Ha fotografato le celebrity più note dello star system, calandole nel suo patinato mondo onirico dai colori sgargianti. Ha creato ritratti che sono un punto d’incontro tra l’advertising puro e la pop art. Poi, nel 2006 la svolta.

Folgorato dai capolavori di Michelangelo ammirati nella Cappella Sistina, David La Chapelle decide di darsi completamente all’arte.

Le sue opere colpiscono per le tinte forti, incuriosiscono per la scelta dei soggetti e a volte fanno discutere per la rivisitazione di temi sacri come la natività, il diluvio universale o la resurrezione. In tutti i suoi lavori La Chapelle non fa altro che mostrare il suo punto di vista surreale, colorato e ironico. Allo spettatore la scelta  di entrare  in questo mondo sgargiante, eccessivo e forse un po’ kitsch.

David La Chapelle, The Deluge
David La Chapelle, The Deluge

L’ARTE DI DAVID LA CHAPELLE SPIEGATA IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. David La Chappelle è nato a Fairfield, nel Connecticut nel 1963. Wikipedia lo descrive come fotografo nel campo della moda e della pubblicità, infatti sono molti a considerarlo un outsider nel mondo dell’arte.

Lui, più semplicemente, in un’intervista motiva la sua scelta spiegando di aver scelto la moda e la pubblicità ai suoi esordi perché erano gli unici settori che gli avrebbero permesso di vivere coltivando la sua grande passione: la fotografia.

2. Grande estimatore di Andy Warhol, La Chapelle frequenta la “North Carolina School of the Arts” e la “School of the Arts” di New York. Sarà proprio il re della Pop Art ad offrire al giovane LaChapelle il suo primo incarico professionale fotografico per la rivista “Interview magazine”.

David La Chapelle, Michael Jackson
David La Chapelle, Michael Jackson (portrait)

3. Lavorare nel mondo della moda e dello star system permette a La Chapelle di farsi conoscere al grande pubblico grazie ai ritratti di celebrità, realizzati con uno stile molto personale. Tra le celebrities più famose, La Chapelle ha immortalato: Michael Jackson, Hilary Clinton, Muhammad Ali, Andy Warhol, Jeff Koons, Madonna, Uma Thurman, David Bowie. Molti di questi scatti sono contenuti nel volume Hotel La Chappelle (1999).

4. Barocco, colorato, eccessivo, forse kitsch: lo stile di La Chapelle si riconosce già dopo uno sguardo fugace. Ironia, glamour e iconografia si fondono nelle sue opere spesso considerate trasgressive, a causa del sottile equilibrio tra sacro e sacrilego su cui si muove LaChapelle nel rappresentare temi universali. Ne è un esempio l’opera Nativity.

La_chapelle_nativity_vita_opere_due-minuti-di-arte
David LaChapelle, Nativity, 2012

5. Punto di svolta nella produzione artistica di La Chapelle è il viaggio che compie a Roma nel 2006. In quell’occasione visita la Cappella Sistina e rimane folgorato dagli affreschi di Michelangelo. Secondo quanto afferma in un’intervista, è a quel punto che decide di lasciare il mondo della moda per dedicarsi totalmente all’arte.

6. Il risultato è l’opera The Deluge (Il Diluvio), una serie di foto del 2007 ispirate al Diluvio Universale di Michelangelo (immagine in alto). Sullo stesso tema l’opera After the Deluge, una serie di foto che mostrano una realtà in cui tutti gli oggetti e i simboli del mondo attuale vengono sommersi.

“Questa serie – spiega l’artista – nasce dalla paura che ha l’uomo postmoderno di perdere punti di riferimento in un’età di grandi cambiamenti”.

David La Chapelle, After The Deluge
David La Chapelle, After The Deluge

7. Sempre legato a questo filone, La Chapelle crea l’opera Awakened (Risvegliati), in cui ritrae persone immerse in acqua in uno stato embrionale: una sorta di resurrezione dopo il diluvio.

8. Interessante è la serie di foto Land Scapes (2013), attraverso le quali La Chapelle ricostruisce impianti petroliferi e stazioni di rifornimento in scala, attraverso materiali riciclati: cartoni delle uova, schede madri per computer, bigodini e cannucce.

Le foto vengono scattate in un ambiente naturale, tra dune e montagne e non in studio. Questo dettaglio mette in risalto l’innaturalità delle strutture umane in un ambiente selvaggio e incontaminato.

David LaChapelle, Landscapes
David LaChapelle, Land Scapes

9. Per le sue oniriche rappresentazioni della realtà, alcuni lo definiscono “Il Fellini della Fotografia”.

10. Dal 2006 La Chapelle vive alle Hawaii, nell’isola di Maui, dove ha fondato una fattoria biologica alimentata solo da energia solare e idrica, che non utilizza pesticidi o fertilizzanti artificiali.

“Amo creare tramite l’uso della fantasia, tramutando in immagine i miei sogni.” (David La Chapelle)

Sito ufficiale dell’artista: http://www.lachapellestudio.com

David LaChapelle, Sismic Shift, 2012
David LaChapelle, Sismic Shift, 2012

La mostra

“David LaChapelle: Lost + Found”
Alla Casa dei Tre Oci di Venezia,
dal 12 aprile al 10 settembre 2017

Maggiori info:
La mostra di David LaChapelle a Venezia

Annunci