamento: l’arte è emozione e l’opera è la scrigno che conserva nei secoli le sensazioni dell’artista, rendendolo immortale, immune allo scorrere del tempo.

LA VITA E LE OPERE DI VASILIJ KANDINSKIJ:
RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Vasilij Vasil’evič Kandinskij (Mosca 1866 – Neuilly-sur-Seine 1944) è stato uno dei più importanti artisti nella storia dell’arte europea. È considerato il padre della pittura astratta, corrente che ha cambiato per sempre la concezione delle arti figurative.

Vasilij Kandinskij, Schizzo per composizione II, 1909-1910, Guggenheim Museum, New York
Vasilij Kandinskij, Schizzo per composizione II, 1909-1910, Guggenheim Museum, New York

2. Col termine “astrattismo” si indica l’avanguardia artistica, affermatasi in Europa all’inizio del Novecento, che rifiuta il realismo a favore della creazione di forme che non rappresentano la realtà in modo oggettivo.

Le opere di arte astratta non mostrano ciò che l’artista vede con gli occhi ma, attraverso figure geometriche, colori e linee, puntano a trasmettere un’emozione, una particolare percezione o uno stato d’animo.

3. Kandinskij nasce a Mosca nel 1866. Si appassiona al disegno da bambino, dopo un viaggio a Venezia, durante il quale resta affascinato dalle luci che di notte illuminano la città. Ciò nonostante studierà legge per laurearsi in giurisprudenza a ventisei anni.

La passione per l’arte è però più intensa del desiderio di far carriera come uomo di legge, tanto che nel 1896 Kandinskij rifiuta un posto di docente all’Università di Dorpat in Estonia, per trasferirsi a Monaco e studiare arte.

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Vasilij Kandinskij, Liricamente, 1911, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, Paesi Bassi

4. Sarà un dipinto di Monet a modificare per sempre l’approccio di Kandinskij al dipinto e il mondo dell’arte in generale. Nel corso di una mostra l’artista ebbe occasione di vedere un quadro del maestro impressionista che rappresentava dei covoni di grano. Il quadro, visto da lontano, apparì agli occhi di Vasilij come una macchia gialla informe, capace però di trasmettere una forte emozione.

Da questa esperienza l’artista intuì che non è il soggetto all’interno del dipinto il vero protagonista di un’opera d’arte, ma sono i colori e le forme percepite a suscitare pura emozione nello spettatore.

5. Kandinskij lavorò molto su questa intuizione fino a pubblicare nel 1910 l’opera Lo spirituale dell’arte, un caposaldo nella storia dell’arte mondiale. Nel testo teorizza come la combinazione tra forme e colori sia alla base dell’opera d’arte, strettamente connessa con lo spirituale.

Secondo Kandinskij l’opera viene fruita a vari livelli: il primo è quello fisico e superficiale, grazie alla retina che registra i colori e le forme; a questo segue un livello profondo dovuto alla “vibrazione spirituale” con cui il colore raggiunge l’anima. Nasce l’astrattismo.

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Vasilij Kandinskij, Il cavaliere azzurro, 1903, olio su tela, 55×60 cm, Collezione privata, Zurigo

6. Nel 1911, basandosi su quanto teorizzato, Kandinskij dà vita al gruppo avanguardista Der Blaue Reiter (in italiano “Il cavaliere azzurro”, da un’opera dello stesso Vasilij).

Il gruppo, creato con il collega Franz Marc, riunisce i principali esponenti dell’espressionismo tedesco con l’obiettivo di rinnovare l’arte in modo antinaturalistico. Nello stesso anno si tiene la sua prima mostra personale nella galleria Der Sturm di Berlino.

7. Quando esplode la Rivoluzione russa Kandinskij si trasferisce a Mosca e lì lavora per il Commissariato del Popolo per l’Educazione fino al 1921, anno in cui ritorna in Germania, questa volta a Berlino.

Fino al 1933 lavora come insegnante di decorazione murale al Bauhaus, l’innovativa scuola di architettura, arte e design tedesca, fatta chiudere con l’avvento del nazismo.

8. La salita al potere di Hitler infatti segna la fine del rapporto di Kandinskij con la Germania. L’artista è costretto a fuggire a Parigi dove trascorrerà il resto della sua vita. Le sue opere vengono bollate come “arte degenerata” e vengono eliminate dai musei e svendute a collezionisti stranieri. Lui stesso viene accusato di bolscevismo per il ruolo ricoperto nel governo rivoluzionario sovietico.

Vassily Kandinskij, Giallo, rosso, blu, olio su tela, 1925, Musée national d'art moderne, Parigi
Vassily Kandinskij, Giallo, rosso, blu, olio su tela, 1925, Musée national d’art moderne, Parigi

9. Il linguaggio visivo di Kandinskij, apparentemente incomprensibile, segue invece delle regole ben precise.

L’artista dà a ciascun colore un significato preciso, legato ad emozioni, gusti ed emozioni. Il giallo ad esempio è dotato di una forza centrifuga, di un’energia vitale e prorompente che può essere paragonata al suono di una tromba. L’azzurro invece, freddo e dotato di forza centripeta, è più simile al suono di un flauto. Il giallo è inoltre legato al triangolo, mentre il rosso è legato alla forma quadrata.

10. Non a caso Kandinskij evidenzia il nesso strettissimo che intercorre tra le opere d’arte e la musica, dando ai suoi dipinti nomi come “compozione”, “intermezzo”, “improvvisazione” ecc.

Le sue opere più note sono Impressione III, che si trova nella Galleria Civica nel Lenbachhaus di Monaco, Composizione VI, conservato a San Pietroburgo, Composizione VIII al Guggenheim di New York e il celebre Cavaliere Azzurro, che ha ispirato la nascita del movimento Der Blaue Reiter.

In Italia è possibile ammirare il Paesaggio con macchie rosse, n. 2 presso la Guggenheim Collection a Venezia.

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Vasilij Kandinskij, Composizione VIII (1923) – Guggenheim Museum, New York

L’arte oltrepassa i limiti entro i quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro. (Vasilij Kandinskij)

LA MOSTRA

“Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione”

Al MUDEC, Museo delle culture di Milano
Dal 15 marzo al 9 luglio 2017

Info:  www.mudec.it

 

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