5 opere d’arte per raccontare uno dei più noti artisti contemporanei: 5 opere provocatorie, a volte divertenti ma sempre dirompenti. Dalla famosa banana alla Biennale che non c’è mai stata

di Sabrina Sedda

Ironico, anticonformista, provocatorio, divisivo, famoso: Maurizio Cattelan è uno degli artisti più noti nel panorama dell’arte contemporanea, grazie ad opere che spesso fanno discutere, a volte fanno litigare pubblico e critica ma di certo non passano mai inosservate.

Tra le numerose opere realizzate da Cattelan nella sua carriera ne ho scelte 5 che, oltre ad essere tra le opere principali dell’artista veneto, raccontano molto del suo stile inconfondibile.

Cattelan in Piazza della Borsa a Milano
Cattelan in Piazza della Borsa a Milano. Sullo sfondo è visibile l’opera L.O.V.E. (Autore: Espyyyy, CC BY-SA 3.0)

5 OPERE FAMOSE PER RACCONTARE L’ARTE DI MAURIZIO CATTELAN

1. Maurizio Cattelan, Comedian (La banana), 2019

Maurizio Cattelan, Comedian (La banana), 2019
Maurizio Cattelan, Comedian (La banana), 2019

La prima volta che ho visto “la banana appiccata al muro con lo scotch” ho pensato: cos’è questa cosa? Si può considerare arte? La riposta è stata: sì, è arte contemporanea. Così ho iniziato una lunga ricerca per comprendere questa opera, e per capire perché se ne parlasse così tanto. Ma soprattutto, perché valesse così tanto (120.000 dollari).

La prima cosa che mi ha colpito è che quest’opera che ha fatto il giro del mondo, ora già non esiste più (almeno non nella sua versione originale).

A questo punto mi sono chiesta: che cosa sarebbe stato di quella banana se non avesse percorso così velocemente il globo grazie alle nuove tecnologie?

Se non ci fosse stato il mondo del web solo pochi eletti avrebbero avuto modo di vedere l’opera Comedian (nota più semplicemente come La banana). Perché è un’opera che contiene dentro di sé, per la sua stessa natura, il processo di deterioramento, morte, sparizione, oblio. Ma ecco che in suo aiuto è arrivata la tecnologia. Prima la fotografia, poi i social network e infine i mass-media che, facendo “rimbalzare” la notizia, hanno tenuto in vita l’opera, rendendola immortale.

Ecco perché La banana di Cattelan è un’opera che ha un significato più profondo di quanto non si possa credere ad una prima lettura e che diventa chiave dei lettura della nostra società attuale, in cui l’arte è spesso qualcosa di effimero, passeggero, che fa il giro del mondo senza muoversi tra i vari musei, e gallerie, e che contiene per sua natura il deterioramento.

2. Maurizio Cattelan, L.O.V.E. (Il dito), 2010, Piazza Affari, Milano

Maurizio Cattelan, Love, 2011
Maurizio Cattelan, Love, 2011

Questa è una scultura di una mano col dito medio eretto. Sì, un dito medio. Ma non è interessante tanto il gesto, quanto il luogo in cui è collocato: davanti a piazza affari a Milano, il centro dell’economia italiana.

E così possiamo ammirare uno scontro tra titani. Da una parte il capitalismo, dall’altra, l’arte.

L’opera di Cattelan ricorda il surales che realizzò Diego Rivera al Rockefeller Plaza di New York, grattacielo della famiglia più ricca di America (al tempo). Rivera nel suo murales disegnò la lotta tra capitalismo e comunismo, inserendo nel murales niente di meno che un ritratto di Lenin. I Rockfeller pagarono l’artista fino all’ultimo centesimo… e poi cancellarono l’opera.
Per fortuna l’opera di L.O.V.E. di Cattelan ha avuto miglior sorte e oggi è ancora lì.

Non è un particolare da poco, visto che l’8 marzo 2021, in occasione della Giornata della Donna, l’artista Tresoldi è intervenuto sull’opera dipingendo con uno smalto rosa brillante l’unghia del dito medio alzato, per omaggiare il movimento femminista Non una di meno.

Un gesto che ha integrato il senso dell’opera, dandogli una sfumatura diversa e dimostrando come l’arte contemporanea sia in continuo divenire, e ogni opera diventa punto di partenza per nuove riflessioni.

3. Maurizio Cattelan, A perfect day, 1999

Maurizio Cattelan, A perfect day,
Maurizio Cattelan, A perfect day, 1999

Alessandro Cattelan è noto anche per le sue performance artistiche. A perfect day è una di queste. Con la complicità del suo gallerista ha realizzato un’opera emblematica, fonte di domande, perplessità e riflessioni.

In occasione di una mostra ha incollato al muro un uomo con del nastro adesivo. I visitatori quindi si sono trovati di fronte una persona “appesa” come un dipinto. Il giorno non fu propriamente “perfetto” per il performer che, dopo qualche ora, perse i sensi e venne tirato giù per essere condotto al pronto soccorso.

Ah, chi era il malcapitato della performance di Cattelan vi starete domandando (o forse no), beh, era proprio il suo gallerista, Massimo De Carlo.

4. Maurizio Cattelan, La Sesta Biennale di Caraibi, 1999

Il catalogo della Biennale di Caraibi
Il catalogo della Biennale di Caraibi

Cattelan non finisce mai di stupire. Nel 1999 ha organizzato una finta Biennale ai Caraibi, con tanto di budget, catalogo, lista di artisti e organizzando una conferenza stampa. Ovviamente la Biennale non era mai esistita, e l’opera consisteva in due settimane di villeggiatura gratis per gli artisti invitati e nessuna opera esposta. Giornalisti e invitati vennero a conoscernza dell’insesitenza dell’evento solo dopo essere giunti sul luogo prefissato.

Beh, in questo caso, potremmo tirare in ballo Dalì, quando disse: il surrealismo sono io.

5. Maurizio Cattelan, Lavorare è un brutto mestiere, 1993

Maurizio Cattelan, Lavorare è un brutto mestiere
Maurizio Cattelan, Lavorare è un brutto mestiere

Nel 1993 Cattelan viene invitato a partecipare alla 46° Biennale di Venezia, affidandogli uno spazio in cui esporre le proprie opere. Un riconoscimento tra i più prestigiosi a livello internazionale per qualunque artista.

Sapete cosa ha fatto Cattelan? Ha affittato lo spazio ad un’agenzia pubblicitaria che ha usato gli spazi per promuovere un profumo. Praticamente Ceattelan è riuscito a mettere insieme nel modo più evidente Arte e Marketing, così vicini negli intenti tanto da confondersi.

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