Due minuti per raccontare la vita dell’artista che ha reso Barcellona unica al mondo grazie alla Sagrada Familia, a Casa Milà e a parco Güell.

Antoni Gaudí, ritratto
Antoni Gaudí, ritratto del 1878

Barcellona non è solo la più importante città catalana, famosa per la movida (imperdibile), per i blaugrana (spettacolari) o per il Museu Picasso (assolutamente da vedere). Barcellona è anche uno dei più grandi musei a cielo aperto, ed è tutto merito del grande Antoni Gaudì.

Dalle guglie che sembrano costruite sulla sabbia della Sagrada Familia, al viaggio senza tempo ai confini del sogno nel parco Güell; da Casa Batlló, con i suoi balconi che sembrano forgiati con ossa a Casa Milà, che i barcellonesi chiamano “La Pedrera”. Le opere di Gaudì sono frammenti di sogno smarriti sotto un orgoglioso cielo catalano.

LA VITA E LE OPERE DI ANTONI GAUDÌ RIASSUNTE IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Lo spagnolo Antoni Gaudí y Cornet (1852-1926) è stato uno dei più grandi architetti mondiali. È considerato il massimo esponente del “modernismo catalano”, stile artistico che si sviluppò a Barcellona tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

2. Il padre dell’architettura moderna, Le Corbusier (1887-1965) definì Gaudí: “plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”. I cittadini di Barcellona lo battezzarono: “architetto di Dio”.

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3. Nato nella Catalogna meridionale a Reus (ma alcuni sostengono sia nato a Riudoms), Gaudí ha sempre sostenuto i movimenti autonomisti volti alla protezione della cultura della lingua catalana.

4. Brillante architetto fin da giovane, uno dei suoi incontri più importanti fu quello con l’industriale catalano Eusebi Güell che gli commissionò alcune delle sue opere più importanti.

Antoni Gaudì, parco Guell
Antoni Gaudì, Ingresso del parco Guell a Barcellona (Foto di Georges Jansoone –> CC BY 3.0)

5. Tra queste il parco Güell a Barcellona, che costituisce uno splendido esempio dell’onirismo che permea le opere del maestro catalano e della sua capacità di inserire motivi simbolici nei suoi lavori, integrandoli perfettamente con l’equilibrio e l’armonia delle forme.

6. A soli trentuno anni (1883) viene nominato architetto capo per la costruzione a Barcellona del Tempio Espiatorio della Sagrada Familia, una monumentale basilica a cui l’artista dedica tutta la vita. L’opera è rimasta incompiuta (sarà terminata nel 2026), ciò nonostante è il monumento più visitato della Spagna.

7. Dal 1914 Gaudí si ritira dalla vita pubblica per dedicarsi interamente a quest’opera sacra, decidendo di vivere in una stanzetta nel cantiere e conducendo una vita monacale.

8. Ossa, tronchi di alberi, archi naturali, stalattiti, rami: Gaudí, per realizzare la struttura dell’opera prende spunto dagli elementi naturali. Secondo l’architetto catalano infatti, ogni architettura crea un organismo a sé stante e come tale deve ispirarsi alla natura. Questa concezione delle forme avvicina l’arte di Gaudí all’Art Nouveau (in Italia conosciuta come “Stile Liberty”).

Antoni Gaudì, Casa Batlló, Barcellona
Antoni Gaudì, Casa Batlló, Barcellona (Autore foto: Tato Grasso –> CC BY-SA 2.5)

9. Il 7 giugno del 1926 Gaudí viene investito da un tram, i soccorritori, vedendo il suo aspetto dismesso lo scambiano per un vagabondo e lo accompagnano all’ospedale della Santa Croce, un ospizio per mendicanti. Viene riconosciuto solo il giorno dopo dal cappellano della Sagrada Família, ma ormai è tardi. Morirà il 10 giugno. Ai suoi funerali partecipano migliaia di persone. Oggi riposa nella cripta della Sagrada Famiglia.

10. Alcune delle principale opere realizzate da Gaudí a Barcellona sono state inserite nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, tra queste la Casa Vicens; i lavori di Gaudí sulla facciata della Natività e la cripta della Sagrada Familia; Casa Batlló e la Cripta nella Colonia Güel.

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“Il mio cliente non ha alcuna fretta. Dio ha tutto il tempo del mondo.” (Antoni Gaudí, rispondendo a chi gli domandava quando sarebbero terminati i lavori della Sagrada Familia)

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