In due minuti vi racconto la storia del re della pop art: delle sua scatole di zuppa Campbell’s e del ritratto di Marilyn Monroe.

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Andy Warhol con il suo cane Archie, 1973. Foto di Jack Mitchell (CC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0)

Tutti  conoscono Andy Warhol per quella frase sui quindici  minuti di celebrità. Frase profetica soprattutto oggi, nell’epoca di Youtube e dei social media. Va detto però, per precisione, che probabilmente non fu lui il primo a pronunciare quelle parole; c’è infatti chi sostiene che quella frase abbia un altro padre, il fotografo Nat Finkelstein, a cui Warol l’ha rubata, come farebbe un grande artista (citando Picasso). La verità è che le grandi frasi sono tali in base alla grandezza di chi le pronuncia, e quella frase sulla bocca di Andy Warhol era perfetta. Per questo continuerò ad attribuirla a lui.

Quello che è certo è che le opere di Warhol possono considerarsi  delle icone del nostro tempo: dalle serigrafie di Marilyn  Monroe ai barattoli di minestra Campbell, fino ai ritratti di Mao. Un’altra certezza è che se pensiamo agli ultimi venti anni del XX secolo non possiamo non pensare a lui e a quei suoi ritratti dai colori acidi, fedele fotografia di un mondo rarefatto in cui la realtà aveva i colori di un caleidoscopio. Di lui si è detto e scritto di tutto, io ho provato a spiegarlo in 10 punti.

LA VITA E LE OPERE DI ANDY WARHOL: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. L’americano Andy Warhol (Pittsburg, 1928 – New York, 1987) è probabilmente l’artista più conosciuto della pop art (da “popular art”), movimento artistico che sfrutta le immagini della comunicazione di massa e della pubblicità come fonte di ispirazione.

2. Per questo motivo, una delle tecniche preferite da Andy Warhol è la serigrafia, con cui riproduce in copie identiche il soggetto delle sue opere, fino a svuotarlo di significato. È come se l’opera d’arte si trasformasse in un prodotto, pronto per entrare nelle case delle persone.

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3. Non a caso secondo Andy Warhol, l’arte va “consumata”, come una zuppa di fagioli, un televisore o un abito costoso.

4. Le opere più famose di Andy Warhol sono le serigrafie che ritraggono Marilyn Monroe (1967, sopra) e le serie dei Barattoli della Campbell’s Soup (1962). Tra le sue opere più note ci sono anche i ritratti di Mao Tse Tung (Mao, 1973) e del pugile Muhammad Alì (1977).

Andy Warhol, Campbell's Soup Cans, 1962, Museum of Modern Art. Acquired through the Lillie P. Bliss Bequest, New York, NY
Andy Warhol, Campbell’s Soup Cans, 1962, Museum of Modern Art. Acquired through the Lillie P. Bliss Bequest, New York, NY

5. Andy Warhol ha dato un’importante contributo alla musica rock. È suo il disegno della banana che campeggia sulla copertina di “The Velvet Underground & Nico”(1967), un cult nella storia della musica.

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6. Warhol è stato anche autore di lungometraggi sperimentali, in uno di questi si vede un uomo che dorme per 5 ore e 20 minuti, si tratta di Sleep, opera del 1963 (nel link trovate solo un estratto di 40 minuti circa, sono stato magnanimo). Nel 2004 l’artista e regista britannica Sam Taylor-Wood ne ha tratto ispirazione per la sua video-opera David, in cui la telecamera riprende il riposo del calciatore David Beckam.

7. Negli anni ’60 Andy Warhol fonda a New York la Factory, luogo di incontro di famosi artisti come Bob Dylan, Lou Reed,  Allen Ginsberg e Jean-Michel Basquiat, a cui Warhol affittò uno dei suoi loft nella Grande Mela.

Jean -Michel Basquiat ed Andy Warhol fotografati a New York nel 1985
Jean -Michel Basquiat ed Andy Warhol fotografati a New York nel 1985

8. Oltre che per l’arte, la Factory di Warhol era anche famosa per le sue feste all’avanguardia e trasgressive.

9. Nel giugno del 1968 l’artista Valerie Solanas tentò di uccidere Andy Warhol sparandogli tre colpi di pistola. Warhol si salvò a fatica, ma da quel giorno non fu più lo stesso. La notizia fece scalpore ma per poco tempo, due giorni dopo infatti assassinarono Bob Kennedy.

10. L’ultima opera realizzata da Andy Warhol è Last Supper (1986), ispirata all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Warhol morirà infatti nel 1987 a cinquantanove anni, a causa delle complicazioni sorte in seguito ad un intervento chirurgico alla cistifellea.

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Andy Warhol, Last supper, 1986

“Se raccogliessero tutte le frasi che ho detto capirebbero che sono un idiota e la smetterebbero di farmi domande”.
(Andy Warhol)

Tratto da un mio articolo per il Touring Club Italiano

La mostra

“Andy Warhol. L’arte di essere famosi”
al Palazzo Sant’Elia di Palermo,
dal 19 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018

Info: La mostra di Andy Warhol a Palermo

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