5 opere d’arte per raccontare il maestro dell’Art Nouveau: dal celebre Bacio, alle sue “femmes fatales”: eleganti, sinuose e ricoperte d’oro

di Sabrina Sedda

Il pittore austriaco Gustav Klimt, considerato uno dei più importanti esponenti dell’Art Nouveau, nasce a Vienna nel 1862. Il padre è un orafo e la madre è una donna colta operante nel campo della musica lirica. Probabilmente è per questo che Klimt matura un gusto particolare per l’eleganza e le nobili tinte dorate che rendono le sue opere immediatamente riconoscibili.

I dipinti di Klimt rivelano un mondo immaginario, fatto di colori accesi, brillanti, forme eleganti e sinuose,  in cui la donna riscopre una nuova femminilità e audacia. L’arte di Klimt prende ispirazione dalla natura e utilizza linee curve e forme ondulate, con un grande uso della decorazione.

Anno cruciale nella carriera artistica di Klimt è il 1897, quando l’artista è a capo della Secessione viennese, movimento culturale che aveva tra i suoi intenti quello di discostarsi dall’arte del passato, accademica, e di creare una nuova concezione di arte che regalasse al pubblico dei dipinti che raffigurassero uno stato interiore, misterioso, arcano e meraviglioso. Dopo questa breve introduzione, siete pronti per scoprire l’arte di Gustav Klimt attraverso 5 opere famose.

QUI TROVI L’ARTICOLO SULLA VITA DI KLIMT, RACCONTATA IN DUE MINUTI

Gustav Klimt, in una foto del 1914

5 OPERE FAMOSE PER RACCONTARE L’ARTE DI GUSTAV KLIMT

1. Gustav Klimt, Giuditta I, 1901, Osterreische Galerie Belvedere, Vienna     

Gustav Klimt, Giuditta I, 1901, olio su tela, 84×42 cm, Österreichische Galerie Belvedere, Vienna

Questo primo dipinto appartiene al periodo aureo di Klimt, in cui appare già evidente il fascino che l’artista nutriva per i mosaici bizantini. Come possiamo vedere nel dipinto, è l’oro l’elemento centrale in questo dipinto mentre le forme, piatte e bidimensionali, rimandano alle raffigurazioni della figura umana nella cultura bizantina.

Il soggetto del dipinto rappresenta il potere di seduzione delle donne, che in quegli anni riscoprivano una nuova femminilità e indipendenza: Klimt rappresenta l’interiorità della donna della Belle époque come una femme fatale, con una grande carica erotica ed uno sguardo che sembra sfidare il suo osservatore.

2. Gustav Klimt, Il Bacio, 1907-1908, Osterreische Galerie Belvedere, Vienna

Gustav Klimt, Il Bacio, 1907–1908, 1,80 m x 1,80 m, Österreichische Galerie Belvedere

Sicuramente è l’opera più conosciuta di Gustav Klimt, diventata una vera e propria icona. Nel dipinto i due amanti sono immersi in un luogo etereo; la donna si lascia completamente abbandonare, mentre l’uomo la tiene con affetto e protezione. Con quest’opera Klimt intende celebrare la potenza dell’eros, capace di trovare una sintesi all’antitesi tra sesso maschile e sesso femminile. Il pittore austriaco esalta le differenze tra uomo e donna: le mani di lui sono nodose e scure, mentre il volto di lei è lucente.

Inoltre, Klimt inserisce elementi geometrici per ricalcare le diversità. Nell’abito di lui sono presenti forme sono squadrate e rigide, nelle tonalità del nero, mentre gli elementi nella veste di lei sono circolari e sinuose, e variopinte.  Anche qui si può osservare l’influenza dei mosaici bizantini, l’uso dell’oro e la bidimensionalità delle figure che risultano piatte e prive di profondità.

3. Gustav Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer, 1907, Neue Galerie, New York

Gustav Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer, 1907, Neue Galerie, New York

Il soggetto di questo dipinto di Klimt è Adele Bloch-Bauer, figlia di un imprenditore, sposatasi con un ricco industriale. Nell’opera Adele viene rappresentata immersa nell’oro: questo, infatti, è l’ultimo nonché il più rappresentativo dipinto del periodo aureo di Klimt. Le uniche parti della donna visibili sono le mani, lo scollo e il volto della donna.

Klimt inserisce elementi bizantini, decorativi e simbolici: viene rappresentato più volte, nell’abito della donna, l’occhio di Horo, simbolo egiziano, sinonimo di prosperità e potere regale.

Piccola curiosità: il dipinto, durante la Seconda Guerra Mondiale, venne trafugato dai nazisti. L’opera venne rivendicata solo nel primo decennio del 2000 dalla nipote della Bauer, sfuggita ai nazisti, dopo una lunga battaglia legale.

4. Gustav Klimt, Le tre età della donna, 1905, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma

Gustav Klimt, Le tre età della donna, 1905, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma

Quest’opera, tra le più famose di Klimt, rappresenta le tre fasi della donna. La donna anziana ha il corpo affievolito e la schiena curva dal pesante lavoro svolto durante la sua vita. La giovane ha dei capelli arricchiti da fiori a simboleggiare la vitalità della sua esistenza, la pelle è bianca e luminosa. La bambina, rappresentata anch’essa con una pelle radiosa, ha delle guance rosa e dorme appoggiata alla giovane donna.

L’anziana rimane nello sfondo, quasi a simboleggiare la sua imminente dipartenza, presumibile anche dalla prevalenza del nero, mentre in primo piano ad immergere la giovane donna e la bambina vi sono elementi decorativi e dorati.

5. Gustav Klimt, Giuditta II, 1909, Galleria internazionale d’arte moderna, Venezia

Gustav Klimt, Giuditta II, 1909, Galleria internazionale d’arte moderna, Venezia

In questo dipinto di Klimt il soggetto viene volutamente “allungato” nelle proporzioni, in modo da conferirgli un’estrema eleganza e sinuosità. Vi sono due volti: in evidenza quello di Giuditta, eroina ebrea che liberò la città di Betulia dagli Assiri, mentre in basso vi è la testa di Olofene, da lei mozzata (la scena biblica viene rappresentata anche da Caravaggio).

Pur appartenendo all’età aurea, l’opera presenta molteplici differenze con le precedenti. Il corpo non è più avvolto nell’oro, che rimane a delimitare l’intero dipinto, mentre la veste è decorata con colori forti, mentre anche in questo casi sono presenti elementi chiave dell’arte di Klimt: la bidimensionalità del soggetto, le linee sinuose e la carica erotica. Ancora una volta, Klimt riesce ad isolare in uno spazio aureo la figura, rendendola immortale.

La mostra

“Klimt. La Secessione e l’Italia
Al Museo di Roma
fino al 27 marzo 2022

Info: www.museodiroma.it

    

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