In due minuti vi racconto uno degli eventi più importanti e prestigiosi dell’arte contemporanea, che negli anni ha ospitato artisti come Klimt, Picasso, Mirò e Hirst.

La Biennale di Venezia non è una semplice esposizione di arte contemporanea: è uno di quegli eventi ormai entrati nella cultura collettiva, che fa scalpore, spesso fa discutere e cambia il modo di intendere e di fare arte, capace com’è di cogliere i mutamenti e le pulsioni (e tensioni) sociali.

La Biennale ha sempre fatto parlare di sé: dalle proteste nel 1922 per la retrospettiva su Modigliani, a due anni dalla morte, che venne considerata poco adatta a causa dello stile di vita dissoluto dell’artista livornese; alle tensioni della Biennale del 1968, sfociate in una vera e propria rivolta; fino alle proteste nel 2011 degli animalisti contro l’opera The Tourists (oggi si chiama Others) di Maurizio Cattelan.

Basterebbe questo per convincere anche chi non mastica l’arte tutti i giorni a farle visita, se poi ci metti il fatto che l’esposizione coinvolge i luoghi più belli della città di Venezia, allora è difficile trovare scuse per non vederla almeno una volta nella vita.

L'opera
L’opera “The tourists” di Maurizio Cattelan che ha scatenato le polemiche degli animalisti nel 2011. Foto: https://lisabarnshaw.wordpress.com

LA STORIA DELLA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA E I SUOI ARTISTI RIASSUNTA IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. La Biennale d’arte di Venezia è una tra le più importanti manifestazioni internazionali d’arte contemporanea al mondo. La prima edizione risale al 1895, all’epoca fu battezzata come: “1ª Esposizione internazionale d’Arte della città di Venezia”.

2. L’evento viene organizzato ogni due anni dall’ente Biennale di Venezia, un organismo no profit che organizza altri importanti eventi nell’ambito del cinema, del teatro, della musica, della danza ma soprattutto dell’architettura, grazie alla prestigiosa Biennale di architettura che si svolge ad anni alterni rispetto alla Biennale d’arte.

3. Il cuore della Biennale d’arte di Venezia è l’area dei Giardini Napoleonici, dove vennero eretti i primi padiglioni. Il più antico è il Padiglione Centrale, che nel tempo ha cambiato struttura, ruolo e nome (in origine “Palazzo Pro Arte”, dal 1934 “Padiglione Italia”). Oggi è una struttura polifunzionale e punto di riferimento per chi visita la Biennale.

Il padiglione dell'Austria in una foto d'epoca (http://www.labiennalevenezia.at)
Il padiglione dell’Austria in una foto d’epoca. Foto: http://www.labiennalevenezia.at

4. Il primo Paese a costruire un padiglione proprio fu il Belgio, che lo eresse nel 1907.

Oggi l’area della Biennale ospita 29 padiglioni di diverse nazioni. Alcuni di questi sono stati progettati da architetti passati alla storia: quello dell’Austria, ad esempio, che risale al 1934 è opera di Josef Hoffmann, il maestro della “Secessione” viennese.

5. L’area espositiva della Biennale d’arte di Venezia non si limita ai Giardini, ma si sviluppa in gran parte della città: dagli spazi espositivi all’Arsenale, ai padiglioni dei Paesi ospitati in diverse zone della laguna fino ai numerosissimi eventi collaterali organizzati per l’occasione.

6. Come ogni evento di spicco, la Biennale di Venezia è interprete (e a volte vittima) delle pulsioni e dei mutamenti della politica e della società: negli anni Trenta ad esempio la Biennale passò dal controllo del Comune di Venezia a quello dello Stato fascista, con un conseguente controllo sulla libertà creativa degli artisti, in aperta contraddizione con lo spirito della manifestazione.

Le proteste degli studenti alla Biennale del 1958 (http://www.artomniart.com)
Le proteste degli studenti alla Biennale del 1958. Foto: http://www.artomniart.com

7. Storiche furono le contestazioni alla Biennale del 1968: alcuni artisti contestarono lo statuto della Biennale, considerato fascista e si opposero a quello che consideravano un esempio di mercificazione dell’arte.

Su tutti gli artisti, il più agguerrito fu Gastone Novelli e Guerrini che insieme ad altri colleghi e agli studenti dell’Accademia di Belle Arti diedero vita a manifestazioni che vennero represse con violenza dalle forze dell’ordine.

In segno di solidarietà con i manifestanti molti artisti ritirarono le loro opere dalla manifestazione o decisero di rivolgerle verso il muro, in modo che ai visitatori fosse mostrato solo il retro.

8. I più importanti artisti contemporanei hanno esposto le loro opere alla Biennale di Venezia, tra questi: Gustav Klimt (Biennale del 1899), Renoir, Courbet (Biennale del 1910), Henri Matisse, Cezanne, Van Gogh (1920), Modigliani (1922), Chagall (1928), De Chirico (1930), Dalì, Kandiskij, Mirò (1948) , Pollock (1950), Jeff Koons (1990), Damien Hirst (1993) e l’italiano Maurizio Cattelan.

La retrospettiva su Modigliani alla Biennale del 1930 (otto anni dopo le proteste del 1922)
La retrospettiva su Modigliani alla Biennale del 1930 (otto anni dopo le proteste del 1922)

9. Il grande Picasso invece dovette aspettare il 1948 per vedere le sue opere esposte alla Biennale di Venezia. A dire il vero, nel 1910 una delle sue opere fu esposta per breve tempo nel padiglione della Spagna, ma il Segretario Generale Fradeletto la censurò perché avrebbe potuto scandalizzare il pubblico con il suo linguaggio artistico troppo innovativo.

10. Il record di visitatori è detenuto dalla edizione della Biennale n.55 (2013), che ha fatto registrare ben 475.000 visitatori. L’edizione 2017, dal titolo “VIVA ARTE VIVA” coinvolge 51 Paesi e 120 artisti dei quali 103 sono presenti per la prima volta.

Sito ufficiale della Biennale: www.labiennale.org

La Biennale di Venezia (Foto di Bas Boerman - CC BY-NC 2.0)
La Biennale di Venezia. Foto di Bas Boerman – CC BY-NC 2.0
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