In due minuti raccontiamo la biografia del pittore italiano Antonio Ligabue e mostrarvi alcune delle sue opere più famose.

Antonio Ligabue, Autoritratto con spaventapasseri
Antonio Ligabue, Autoritratto con spaventapasseri

Quella di Antonio Ligabue è un’arte che nasce dall’impossibilità: l’impossibilità di vivere un’infanzia felice, l’impossibilità di comunicare, l’impossibilità di amare. È la storia di un uomo considerato folle, uno di quelli che vivono ai margini, uno dei tanti destinati all’oblio. È una storia che sembra già scritta ma che poi va a finire diversamente, e si conclude a Roma, con una grande mostra e la consacrazione di critica e pubblico.

Sembra una storia a lieto fine, quella di un artista che con il suo estro creativo riesce a superare i limiti imposti da un’infanzia difficile; eppure c’è un dettaglio che forse racconta un finale diverso. Questo dettaglio è nascosto in una frase: “Dam un bes (Dammi un bacio)”, che Antonio Ligabue ripeteva con insistenza alle donne che incontrava, tanto che i Nomadi ci hanno scritto una canzone. Una frase che cela un bisogno di amore genuino che neanche il successo, i soldi e il talento sono riusciti a conquistare.

ANTONIO LIGABUE: VITA E OPERE RIASSUNTE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Pittore e scultore italiano Antonio Ligabue (Zurigo, 1899 – Gualtieri 1965)  è considerato uno dei massimi esponenti dell’arte Naïf in Italia.

2. Nonostante sia italiano, Ligabue nacque al di là delle Alpi, in Svizzera. La madre si chiamava Elisabetta Costa mentre non si conosceva il nome del padre, così venne così registrato all’anagrafe come Antonio Costa.

Successivamente la madre sposò Bonfiglio Laccabue che lo riconobbe come figlio, dandogli il suo cognome che però l’artista, raggiunta l’età adulta decise di modificare in “Ligabue”.

Antonio Ligabue, Leopardo
Antonio Ligabue, Leopardo, 1955, olio su tela, 55×54 cm

3. Tre cognomi, due padri e una famiglia poverissima. Dire che il piccolo Antonio abbia vissuto un’infanzia difficile sarebbe un eufemismo. Sua madre era così povera che, fin dalla più tenera età il piccolo venne affidato ad una coppia di svizzeri di lingua tedesca.

Quel bambino però era strano, permeato da un ostinato silenzio che spesso sfociava in violente crisi nervose. Incapaci di gestire i comportamenti del giovane Ligabue, la coppia che lo aveva in affidamento decise di consegnarlo ad un istituto.

4. Oltre a questi problemi mentali, il giovane Ligabue aveva anche gravi malformazioni fisiche, derivate probabilmente dalla carenza di nutrimento nei primi anni di vita. Ciò compromise irrimediabilmente il suo sviluppo, causandogli malattie come rachitismo e gozzo.

5. Innumerevoli furono le occasioni in cui venne rinchiuso in istituti per la cura di ragazzi disagiati e furono innumerevoli le volte in cui venne espulso a causa del suo comportamento violento, verso gli altri ma soprattutto verso se stesso. Erano frequenti gli atti di autolesionismo in cui l’artista si percuoteva il volto con potenti pugni alle tempie e al naso.

Antonio Ligabue, Volpe in fuga
Antonio Ligabue, Volpe in fuga, 1953, olio su tavola

6. A venti anni venne espulso dalla Svizzera e andò a vivere a Gualtieri, paese in provincia di Reggio Emilia, patria del padre adottivo.

Non era molto loquace, si esprimeva con difficoltà in un misto di italiano e tedesco, ma aveva un talento naturale per il disegno. Si guadagnava da vivere facendo il manovale sul Po, talvolta eseguiva disegni su cartelloni per piccole compagnie circensi.

7. Probabilmente sarebbe rimasto uno dei tanti potenziali artisti di provincia, definito “eccentrico” dai compaesani, se non avesse incontrato nel 1927 lo scultore e pittore Renato Marino Mazzacurati, che immediatamente intuì il suo talento e prese a insegnargli le tecniche della pittura.

8. Istintivo, selvaggio, folle: Antonio Ligabue era capace di trasportare i suoi demoni sulla tela, creando opere potenti, dall’immediato impatto visivo. Spesso si trattava di animali nell’attimo primo di lanciarsi sulla preda, a volte erano in lotta tra loro.

Altro tema frequente nella poetica dell’artista è quello dell’autoritratto, che colpisce per la profondità dello sguardo con cui Ligabue rappresenta se stesso.

Antonio Ligabue: Tigre assalita dal serpente, olio su faesite cm 66 x 80
Antonio Ligabue: Tigre assalita dal serpente, olio su faesite cm 66 x 80

9. Oltre che pittore, Antonio Ligabue è stato anche un bravissimo scultore. Creava le sue opere con l’argilla del Po, che masticava per renderla malleabile.

Le prime opere purtroppo sono andate perdute, perché l’artista non era solito sottoporle al processo di cottura che le avrebbe rese più resistenti. Oggi, da molte delle sue opere sono state ottenute fusioni in bronzo, per preservarle dal tempo.

10. Il 1961 fu l’anno del successo, con una grande personale alla Galleria La Barcaccia di Roma che conquistò critici, artisti e giornalisti e lo resero noto al pubblico internazionale.

L’anno dopo però venne colpito da una grave paresi. Ciò tuttavia non gli impedì di dipingere fino alla sua morte, avvenuta nel 1965.

“Dam un bès” (Antonio Ligabue)

Antonio Ligabue, Leone che azzanna una zebra, 1950-1955
Antonio Ligabue, Leone che azzanna una zebra, 1950-1955

La mostra

“Antonio Ligabue”
al Palazzo Ducale di Genova
dal 17 febbraio al 17 giugno 2018

Info: La mostra su Antonio Ligabue a Genova

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