In due minuti vi raccontiamo la storia di uno dei grandi maestri del Rinascimento, della sua bellissima Venere, della splendida Primavera e della sua vita alla corte di Lorenzo il Magnifico. 

Se pensate al Rinascimento e lo collegate ad un’opera probabilmente vi verrà in mente la Gioconda di Leonardo, il capolavoro più famoso. Ma se vi chiedessero di pensare ad un’opera che esprima più di tutte lo spirito del Rinascimento allora forse pensereste alla Nascita di Venere di Sandro Botticelli.

Osservarla significa intraprendere un viaggio in mondi lontani, in un’Arcadia che non è mai esistita se non nei testi dei filosofi antichi, dove gli uomini sono saggi e forti e le donne bellissime e delicate come fiori. È questo lo spirito del Rinascimento, un’eterna primavera che Botticelli è stato in grado di cogliere e rendere immortale.

Sandro Botticelli, Primavera
Sandro Botticelli, Primavera, 1482, Tempera su tavola, 203×314 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

LA VITA E LE OPERE DI SANDRO BOTTICELLI: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Sandro Botticelli (1444-1510), pittore fiorentino, è stato uno dei grandi interpreti della stagione del Rinascimento italiano. Il cognome “Botticelli” deriva da un nomignolo che era stato affibbiato al fratello Giovanni e poi esteso a tutti i maschi della famiglia.

2. Dal 1464 al 1467 è apprendista presso Filippo Lippi. A questo periodo si possono ricondurre molte delle sue Madonne, uno dei soggetti privilegiati dal giovane Botticelli (es. Madonna col bambino e due angeli, dipinto del 1468).

Botticelli è un talento precoce e già a 26 anni si mette in proprio e apre una bottega tutta sua.

Sandro Botticelli, Madonna col bambino e due angel
Sandro Botticelli, Madonna col bambino e due angeli, 1468 ca., Napoli, Galleria Nazionale di Capodimonte

3. Negli anni Settanta del Quattrocento, Sandro Botticelli si avvicina ai principi dell’Accademia Neoplatonica, istituzione fondata da Cosimo de’Medici. L’Accademia giocherà un ruolo chiave nel definire la filosofia rinascimentale, con la riscoperta degli autori del mondo classico, della mitologia greca e di una rinnovata concezione dell’uomo, posto nuovamente al centro dell’universo.

4. L’adesione al classicismo permette a Sandro Botticelli di essere ammesso alla corte di Lorenzo il Magnifico che gli commissiona varie opere: la più famosa è L’adorazione dei Magi (dipinto del 1475).

In questo dipinto Botticelli ritrae i membri della famiglia Medici nei panni dei protagonisti dell’opera (era una consuetudine all’epoca inserire il committente nel dipinto). Ciò che non tutti sanno è che il ragazzo alla destra del dipinto che guarda l’osservatore con aria di sfida pare sia Botticelli stesso.

Sandro Botticelli, Adorazione dei Magi
Sandro Botticelli, Adorazione dei Magi, 1475 circa, tempera su tavola, 111×134 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

5. È negli anni Ottanta del Quattrocento che Botticelli dipinge i suoi capolavori più noti: La primavera (1482 – in cima all’articolo) e La nascita di Venere (1482-1485). È possibile ammirare entrambe le opere agli Galleria degli Uffizi di Firenze.

6. A dire il vero la bellissima Venere di Botticelli in realtà non è un esempio di bellezza perfetta: non ha scapole, né sterno, il busto è troppo lungo e l’ombelico è troppo in alto. Probabilmente, se fosse reale, non sopravvivrebbe a lungo (un po’ come Barbie). Ma chi fa caso a questi dettagli al cospetto di un volto e uno sguardo di incomparabile bellezza?

7. In effetti, ciò che colpisce dei dipinti di Sandro Botticelli è la ricerca continua di una bellezza e di una grazia perfette. Le sue opere sono intrise di un lirismo che rendono i suoi soggetti più simili a creature di un mondo ideale, piuttosto che a rappresentazioni fedeli della realtà.

Sandro Botticelli, Nascita di Venere
Sandro Botticelli, Nascita di Venere, 1482-1485, tempera su tela, 172×278 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

8. Forse non tutti sanno che anche Sandro Botticelli diede il suo contributo nell’affrescare la Cappella Sistina. Nel 1480 fu inviato a Roma da Lorenzo il Magnifico insieme agli artisti Cosimo Rosselli, Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino, come “ambasciatori” dell’arte fiorentina. I quattro avevano il compito di affrescare le pareti della Cappella con dieci scene raffiguranti le Storie della vita di Cristo e di Mosè.

Botticelli realizzò tre affreschi che, sebbene siano considerati opere di grande pregio artistico, non vengono annoverati tra i capolavori dell’artista fiorentino.

9. La vita di Sandro Botticelli cambia bruscamente con la caduta dei Medici e la presa del potere del frate Girolamo Savonarola nel 1494. L’artista mette da parte i soggetti mitologici per dedicarsi all’arte sacra. Pare che fu preso da un vero e proprio fervore religioso che, almeno stando a quanto scrisse lo storico dell’arte Giorgio Vasari, lo spinse a bruciare alcune delle sue opere più datate in quei roghi noti come “falò delle vanità” in cui i seguaci di Savonarola bruciavano ciò che ritenevano sacrilego o scabroso.

10. Benché considerato dai fiorentini un artista di riguardo, negli ultimi anni di vita Botticelli cade in disgrazia. Le sue opere perdono valore, surclassate da quelle di Michelangelo e Leonardo, assolutamente innovative e rivoluzionarie per l’epoca.

Muore nel 1510, isolato e in povertà. I suoi capolavori vennero completamente dimenticati per oltre tre secoli, per essere riscoperti solo nell’Ottocento.

“Fu Sandro persona molto piacevole e fece molte burle ai suoi discepoli et amici” (Giorgio Vasari)

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Sandro Botticelli, Calunnia, 1496, tempera su tavola, 62×91 cm, Galleria degli Uffizi, Firenze

 

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