Leonardo, Giotto, Michelangelo, Cimabue, Raffaello: cinque capolavori per raccontare una della festività principali del cristianesimo. 

Amore e passione, morte e mistero: quattro pulsioni che insieme racchiudono l’intero sentire dell’essere umano e in cui si cela (probabilmente) il senso della vita. Il tema della Pasqua nei secoli ha affascinato i più grandi artisti che hanno accettato la sfida di rappresentare con un’opera i più profondi recessi dell’animo umano.

Un’impresa ardua, che diventa una sfida sociale, oltre che artistica e spirituale, se affrontata in secoli nei quali la Chiesa non era solo conforto per l’anima ma aveva il potere di consacrare o destinare all’oblio chi non si dimostrava all’altezza di tale compito. Una pressione enorme alla quale i grandi maestri dell’arte italiana non si sono sottratti, donandoci capolavori immortali, capaci di far suonare le corde dell’anima.

DA GIOTTO A RAFFAELLO: 5 CAPOLAVORI ITALIANI PER RACCONTARE LA PASQUA

Giotto, Domenica delle Palme
Giotto di Bondone, Scena n.26 della “Vita di Cristo”, Cappella degli Scrovegni, Padova

GIOTTO, LA DOMENICA DELLE PALME (XIV secolo)

La Domenica delle palme di Giotto di Bondone  rappresenta il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, con la folla che lo festeggia sventolando rami di palma recisi dagli alberi circostanti.

L’affresco si trova nella Cappella degli Scrovegni, nel centro storico di Padova, considerata uno dei capolavori dell’arte occidentale. L’opera è collocata nel contesto di un intero ciclo di capolavori del maestro toscano che ripercorrono la vita di Gesù (Storie di Cristo) e altri temi (Storie di Gioacchino e di Maria, Virtù e vizi).

Una curiosità: l’opera gli fu commissionata nel 1303 circa da Enrico Scrovegni, ricchissimo banchiere dell’epoca, figlio di Rinaldo Scrovegni, anch’egli banchiere che Dante colloca all’Inferno tra gli usurai.

Leonardo, Ultima Cena
Leonardo da Vinci, Ultima cena, ex-refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie, Milano

LEONARDO DA VINCI, ULTIMA CENA, 1494 – 1498

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è il capolavoro che meglio di tutti rappresenta uno dei momenti più importanti della Pasqua, che la chiesa celebra con il rito della comunione.

L’opera, che si trova a Milano nell’ex-refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie. Non si tratta di un affresco (tecnica che Leonardo pare non amasse) ma è un dipinto a tempera grassa su intonaco. Questa particolare tecnica, insieme all’umidità dell’ambiente, è una delle cause del suo cattivo stato di conservazione. L’Ultima Cena è considerato oggi uno dei capolavori indiscussi dell’arte mondiale.

Negli anni ’80 Andy Warhol ha dato una sua personale interpretazione dell’opera con la sua Last supper.

Cimabue, Crocifisso di Santa Croc
Cimabue, Crocifisso di Santa Croce, Basilica di Santa Croce, Firenze (l’immagine è antecedente al 1966)

CIMABUE, CROCIFISSO DI SANTA CROCE, 1278 – 1288

Il Crocifisso di Santa Croce, che si trova nell’omonima basilica a Firenze, è uno dei capolavori dell’arte medievale, realizzato da Cimabue tra il 1278 e il 1288 (l’attribuzione è incerta).

L’opera, realizzata in legno, ha il pregio di rappresentare un Cristo sofferente e mortale, segnando di fatto una rottura con la maniera bizantina per cui la figura di Cristo era sempre distaccata e regale.

La statua è stata gravemente danneggiata dall’esondazione dell’Arno del 1966 ma oggi, nonostante sia gravemente compromessa, conserva intatto il valore storico e simbolico.

Michelangelo Buonarroti, Pietà del Vaticano
Michelangelo Buonarroti, Pietà del Vaticano, 1497-1499, marmo, basilica di San Pietro in Vaticano, Città del Vaticano

MICHELANGELO, PIETA’ VATICANA, 1407 – 1499

Quando Michelangelo ha realizzato la Pietà Vaticana aveva poco più di venti anni. Basterebbe questo per descrivere questo capolavoro conservato nella basilica di San Pietro in Vaticano a Roma.

L’opera, in marmo, rappresenta Maria che accoglie in grembo il corpo senza vita di Cristo deposto dalla croce. Ebbe un impatto rivoluzionario all’epoca, oltre che per l’elegante dinamismo della composizione, per la scelta di rappresentare le figure in una posa morbida e naturale, cosa assolutamente insolita fino a quel momento.

La Pietà fu gravemente danneggiata nel 1972 quando un folle, eludendo la sorveglianza, le si avventò contro con un martello al grido “I am Jesus Christ, risen from the dead!” (“Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte!”).

Raffaello Sanzio, Resurrezione
Raffaello Sanzio, Resurrezione di Cristo, Museo d’Arte di San Paolo, Brasile

RAFFAELLO, RESURREZIONE DI CRISTO (1501 – 1502)

Tiziano, Caravaggio, Piero della Francesca: tutti i più grandi artisti si sono misurati con il tema della Resurrezione di Cristo, ma tra tutte le opere quella di Raffaello (1501-1502 circa) spicca per l’armonia dei colori e la delicatezza delle figure.

Nel dipinto ligneo del maestro di Urbino, Cristo è rappresentato nel momento dell’ascensione al cielo. L’opera si trova al Museo d’Arte di San Paolo, in Brasile, acquisita dal “ruspante” (e controverso) direttore dell’epoca, l’italiano Pietro Maria Bardi. È l’unica opera di Raffaello che ad oggi si trova nel Sud del mondo.

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