In due minuti vi raccontiamo la vista del pittore olandese, autore di opere celebri come “La ragazza con l’orecchino di Perla”, “La lattaia” e “La merlettaia

Presunto autoritratto di Vermeer, nel dipinto “La mezzana”

Il volto di una ragazza con uno scintillante orecchino. La bocca socchiusa, uno sguardo timido che cattura lo spettatore, con due iridi che brillano di speranza. Stiamo parlando della Ragazza con l’orecchino di perla, l’opera più famosa di Jan Vermeer. Un soggetto semplice (forse si tratta della figlia dell’artista) che brilla più del ritratto di un sovrano.

Credo che la chiave per comprendere la grandezza di Vermeer sia tutta qui: riuscire a trasformare il quotidiano in qualcosa di immortale. Nelle sue opere sono ritratte soprattutto donne, intente a fare ciò che fanno nella vita di ogni giorno (ricamare, versare il latte ecc.) eppure, grazie alla straordinaria capacità di Vermeer di catturare l’armonia dei colori, quei gesti diventano epici e resteresti a guardarli per ore.

In tutto questo si insinua una domanda: perché consideriamo più importante una persona che si lancia in battaglia verso la morte, di una persona che si prende cura di quello che ha e delle persone che ha attorno? Perché morire in guerra è onorevole, ma farsi carico delle fatiche che ogni giorno compiamo per mantenere le persone a noi care non lo è?

Forse anche Vermeer si era post lo stesso dubbio: proprio lui che non morì in guerra, ma a causa di essa, come scoprirete leggendo la sua storia.

LA VITA E LE OPERE DI JAN VERMEER:
RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Johannes van der Meer (Delft, 31 ottobre 1632 – Delft, 15 dicembre 1675), conosciuto semplicemente come Jan Vermeer, è stato uno dei più grandi pittori olandesi.

È considerato uno degli artisti di spicco del “secolo d’oro olandese”, un periodo nella storia dell’Olanda, che corrisponde circa al XVII secolo, quando il Paese era uno dei punti di riferimento mondiali per il commercio. Tale ricchezza contribuì allo sviluppo della scienza e delle arti, lasciando al mondo in eredità le opere di artisti come Rembrandt e, appunto, Vermeer.

2. Della vita di Vermeer non si sa molto: non ha avuto un’esistenza avventurosa come quelle di Caravaggio o Gauguin, né è stato un pittore famoso, reclamato dalle corti d’Europa. Nato a Delft, probabilmente Vermeer potrebbe aver fatto apprendistato nelle città di Utrecht o Amsterdam, importanti centri artistici dell’epoca.

Quello che sappiamo per certo è che nel 1653 ufficializzò sposò Catharina Bolnes, da cui ebbe ben quindici figli!

Jan Vermeer, La Merlettaia, 1669-1670 circa, Museo del Louvre, Parigi

3. Sempre nel 1653, Vermeer entrò nella Gilda di San Luca di Deft come maestro pittore e, circa dieci anni dopo, venne eletto maestro principale della Gilda.

Tuttavia, non fu certo un artista prolifico: a quanto pare non realizzava più di quattro o cinque dipinti all’anno, un numero piuttosto esiguo per un pittore che doveva mantenere una famiglia così numerosa!

4. Le opere più famose di Vermeer sono riconoscibili per il soggetto e i colori. Vermeer infatti prediligeva rappresentare donne all’interno di case, intente in lavori quotidiani, spesso vestite con abiti che riprendono le tonalità del giallo e del blu. Vedi, ad esempio, La lattaia (1658).

Il blu usato da Vermeer non era un semplice colore blu, ma si trattava del celebre “blu oltremare”, all’epoca costosissimo perché ottenuto dal lapislazzuli. L’artista non rinunciò all’uso di questo colore, anche nei periodi finali della sua carriera, quando versava in ristrettezze economiche.

Jan Vermeer, La lattaia, 1658-1660 circa, Rijksmuseum, Amsterdam

5. Il dipinto più famoso di Vermeer, probabilmente è La ragazza con l’orecchino di perla, realizzato tra il 1655 e il 1656 ed oggi conservato nella Mauritshuis dell’Aia, nei Paesi Bassi. Sicuramente conoscerete quest’opera anche per il romanzo di Tracy Chevalier e il film del 2003 con Scarlett Johansson e Colin Firth.

Altra opera celebre, è La Lattaia, opera del 1658, che potete ammirare presso il Rijksmuseum di Amsterdam. Di questo dipinto colpiscono soprattutto l’armonia e il gesto sereno e fluido della donna intenta a versare il latte: è come se l’artista fosse riuscito a conferire ad un atto semplice e quotidiano la potenza dell’eternità.

Altri dipinti famosi, che vale la pena scoprire, sono L’atelier (Allegoria della pittura), opera realizzata tra il 1666 e il 1667 e custodita al Kunsthistorisches Museum di Vienna e La merlettaia, opera del 1669-1670, che potete ammirare al Louvre di Parigi.

Jan Vermeer, Ragazza con l’orecchino di perla o Ragazza col turbante, 1665-1666 circa, Mauritshuis, L’Aia

6. Le opere di Vermeer colpiscono soprattutto per la magistrale capacità di produrre con realismo gli effetti di luce, a volte con poche pennellate. Come nella sua opera più famosa: La ragazza con l’orecchino di perla, in cui il dettaglio scintillante dell’orecchino riesce ad illuminare l’intero dipinto. Il modo in cui Vermeer trattava la luce ed il colore fu di grande ispirazione per gli Impressionisti,  a distanza di due secoli!

Per ottenere tali effetti, Vermeer adottava una tecnica nota come pointillé, che consisteva nell’applicare sulle tele il colore a punti piccoli e ravvicinati.

7. Oltre alla resa della luce e all’armonia dei colori, un’altra caratteristica peculiare delle opere di Vermeer è l’uso particolare della prospettiva, che pone sempre l’osservatore all’interno della stanza, come intento a spiare l’intimità domestica del soggetto,  ignaro della sua presenza.

Secondo alcuni storici dell’arte, Vermeer per definire la prospettiva in modo così preciso potrebbe aver fatto uso di strumenti innovativi (per l’epoca), come la camera oscura, uno dei primi strumenti fotografici, ma altre opere paiono smentire tale ipotesi. Infatti, un piccolo foro nel dipinto La lettera d’amore (1668), fa pensare che Vermeer definisse la prospettiva facendosi guidare da dei sottili fili legati ad uno spillo.

Jan Vermeer, Lettera d’amore, 1669-1670 circa, Rijksmuseum, Amsterdam

8. Dopo questo excursus sulle opere di Vermeer torniamo alla sua vita. Come potete immaginare, il suo essere così poco prolifico nella creazione di opere non poteva permettergli di vivere vendendo solo quelle. Vermeer, infatti, si guadagnava da vivere anche come mercante d’arte.

9. Purtroppo però, la storia d’Europa entrò prepotentemente nella vita dell’artista, quando nel 1672 Francia e Inghilterra si dichiararono guerra. In tutta Europa ci fu una brusca interruzione dei commerci e l’economia Olandese ne risentì notevolmente, portando al collasso il mercato delle opere d’arte.

Vermeer, che con la vendita di opere doveva mantenere una foltissima famiglia, restò d’improvviso senza alcuna entrata economica e molti debiti. Tutto questo gli causò un grave malessere fisico che nel 1975 a morte prematura, all’età di quarantacinque anni. La moglie, che doveva badare a dieci figli ancora piccoli, fu costretta a dichiarare bancarotta.

Jan Vermeer, Allegoria della pittura, 1666 circa, Kunsthistorisches Museum, Vienna

10. Il nome di Vermeer venne a lungo dimenticato, fino al XIX secolo quando divenne fonte di ispirazione per i pittori realisti, come Courbet e Millet, e per gli artisti impressionisti.

Nel corso del XX secolo le opere di Vermeer vennero trafugate dai nazisti (a quanto pare Hitler era un grande ammiratore dell’artista olandese), in certi casi vennero falsificate (celebre il caso dell’artista olandese Han van Meegeren) e a volte vennero rubate (il caso della Suonatrice di chitarra, del 1974). Tutte testimonianze di una storia, cominciata nel XVII secolo, e destinata a continuare nel tempo.

“Le pitture di Vermeer sono vere nature morte con esseri umani.”

Ernst Gombrich, storico dell’arte

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