In due minuti abbiamo riassunto la storia di uno dei maestri del Rinascimento e delle sue opere principali: dalla “Madonna del cardellino” alla “Scuola di Atene”.  

Presunto autoritratto di Raffaello Sanzio
Presunto autoritratto di Raffaello Sanzio (1506 circa), Galleria degli Uffizi, Firenze

Bello, talentuoso, famoso, amato dalle donne e stimato dagli uomini: leggendo questa breve descrizione può sembrare che Raffaello Sanzio sia stato baciato dagli dei, che hanno deciso di chiamarlo a sé troppo presto (muore quando ha solo 37 anni).  Eppure la sua storia è anche quella di un bambino rimasto solo ad appena undici anni, adottato dall’arte, nell’Italia del Rinascimento.

Forse è per questo che, nonostante la giovane età, Raffaello è capace di scavare nelle profondità dell’animo umano, conferendo ai suoi soggetti una carica emotiva che si trasmette in modo immediato dalla tela all’osservatore. Forse è per questo che uno dei suoi soggetti preferiti è Maria, la madre, quella persa troppo presto e mai dimenticata.

RAFFAELLO SANZIO: VITA E OPERE RIASSUNTE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Raffaello Sanzio (Urbino, 1483- Roma, 1520) è considerato, insieme ai grandi Leonardo e Michelangelo, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano.

Era figlio d’arte, suo padre Giovanni Santi (da cui deriverà il cognome “Sanzio”) era un noto artista nonché padrone di una fiorente bottega ad Urbino, importante centro artistico dell’epoca. Raffaello, tuttavia perse il padre all’età di 11 anni; la madre era venuta a mancare quando di anni ne aveva appena otto.

2. L’apprendistato di Raffaello avvenne a Perugia, nella bottega di Pietro Vannucci, dettoIl Perugino”, uno dei più noti artisti del XVI secolo. Il giovane artista dimostrò un talento precoce tanto che, ancora diciottenne, gli vennero commissionate opere dai più importanti signori umbri. È negli anni perugini che strinse amicizia con il Pinturicchio, all’epoca già un artista affermato.

3. A ventuno anni Raffaello decise di trasferirsi a Firenze, affascinato da quanto si diceva sulle opere di due artisti molto noti della città toscana: Leonardo e Michelangelo.

4. Risale a questo periodo la serie delle Madonne col Bambino, uno dei soggetti al quale Raffaello pare fosse particolarmente legato (secondo alcuni, per via della tragica scomparsa della madre quando era ancora bambino).

Ne citiamo tre, per dovere di sintesi: la Madonna del Belvedere (1506), la Madonna Esterhazy (1508) e la Madonna del Cardellino (1506) che potete ammirare qui sotto.

Raffaello Sanzio, Madonna del Cardellino
Raffaello Sanzio, Madonna del Cardellino (1506), olio su tavola, 107×77 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

5. Fu con la chiamata a Roma di papa Giulio II che Raffaello, appena venticinquenne trovò la sua consacrazione, affrescando le Stanze papali.

Per farlo decise di ispirarsi alle quattro facoltà delle università medievali: teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza per dare vita ad uno dei dipinti più celebri del Rinascimento: la Scuola di Atene (1509-1511).

Raffaello Sanzio, Scuola di Atene
Raffaello Sanzio, Scuola di Atene (1509-1511 circa), affresco, 500×770 cm, Musei Vaticani, Città del Vaticano

6. Sembra che nell’opera Raffaello abbia dato ad alcuni sapienti del mondo classico le fattezze dei più grandi artisti del suo tempo: Eraclito (aggiunto in un secondo momento) pare somigliare moltissimo a Michelangelo, Platone a Leonardo da Vinci e Euclide a Bramante.

7. Oltre ad essere un grande artista, Raffaello si dimostrò anche un attento imprenditore. La sua bottega a Roma lavorava come una vera e propria “squadra” formata non solo giovani apprendisti ma anche da artisti affermati, così da poter portare avanti diversi progetti contemporaneamente.

Nonostante questa perfetta organizzazione, le opere di Raffaello erano così richieste che spesso i committenti dovevano attendere a lungo per venire soddisfatti.

8. Raffaello fu anche un importante architetto: dal 1514 lavorò al progetto della Basilica di San Pietro in Vaticano (cantiere al quale si dedicò anche Michelangelo dal 1546).

9. Madonne, soggetti sacri, ritratti di uomini illustri, sono moltissimi i capolavori di Raffaello che meriterebbero un approfondimento. Sicuramente va ricordato il dipinto Lo sposalizio della Vergine (1504), la prima opera firmata da Raffaello. Creato per la cappella di San Giuseppe nella chiesa di San Francesco a Città di Castello, si trova oggi nella Pinacoteca di Brera a Milano.

Altre opere di rilievo sono la Deposizione Borghese (parte centrale della Pala Baglioni, del 1507); la Resurrezione di Cristo (1501) conservata al Museu de Arte di san Paolo; le Tre Grazie (1504) e la Trasfigurazione, sua ultima opera rimasta incompiuta e completata da Giulio Romano.

Raffaello Sanzio, Sposalizio della Vergine
Raffaello Sanzio, Sposalizio della Vergine (1504), olio su tavola, 174×121 cm, Pinacoteca di Brera, Milano

10. Raffaello morì la notte del venerdì santo del 1520, a soli 37 anni. I contemporanei affermarono che al momento della morte una crepa scosse i palazzi vaticani e il cielo si riempì di nuvole scure, come se il mondo avesse perduto una divinità.

Secondo lo storico Vasari, più prosaicamente, Raffaello morì per una febbre causata da “eccessi amorosi”. Il suo corpo oggi è conservato nel Pantheon.

“Qui giace quel Raffaello, da cui, vivo, Madre Natura temette di essere vinta e quando morì, [temette] di morire [con lui]. “ (Pietro Membo, epitaffio per Raffello)

Raffaello Sanzio, Resurrezione
Raffaello Sanzio, Resurrezione di Cristo, Museo d’Arte di San Paolo, Brasile

Tratto da un mio articolo per Touring Club Italiano

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12 Comments »

  1. Essendo un appassionato di NUMISMATICA senza confini, e quindi di Arte Storia e Cultura, sono felice e nello stesso tempo orgoglioso che Raffaello sia stato immortalato con la sua effige anche sull’ultima Banconota emessa Dalla REPUBBLICA ITALIANA nell’anno 1997.Ritengo che la Numismatica sia la più eccellente e longeva strada che giornalmente trasmette a tutti i popoli del mondo la Storia, l’Arte e la Cultura ma che purtroppo scivola troppo velocemente dai polpastrelli delle dita di ognuno,forse, senza quasi mai accorgerci che insieme alla pecunia scorrono ere passate e sconosciute, poco conosciute, conosciute e questa attuale che ci accompagna ma che uno alla volta abbandoniamo lasciandola ai posteri. La mia speranza è che tutto possa continuare ed ampliarsi con il certosino e appassionato lavoro degli ammirevoli Archeologi, i soli capaci di portarci sempre più indietro nella storia di ogni genere.

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  2. Pingback: newwriter101

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