C’è il gioco che entra nell’arte, come soggetto e come scenario, ma anche l’arte che entra nel gioco. Lo dimostrano gli ultimi sviluppi nell’industria del gambling e del gaming. Scopriamo quali.

Il primo fu Michelangelo Merisi da Caravaggio, nel 1594, seguito alla fine dell’Ottocento da Paul Cezanne. Stiamo parlando dei quadri con tema il gioco. Erano i “Bari” per il grande artista italiano, oggi esposto al Kimbell Art Museum di Fort Worth, negli Stati Uniti, e dei “Giocatori di Carte”, opera che è stata acquistata dal Museo Nazionale del Qatar.

La storia d’amore tra arte e gioco, insomma, non è nuova e passa anche attraverso il quadro espressionista di Edward Munch, che durante il suo viaggio in Francia dipinse “Al tavolo della roulette a Montecarlo”, oppure per Fernand Leger, che tra cubismo e impressionismo dipinse nel 1917 il bellissimo “Soldati che giocano a carte”, con la Prima Guerra Mondiale a fare da sfondo.

Negli ultimi anni però il rapporto di influenza tra arte e gioco si è invertito. Ci ha spiegato come Giada Benazzi, di GamingReport.it: “Il mondo del gambling, insieme a quello del gaming, sono sempre alla ricerca di nuovi temi, di nuovi argomenti, di nuovi scenari per sviluppare i propri videogiochi, le proprie slot machine. E l’arte, i quadri, i suoi artisti, sono un patrimonio imperdibile. Sono tantissime, infatti, le slot a tema artistico sviluppate dalle più importanti software house internazionali e distribuite nelle piattaforme di gioco online, come i casinò italiani: da Punk Toilet a Return To Paris, passando per Da Vinci’s Treasure e Van Gogh.

Van Gogh, armato con spada…e tavolozza, che combatte contro i pipistrelli

Tutto l’universo legato al grande pittore olandese, Vincent Van Gogh, stuzzica da sempre la fantasia di programmatori e game designer”, spiega ancora Giada Benazzi di GamingReport.it. E infatti lo dimostra il videogame Starry Knight, creato da Peace Blvd Games e pubblicato nel dicembre 2021. Un vero e proprio gioiello, che trasporta il giocatore nel mondo di Van Gogh, anche quello più intimo e personale, fatto di paure, insicurezze, ansie. Un viaggio tra l’arte e nell’arte, nella vita intima dell’artista. “In questo modo l’industria del gioco si unisce ad altre prospettive artistiche, come già successo con la letteratura, il cinema, le serie tv e come accade anche con la storia, con l’archeologia”, conclude la caporedattrice di GamingReport.

E chissà che un domani tra i tanti tipi di arte non possa essere annoverato anche il gaming. Che a pensarci bene è un modo di rappresentare la realtà e di comunicarla a qualcuno.

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