In questo terzo appuntamento vi raccontiamo la storia tra Chagall e Bella e del loro amore tenero e genuino, che permetteva loro di volare. 

Ci sono amori tormentati, come quello tra Modigliani e Jeanne, ci sono amori fatti di stima e devozione come quello tra Renoir e Aline, e poi c’è l’amore sincero, tenero e spontaneo, quello che aiuta gli amanti a restare per sempre bambini, quello che li aiuta a volare via, a vivere un sogno che pare non debba finire mai.

L’amore tra Marc Chagall e Bella Rosenfeld è un amore di questo tipo, tenero e sincero. Per questo ho deciso di raccontarlo.

La storia tra Chagall e Bella è la terza delle sei storie di amore che dimostrano come l’arte sia figlia della passione, e che per passare alla storia bisogna avere il coraggio di affidarsi al proprio cuore senza timore, perché in fondo è la passione la tavolozza che riempie di colore le nostre vite.

MARC CHAGALL E BELLA ROSENFELD

Marc Chagall e Bella Rosenfeld sono nati entrambi a Vitebsk, nell'attuale Bielorussia
Marc Chagall e Bella Rosenfeld sono nati entrambi a Vitebsk, nell’attuale Bielorussia

1. Il primo incontro.

Marc Chagall ha ventitré anni quando nel 1909 incontra Bella a San Pietroburgo per la prima volta. Lui è un artista sognatore, con un casco di riccioli spettinati e lo “sguardo di una volpe negli occhi azzurro-cielo” (come scriverà di lui Bella qualche anno dopo). Bella è una studentessa brillante di quattordici anni, si trova a San Pietroburgo grazie ad una borsa di studio.

Sono entrambi di Vitebsk, piccolo Paese nell’attuale Bielorussia. Tra i due è amore a prima vista. Chagall racconterà di essere rimasto subito incantato da quella ragazza con la pelle d’avorio e grandi occhi neri.

A quel primo incontro ne seguiranno altri, vissuti sotto il cielo di Vitebsk, il piccolo paese natio che sarà la culla del loro amore.

Marc Chagall, Sopra la città, 1918, Olio su tela di 56 x 45 cm. Galleria Tretyakov
Marc Chagall, Sopra la città, 1918, Olio su tela di 56 x 45 cm. Galleria Tretyakov

3. La nascita di Ida.

Un anno dopo quel primo incontro con Bella, nel 1909, Chagall va a vivere a Parigi. Rimarrà in Francia fino al 1915 quando decide di tornare a Vitebsk per sposare Bella. Nel 1916 nascerà la loro figlia: Ida.

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Marc Chagall, Le fragole, 1916 (In alto a sinistra si nota la piccola Ida, nel seggiolone)

3. Gli anni della passione

È l’amore tra Marc e Bella che ispirerà alcune delle opere più celebri dell’artista. Una tra le più note è La passeggiata (1917), dipinto che meglio di ogni parola riesce a descrivere la leggerezza che riesce a infondere un amore sincero nel cuore degli amanti.

Bella si libra in cielo gioiosa, mentre Marc le stringe la mano per non farla volare via. Nell’altra mano l’artista protegge un piccolo uccello, simbolo dell’amore innocente, mentre a terra giace una bottiglia di vino, simbolo di passione. Innocenza e passione: le due componenti necessarie per un amore perfetto.

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1. Marc Chagall, La passeggiata, olio su tela, 1917-1918, Museo di Stato Russo, San Pietroburgo

Molti non lo sanno ma Bella Rosenfeld era una scrittrice di talento. Se oggi infatti conosciamo alcuni dei dettagli più teneri della loro storia è proprio grazie agli scritti di Bella, come quello in cui descrive la genesi di una delle opere più famose di Chagall: Compleanno.

Marc Chagall, Compleanno
Marc Chagall, Compleanno, 1915, olio su tela, 81×100 cm, Museum of Modern Art, New York

È il giorno del compleanno di Marc. Bella, per celebrarlo, comincia a riempire la loro piccola casa di fiori, mentre l’amato è intento a dipingere. A questo punto comincia la storia di Bella:

«Non muoverti, resta dove sei…».Non riesco a stare ferma. Ti sei gettato sulla tela che vibra sotto la tua mano. Intingi i pennelli. Il rosso, il blu, il bianco, il nero schizzano. Mi trascini nei fiotti di colore. Di colpo mi stacchi da terra, mentre tu prendi lo slancio con un piede, come se ti sentissi troppo stretto in questa piccola stanza. Ti innalzi, ti stiri, voli fino al soffitto. La tua testa si rovescia all’indietro e fai girare la mia. Mi sfiori l’orecchio e mormori: «Fuori il cielo ci chiama! ».

4. La fuga dall’Europa e il dramma.

Entrambi di origini ebraiche, Marc Chagall e Bella Rosenfeld dovettero sempre fare i conti con l’antisemitismo. Dalle persecuzioni da parte dello zar negli anni della giovinezza ai letali “rastrellamenti” nazisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

La coppia viveva a Parigi quando i tedeschi occuparono la città. Solo grazie all’aiuto di giornalisti e personalità di spicco i due riuscirono a lasciare la Francia per fuggire negli Stati Uniti nel 1941.

In America però, un nemico molto più potente del nazismo e assolutamente più spietato costringerà Chagall ad arrendersi, straziandone il cuore. Il due settembre 1944 Bella muore, a causa di un’infezione virale. Marc per anni smetterà di dipingere, distrutto dal ricordo.

“Per anni il suo amore ha influenzato la mia pittura… Bella scriveva come viveva, come amava, come accoglieva gli amici. Le sue parole, le sue frasi sono una patina di colore sulla tela… Le cose comuni, le persone, i paesaggi, le feste ebraiche, i fiori – questo era il suo mondo, questi erano i suoi soggetti… Poi a un tratto, un rombo di tuono, le nuvole si aprirono alle sei di sera del 2 settembre 1944, quando Bella lasciò questo mondo. Tutto è divenuto tenebre” (Chagall)

Marc Chagall e Bella a Parigi tra il 1938 e il 1939 (© Chagall ® SABAM Belgium 2015)
Marc Chagall e Bella a Parigi tra il 1938 e il 1939 (© Chagall ® SABAM Belgium 2015)

5. Il ricordo di Marc Chagall

Uno dei quadri più toccanti ma meno conosciuti di Chagall è La notte verde, opera del 1952.

Bella è morta ormai da otto anni ma Marc non riesce a dimenticarla, così la ritrae in quest’opera. L’artista ha il volto rosso per la disperazione e le lacrime, così Bella torna sulla terra per consolarlo, nel suo abito bianco, come quello degli angeli.

Nell’opera ci sono altre figure alle quali l’artista è molto legato: l’ebreo errante, il bue e la città di Vitebsk. È un’opera che parla di un passato che non c’è più e che nel ricordo dell’artista assume ormai una parvenza onirica, irreale.

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Marc Chagall, La notte verde, 1952, olio su tela, 71 cm × 58 cm, collezione privata

Per conoscere la vita e le opere di Marc Chagall

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