In due minuti vi raccontiamo la vita di uno dei più grandi pittori del Novecento, passato alla storia per le sue opere d’arte spietate e surreali.

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Francis Bacon nel suo studio a Londra

Condurre una vita senza regole, vivendo senza remore ogni emozione, danzando in bilico sull’abisso non basta per diventare artisti, nonostante sia una filosofia di vita spesso abbracciata da chi ha tracciato un solco nella storia dell’arte. Probabilmente è a causa di quella maledetta sensibilità, che ti mostra il mondo con una spietata lucidità, per cui l’unico modo per restare in vita è annientando sé stessi, cancellando i pensieri in una vita senza sonno.

Francis Bacon è un artista di questo tipo: omosessuale in un’epoca e in una nazione in cui era reato, grande bevitore, giocatore sciagurato. Nelle sue opere c’è l’angoscia di un’esistenza dolorosa, di una vita in cui sulla bilancia del destino, ogni gioia va pagata con uno struggente dolore.

Forse per questo i lutti più spietati, quelli che straziano il cuore, Francis Bacon li ha dovuti affrontare alla vigilia dei momenti più alti della sua carriera. Perché l’esistenza non dà mai nulla senza chiedere altro in cambio e per l’immortalità Bacon ha pagato un prezzo alto, forse troppo.

VITA E OPERE DI FRANCIS BACON: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Francis Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992) è stato uno dei pittori più celebri del XX secolo. Le sue opere, spietate e tormentate, esprimono con violenza la condizione esistenziale dell’essere umano.

2. Francis Bacon nasce a Dublino in una ricca e nobile famiglia inglese. Suo padre, capitano della fanteria leggera dell’esercito britannico, vantava addirittura una discendenza con il celebre filosofo Francesco Bacone. L’uomo, tirannico e marziale, vivrà sempre un rapporto conflittuale con il figlio, considerato debole e poco virile.

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Francis Bacon, Crucifixion 1933

3. Francis Bacon infatti soffriva di un’acuta forma di asma che gli impedirà di frequentare la scuola con gli altri ragazzi e, anni dopo, non gli permetterà di prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale.

4. Negli anni dell’adolescenza il giovane Francis mostra apertamente la propria omosessualità, cosa che farà infuriare il padre, tanto da spingerlo a mandare il figlio fuori casa a soli sedici anni.

Ciò porterà Bacon a trasferirsi a Londra, per poi visitare le città di Berlino e Parigi, metropoli che giocheranno un ruolo chiave nella sua formazione artistica.

5. A Parigi infatti Bacon ha la possibilità di ammirare le opere del grande Picasso: ne rimarrà impressionato. Al suo ritorno a Londra per guadagnarsi da vivere lavora come arredatore di interni, disegnando arredi in stile Déco.

6. Nel 1933 dipinge Crucifixion (sopra), una delle sue opere più note. Verrà notata dal critico Herbert Read e accettata in una mostra collettiva della Mayor Gallery, a Londra. A questa seguirà una personale nel 1934 che però non riscuote alcun successo. Negli anni della maturità, Bacon distruggerà molti dei suoi dipinti realizzati in gioventù.

7. Negli anni Quaranta il suo studio a Londra diventa un punto di riferimento per artisti, intellettuali e giocatori di azzardo. In questi anni Bacon conduce una vita dissoluta, perso nei fumi dell’alcool e oberato dai debiti.

Nel 1944 realizza il trittico Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion, opera che gli aprirà le porte del successo.

Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion c.1944 by Francis Bacon 1909-1992
Francis Bacon, Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion, 1944, Londra, Tate Gallery

8. Da questo momento in poi le sue opere riscuotono sempre maggiore interesse, cosa che permette a Bacon di vivere tra Londra e la Costa Azzurra, giocando a carte e dipingendo.

Tra il 1948 e il 1949 realizza la serie Heads (in fondo all’articolo) e dal 1949 al 1956 dipinge ben venticinque papi per la serie Popes, in cui spicca il capolavoro Study after Vélazquez’s Portrait of Pope Innocent X (1953), una trasposizione del celebre dipinto dell’artista spagnolo (1650) in cui il volto trasfigurato del papa è un grido che esprime l’angoscia esistenziale della società dell’epoca.

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Francis Bacon, Study after Velàzquez Portrait of Pope Innocent X, 1953, Es Moines Art Center, Des Moines (Iowa)

9. Nel 1962 il suo successo viene legittimato con un’importante retrospettiva alla Tate Gallery di Londra. Tale evento verrà però funestato il giorno prima dell’inaugurazione dalla prematura scomparsa di Peter Lacy, amante di Bacon.

Un altro lutto colpirà Bacon in un altro dei suoi momenti di gloria: nel 1971, alla vigilia di una straordinaria mostra al Grand Palais, perde la vita George Dyer, amato compagno del pittore britannico.

10. Francis Bacon muore a Madrid nel 1992 per un attacco cardiaco causato dalla sua asma cronica, il suo studio, nel quartiere di South Kensington a Londra verrà ereditato dalla Dubli City Gallery che lo custodirà con la cura con cui si preservano i reperti archeologici.

“Siamo potenziali carcasse” (Francis Bacon)

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Francis Bacon, Head II, 1949, Ulster Museum, Belfast
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