In due minuti vi racconto la storia di Jean-Michel Basquiat, delle sue opere firmate SAMO, della sua amicizia con Andy Warhol e del suo rapporto con Madonna.

Jean-Michel Basquiat
Jean-Michel Basquiat amava gli abiti di Armani, che spesso indossava anche mentre dipingeva

La vita di Jean-Michel Basquiat può essere considerata una perfetta parabola che racconta la New York degli anni Ottanta. La sua storia si incrocia con quella di una città in fermento, che non dormiva mai, dove soldi, droga e divertimento scorrevano a fiumi e nessuno aveva tempo per fermarsi a pensare su dove si stesse andando.

Il successo di Basquiat è stato fulmineo, fugace ed esplosivo, come tutto ciò che accadeva in quegli anni folli, in cui i prezzi delle opere d’arte sembravano crescere all’infinito, “pompati” da critici e galleristi che li vendevano a yuppies straricchi che consideravano l’arte un fruttuoso investimento.

Tutto ciò ha fatto sì che Basquiat nel giro di pochi anni ottenesse una celebrità e una ricchezza impensabili per un ragazzo come lui, ma in cambio Jean-Michel ha ceduto sé stesso, per una fame di vita che alla fine lo ha divorato.

Vi racconto la sua storia in due minuti.

LA VITA E LE OPERE DI JEAN-MICHEL BASQUIAT: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Jean-Michel Basquiat (1960 –1988) è stato un artista americano, tra i più importanti esponenti del graffitismo.  Nasce a New York da padre haitiano e madre portoricana. Secondo molti, è proprio questo melting pot il segreto della bellezza di Jean-Michel, aggraziato nei lineamenti e dotato di un’eleganza naturale.

2. A quindici anni Jean-Michel scappa di casa e va a vivere per strada. Dura poco: dopo qualche giorno viene arrestato per vagabondaggio.

Un anno dopo, grazie al suo talento per il disegno puoi iscriversi alla City-as-School, una scuola di Manhattan, per ragazzi dotati. Lì fa amicizia con Al Diaz, un writer di talento. Entrambi iniziano ad “operare” sui muri di New York, tracciando misteriosi aforismi firmati con l’acronimo SAMO (SAMe Old Shit).

“SAMO saves idiots”

“SAMO as a neo art form”

“SAMO as an attitude towards playing art”

Pare che il nome SAMO faccia riferimento alla marijuana che Jean-Michel e Al Diaz fumavano a scuola.

Jean-Michel Basquiat, SAMO
Una delle opere “taggata” SAMO

3. Jean-Michel lascia la scuola prima di conseguire il diploma. Sono i ruggenti anni Ottanta e a New York sembra che tutto sia possibile.

Jean-Michel si guadagna da vivere vendendo le sue opere dipinte su cartoline. Un giorno incontra in un ristorante di SoHo il suo idolo Andy Warhol, lo ferma per parlargli ed è così convincente e deciso che alla fine riesce a vendergli alcuni suoi lavori.

4. La vita di Jean-Michel inizia la notte. Frequenta i locali più cool di New York, come l’Area, dove era possibile incontrare tutti gli artisti più in voga in quegli anni. È senza un soldo, per guadagnare qualcosa talvolta si prostituisce agli omosessuali incontrati nei club.

Grazie al suo fascino innato passa molte delle sue notti nei letti di donne incontrate la sera stessa, altrimenti va a dormire su di una panchina nei parchi newyorchesi.

Ciò che non manca mai è la droga, che scorre a fiumi nella New York degli anni Ottanta.

Jean-Michel Basquiat, Hollywood Africans, 1983
Jean-Michel Basquiat, Hollywood Africans, 1983

5. La sua prima mostra è nel 1980. Si tratta del Times Square Show, una retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti tra cui Keith Haring, suo grande amico che ha scritto pagine importanti della street art.

È il primo passo verso una sfavillante carriera. Il suo talento viene immediatamente riconosciuto e in pochi anni la sua vita cambia radicalmente. Mostre in tutto il mondo (tra cui una a Modena nel 1981), celebrità e ricchezza, con gli yuppie di Manhattan che fanno a gara per comprare le sue opere. Tra il 1982 e il 1984 i prezzi dei suoi lavori salgono alle stelle. Le sue priorità appaiono però sempre le stesse: l’arte, le donne, la droga.

6. Del resto il rapporto di Basquiat con il denaro è sempre stato sfuggente. Quando era all’apice della carriera girava con mucchi di banconote sgualcite nelle tasche. Se aveva voglia di comprare un televisore, spesso usciva dal negozio con tre o quattro modelli diversi che poi accantonava senza neanche utilizzarli. La stessa cosa accadeva con la droga: non era inusuale trovare nel suo loft sacchetti di cocaina, dosi di eroina, spinelli sparsi dappertutto, con assoluta noncuranza.

Jean-Michel Basquiat, Irony of Negro Policeman, 1981
Jean-Michel Basquiat, Irony of Negro Policeman, 1981

7. Basquiat è così anche nei suoi rapporti sentimentali: fuggevole, impetuoso, effimero. Poche donne riescono a resistergli, ammaliate dal suo fascino selvaggio e sensuale.

Nel 1982 ha una relazione con Madonna, nonostante i loro stili di vita siano agli antipodi: salutista e attenta al lavoro lei, sconclusionato e pigro lui. Non durerà molto.

Jean-Michel Basquiat nel suo loft con Madonna
Jean-Michel Basquiat nel suo loft con Madonna

8. Anche il suo rapporto con il lavoro è altalenante. Passa da stati di inerzia assoluta a periodi di improvvisa iperattività. Spesso si sveglia nel cuore della notte e dipinge come se si trovasse in uno stato di trance. Secondo alcuni, alcune le sue opere migliori sono state partorite nel cuore della notte.

9. Nel 1983 Jean-Michel Basquiat raggiunge quello che pochi anni prima poteva considerare solo un sogno: collaborare con il grande Andy Warhol. I due cominceranno a frequentarsi assiduamente tanto che il re della pop art affitterà anche uno dei suoi loft al giovane talento.

Il loro rapporto professionale è però spesso burrascoso, soprattutto a causa della dipendenza di Basquiat dall’eroina. Warhol avrà anche da lamentarsi per i mancati pagamenti dell’affitto da parte di Jean-Michel. I due si separeranno definitivamente nel 1985.

Jean -Michel Basquiat ed Andy Warhol fotografati a New York nel 1985
Jean -Michel Basquiat ed Andy Warhol fotografati a New York nel 1985

Quando Warhol muore nel febbraio del 1987, a Basquiat, ormai consumato dall’eroina, viene chiesto di non partecipare ai funerali.

10. Qualche mese dopo, nell’agosto del 1988, la sua ragazza lo troverà riverso sul pavimento, in overdose. Morirà poche ore dopo, a ventisette anni. Pare che il suo loft sia ora in affitto su Airbnb, a 650 dollari per notte.

Nel 1996 Julian Schnabel, pittore e regista, ha raccontato la storia di Basquiat in un film.

“Io non penso all’arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita.” (Jean-Michel Basquiat)

Jean-MIhcel Basquiat, Bird of money, 1981
Jean-Michel Basquiat, Bird of money, 1981

La mostra:

“Jean-Michel Basquiat”.
Al Mudec, Museo delle Culture di Milano
Dal 28 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017

www.mudec.it/ita/jean-michel-basquiat

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