In due minuti vi raccontiamo la vita di Renoir, maestro dell’impressionismo, nelle cui opere traspare tutta l’energia della vita bohemien.

Energia, gioia di vivere, spensieratezza: le opere di Pierre-Auguste Renoir sono un inno all’ottimismo. Sembra urlino alla vita che si può essere felici anche quando i soldi scarseggiano e la carriera stenta a decollare, perché le gioie che rendono uniche le giornate, in fondo, non si pagano se non con il cuore.

Renoir ha condiviso con i suoi colleghi e amici artisti la sfida che l’impressionismo ha dovuto affrontare prima di affermarsi nel panorama artistico. Ha condiviso con loro la miseria e le difficoltà, ma anche le serate ubriache, nella Parigi bohemien di fino Ottocento. Per questo i personaggi delle sue opere paiono danzare, come se si potesse rimanere giovani per sempre, come se non bastasse tutto il denaro del mondo per pagare una mattinata spensierata con gli amici, al circolo dei canottieri.

Pierre-Auguste Renoir, Autoritratto, (1876), Fogg Art Museum
Pierre-Auguste Renoir, Autoritratto, (1876), Fogg Art Museum

LA VITA E LE OPERE DI PIERRE-AUGUSTE RENOIR: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Il pittore francese Pierre-Auguste Renoir (1841 – 1919) è considerato uno dei massimi esponenti dell’impressionismo. Le sue opere sono uno specchio della vita bohemien di fine Ottocento, pervasa da gioia di vivere, povertà e amore per l’arte.

2. Per “bohemien” si intende lo stile di vita anticonformista di artisti, scrittori e musicisti europei di fine Ottocento, che vivevano nei quartieri poveri delle capitali, rifiutando i valori imposti dalla società del tempo. La passione per l’arte, la promiscuità sessuale e l’abuso di alcol e droghe spesso accompagnavano le loro esistenze. Sarà l’opera La bohème di Giacomo Puccini a rendere immortale questo movimento.

Pierre-Auguste Renoir, La Bohémienne, Alte Nationalgalerie, Berlino (Germania)
Pierre-Auguste Renoir, La Bohémienne, Alte Nationalgalerie, Berlino (Germania)

3. Renoir dimostra di amare l’arte fin da bambino, così il padre lo indirizza alle decorazioni delle porcellane, per permettergli di esercitare il suo talento. A ventuno anni (1862) entra nell’Ecole des Beaux-Arts dove conosce Alfred Sisley, Frédéric Bazille e Claude Monet. Quest’incontro sarà fondamentale per la vita del giovane Renoir e per i destini dell’arte europea.

4. Questi giovani artisti decidono di abbandonare la pittura in studio per andare a dipingere all’aperto (en plein air), per catturare l’essenza delle luce e dei colori. Spesso Renoir trascorreva intere giornate in compagnia di Monet con i cavalletti affiancati per riprendere lo stesso paesaggio e poi confrontare le opere una volta ultimate.

5. C’è anche Renoir tra gli artisti che il 15 aprile del 1874 esposero le loro opere nella mostra allestita presso la galleria del fotografo Nadar a Parigi, dando vita ufficialmente all’impressionismo.

Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette, 1876, 1,31 m x 1,75 m, colore ad olio, Museo d'Orsay di Parigi
Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette, 1876, 1,31 m x 1,75 m, colore ad olio, Museo d’Orsay di Parigi

6. La giovinezza di Renoir è segnata dalle ristrettezze economiche, da amicizie intense e dalla compagnia di voluttuose modelle. Renoir riuscirà a cogliere l’energia di questi corpi giovani e dalle forme generose nelle sue opere, che sono un inno alla gioia di vivere e alla spensieratezza.

7. Nel 1890 Renoir sposerà proprio una delle sue modelle, Aline Victorine Charigot, che aveva conosciuto nel 1880. Da lei avrà tre figli: il secondo, Jean, diventerà un famoso regista. Renoir ritrarrà Aline in molte delle sue opere più famose, nel dipinto La colazione dei canottieri, è lei la graziosa ragazza con un cagnolino tra le braccia.

Pierre-Auguste Renoir, Il pranzo dei canottieri
Pierre-Auguste Renoir, Il pranzo dei canottieri, 1880-1882, olio su tela, 129,5×172,5 cm, Phillips Collection, Washington

8. L’artista, nonostante frequenti altre donne e amanti, resterà sempre legato ad Aline. Si racconta che un giorno, contemplando l’amata in posa, Renoir lasciò cadere in terra il pennello dichiarando: “Perché stancarsi, quando ciò che vorrei realizzare esiste già?”.

9. È negli anni della maturità che Renoir ottiene il successo meritato, tanto che nel 1900 viene insignito della legion d’onore, massimo riconoscimento della repubblica francese.

10. Renoir continua a dipingere anche quando, ormai vecchio e colpito da artrite reumatoide è costretto su un sedia a rotelle. Per realizzare il suo ultimo capolavoro, Le bagnanti (1919), si fa legare il pennello al polso perché non gli cada dalla mano ormai malferma.

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“Per me, un dipinto deve essere una cosa amabile, allegra e bella, sì, bella. Ci sono già abbastanza cose noiose nella vita senza che ci si metta a fabbricarne altre. So bene che è difficile far ammettere che un dipinto possa appartenere alla grandissima pittura pur rimanendo allegro. La gente che ride non viene mai presa sul serio.” (Pierre-Auguste Renoir)

Pierre-Auguste Renoir, Le bagnanti, 1918-1919, olio su tela, 60×110 cm, Museo d'Orsay, Parigi
Pierre-Auguste Renoir, Le bagnanti, 1918-1919, olio su tela, 60×110 cm, Museo d’Orsay, Parigi
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