In due minuti vi raccontiamo la storia dello scrittore Emilio Salgari e dei suoi libri che parlano di pirati e terre lontane.

Emilio_Salgari_vita-opere_due-minuti-di-arte
Lo scrittore Emilio Salgari, 1862-1911

“Vi saluto spezzando la penna”: così si congedava dal mondo uno dei più grandi scrittori italiani, capace di invitare alla lettura anche persone che non avrebbero mai aperto un libro nella loro vita. Sfruttato da editori avidi, osteggiato da una critica miope e boriosa, Emilio Salgari dovette combattere contro l’establishment culturale dell’epoca, sorretto solo dal suo entusiasmo e dall’affetto di un pubblico che lo amava.

“Vi saluto spezzando la penna”: in queste parole c’è l’orgoglio di chi non si è piagato, anche nell’atto estremo, di chi ha deciso di mettere il coraggio e l’orgoglio al di sopra di tutto, anche della propria vita. In queste parole c’è il sogno infranto di un sognatore che ha dovuto scontrarsi con una realtà avida e calcolatrice. In queste parole e nel suo modo estremamente violento eppur (a suo modo) romantico di farla finita c’è l’anima di una persona che forse sperava di vivere in uno dei suoi romanzi, dove vige ancora il senso dell’onore e le passioni volano alte, al di sopra degli squallidi giochi di potere che rendono patetica la vita degli uomini.

LA VITA E LE OPERE DI EMILIO SALGARI:
RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Emilio Salgari (Verona, 1862 – Torino, 1911) è stato uno dei più popolari scrittori italiani del Novecento. Nei suoi romanzi d’avventura ha dato vita a personaggi come Sandokan o il Corsaro Nero che, protagonisti di fumetti, film o celebri serie televisive, sono diventati icone della cultura collettiva italiana.

Le tigri di Mompracem fu uno dei più popolari cicli di romanzi scritto da Emilio Salgari, pubblicati tra il 1883 e il 1913 (l'ultimo romanzo fu pubblicato postumo)
Le tigri di Mompracem fu uno dei più popolari cicli di romanzi scritto da Emilio Salgari, pubblicati tra il 1883 e il 1913 (l’ultimo romanzo fu pubblicato postumo)

2. Da ragazzo Salgari studiò all’istituto nautico di Venezia ma non riuscì mai a superare l’esame che gli avrebbe permesso di diventare capitano. Ciò nonostante, pare che lo scrittore amasse vantarsi di aver vissuto di persona burrascose avventure marinaresche, dando così un “tocco di colore” alla sua biografia.

Quel che è certo è che Salgari dedicò molto tempo allo studio di mappe nautiche, manuali e cronache di viaggio, tanto da rendere credibili i suoi romanzi, grazie ad accurate descrizioni che conducono il lettore in luoghi esotici ai confini del mondo.

The capture of the pirate Blackbeard, Jean Leon Gerome Ferris, 1920The capture of the pirate Blackbeard, Jean Leon Gerome Ferris, 1920
The capture of the pirate Blackbeard, Jean Leon Gerome Ferris, 1920

3. Dopo l’avventura veneziana, a diciannove anni Salgari tornò a Verona per intraprendere l’attività giornalistica e letteraria. I suoi primi romanzi, Tay-See e La tigre della Malesia vennero pubblicati a puntate nel 1883 sul piccolo giornale veronese “La nuova Arena”.

Le sue storie furono accolte con grande entusiasmo dai lettori, un po’ meno dai critici che le ritenevano troppo popolari e adatte ad un pubblico di ragazzini.

Quando però un giornalista dell’ “Adige” Giuseppe Biasioli osò insultare lo scrittore dalle pagine del suo giornale, Salgari senza esitazione lo sfidò a duello, puntando sulla sua abilità come spadaccino. Ovviamente lo scrittore vinse, mandando a casa il rivale con una lieve ferita.

Emilio_Salgari_ida_peruzzi_vita-opere_due-minuti-di-arte
Ida Peruzzi, moglie di Emilio Salgari

4. Nel 1892, a trent’anni, Emilio Salgari sposò l’attrice di teatro Ida Peruzzi. Dopo la nascita della primogenita, Fathima, la coppia si trasferì a Torino, città natale di Ida. In Piemonte Salgari cominciò un’intensa attività letteraria.

In quegli anni Salgari si rinchiuse nel suo studio per scrivere senza sosta, pur ricevendo magri compensi in cambio di tutto quel lavoro. La sua attività era accompagnata dal consumo sfrenato alcolici e sigarette. Secondo la leggenda Salgari arrivava a fumare quasi cento sigarette al giorno.

5. I suoi libri ottennero subito un grande successo di pubblico, tanto che nel 1897 lo scrittore venne insignito del titolo di “Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia”. Ciò nonostante non cessarono i problemi economici, anche a causa di alcune sue discutibili scelte imprenditoriali.

I romanzi di Salgari infatti vendettero negli anni centinaia di migliaia di copie ma lo scrittore preferì sempre essere pagato con uno stipendio fisso (spesso basso), piuttosto che con una percentuale sulle vendite. Diciamo che, come molti artisti, non fu lungimirante nella gestione del denaro.

6. A Salgari possiamo attribuire anche il primo romanzo di fantascienza in Italia. Si tratta di Le meraviglie del duemila (scritto nel 1907) e racconta la storia di due scienziati che, grazie ad uno stratagemma, riescono a viaggiare nel tempo venendo catapultati nell’anno 2003.

Salgari in quel libro descrisse un’immaginaria civiltà del futuro popolata da macchine volanti, treni sotterranei e città sottomarine. Per questo suo romanzo, molti paragonarono lo scrittore veneto al francese Jules Verne.

Fortunato Depero, Treno partorito dal sole, 1924
Fortunato Depero, Treno partorito dal sole, 1924

7. Nel 1897 Salgari si trasferì a Genova, per stare vicino al mare e trarre ispirazione. L’aria salmastra gli fece bene, visto che in quegli anni la sua penna partorirà la saga dei Corsari delle Antille, che ha per protagonista il celebre Corsaro Nero, nobile pirata che solca i mari per vendicare la morte del fratello.

Il romanzo, come tutti gli altri del resto, riscosse enorme successo, ma la situazione economica di Salgari restava sempre precaria. Una mareggiata infatti, penetrò nello studio dello scrittore distruggendo gran parte del suo lavoro. Questo, insieme alla nascita del terzo figlio, Romero, mise a dura prova la stabilità economica della famiglia. Inoltre, la critica continuava a massacrare i suoi romanzi, ritenendoli adatti tuttalpiù ad un pubblico di ragazzini o adulti con poca cultura.

Emilio_Salgari_corsaro_nero_vita-opere_due-minuti-di-arte
La copertina de “Il corsaro nero”, primo romanzo della serie “I corsari delle Antille” (formata da 5 romanzi), pubblicata tra il 1898 e il 1908

8. Nel 1900 famiglia tornò definitivamente a Torino ma la situazione peggiorò. La moglie Ida diede alla luce il quarto figlio, Omar ma ne perse altri due ed entrò in uno stato di profonda depressione. Emilio guadagnava troppo poco per mantenere dignitosamente tutta la famiglia, inoltre era oberato di lavoro, beveva e fumava troppo.

Preso dallo sconforto, nel 1909 lo scrittore provò ad uccidersi lanciandosi a corpo morto su di una spada (come l’eroe greco Aiace). Sarà la figlia Fathima a salvarlo per un soffio.

La famiglia Salgari
La famiglia Salgari

9. Nel 1911 però la situazione precipitò. Le condizioni della moglie peggiorarono e lo scrittore fu costretto a ricoverarla in manicomio. Fu l’ultima goccia. La mattina del 25 aprile 1911 Emilio Salgari uscì di casa per raggiungere una collina poco distante da Torino, dove con la famiglia andava a fare pic-nic, quando i figli erano ancora piccoli e l’ombra della tragedia non aveva ancora oscurato il futuro di quella famiglia.

Lì scelse di togliersi la vita in modo atroce, lacerandosi gola e viscere con un rasoio, imitando così il suicidio rituale dei samurai (seppuku). Sul tavolo della cucina lasciò tre lettere, due di queste erano indirizzate agli editori e ai direttori dei giornali, che avevano sfruttato il suo lavoro dandogli in cambio solo briciole.

10. Quella del suicidio è stata una maledizione che ha perseguitato la famiglia Salgari. Lo stesso padre di Emilio, credendosi affetto da un male incurabile, si tolse la vita lanciandosi dalla finestra di casa nel 1889. Lo stesso destino toccò ai suo figli Romero e Omar che persero la vita lanciandosi nel vuoto. Sua figlia Fathima invece morì di tubercolosi a ventitré anni.

Solo i suoi romanzi sono immortali, più forti della cattiva sorte e dei giudizi poco lungimiranti di critici boriosi.

“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli.” (Emilio Salgari)

Il francobollo dedicato ad Emilio Salgari nel centenario della sua morta
Il francobollo dedicato ad Emilio Salgari nel centenario della sua morte

Libri consigliati

  • Il Corsaro Nero
  • Le tigri di Mompracem
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...