In due minuti vi raccontiamo la mostra al Palazzo della Meridiana di Genova, che parla di arte, passione e sentimento

Di Gabriele Vallarino,
Giornalista per La Stampa e altre testate, autore del blog Fattore Arte

Il nome completo della mostra è “Amore, passione e sentimento, da Hayez a Cremona e Previati” e l’intento è raccontare cent’anni di amore: dagli inizi dell’800 a quelli del 900.

La mostra genovese, visitabile fino al 6 gennaio 2020, è organizzata dall’associazione Amici di Palazzo della Meridiana (sede dell’allestimento) e curata da Simona Bartolena, che offre uno sguardo mai banale, ricco di spunti per il nostro oggi: 

“D’altronde – spiega la curatrice – è nell’800 che, nel bene o nel male, più che mai ci sono le nostre radici, nasce l’industrializzazione, quindi, la società si fa simile a quella contemporanea, con tutte le questioni sociali, demografiche, femminili.”

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Nessun quadro inflazionato sui social network né sui libri di scuola, 55 su 60 opere provengono da collezioni private: occasione per stupirsi, senza incastrarsi sul “già saputo”.

La mostra dal tema così semplice in realtà semplice non è. È un percorso binario.

Da una  parte il percorso segue la storia dell’arte: qualche opera dall’alone neoclassico settecentesco, poi, da più angolature, si affronta il romanticismo per finire con un po’ di futuro Art nouveau novecentesco.

Dall’altra, le opere sono state scelte primariamente per la loro iconografia amorosa e, di aiuto nella visione della mostra, per ogni quadro c’è una parola chiave come ad aprire la serratura della tela. “Coccole, primavera, tradimento, lussuria, gelosia, romanzo”, parole che come torce illuminano un preciso angolo dell’opera.

Un secolo di baci

Due baci a confronto. Quello dipinto da Francesco Hayez e quello di Gaetano Previati. Ci passa un secolo tra i due. Ma non solo cronologico. Ci passa un secolo di idee, pensieri, azioni.

Basta un bacio per capire quanto sia cambiata la società: la figura femminile di Hayez, in una mezza genuflessione e con le braccia che le stringono il petto, mostra pudore, timidezza, esattamente al contrario, la Giulietta di Previati è audace, in piedi. Insomma, non è ritirata sul balcone ma gestisce la scena, piegandosi sul Romeo che in ginocchio è travolto dal bacio. C’è da sottolineare, poi, che l’acquerello di Hayez, un grazioso tondo, è – come dire – il prequel del Bacio noto a tutti: è stato realizzato antecedentemente all’opera di Brera, se pur nello stesso anno, 1859.

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Gaetano Previati, Bacio, olio su cartone
Gaetano Previati, Bacio, olio su cartone

Amori disincantati

Gli scrittori nell’800 amano scrivere romanzi d’amore e anche col pennello abbondano le passioni. Con il secolo romantico ci si scrolla di dosso la magia:

“Se nei quadri del 600-700 troviamo le vicende sentimentali delle opere di Ariosto, di Tasso o della mitologia classica, quindi amori legati a sortilegi o negati da divinità invidiose – spiega Bartolena – adesso i dipinti amorosi hanno trame più terrene, come vediamo nella prima sala con “Pia dei Tolomei” di Stefano Ussi uccisa dal marito perché potesse sposarsi con un’altra donna o “Valenza Gradenigo al cospetto dell’inquisitore suo padre” di Hayez, davanti all’Inquisizione di Venezia perché ha tentato di salvare l’uomo da lei amato: il senatore Antonio Foscarini, condannato per tradimento“.

Stefano Ussi, Pia dei Tolomei, olio su tela
Stefano Ussi, Pia dei Tolomei, olio su tela

Storie che mettono in luce come nei quadri ottocenteschi non manchino figure femminili forti, “come del resto in letteratura abbiamo la monaca di Monza. Figure che mostrano il bisogno della borghesia di fuggire dal perbenismo e dal moralismo”. 

Se in sala il tema dell’amore è evidente in “Dante e Virgilio incontrano Paolo e Francesca” di Giuseppe Frascheri, abbracciati nel girone dei lussuriosi, ci si potrebbe chiedere, che cosa ci sia di passionale ne “La lettura di un romanzo” di François Millet.

Le parole di Rousseau ci aiutano a comprendere meglio il parallelismo tra queste due opere. È del filosofo francese la frase ‘Nessuna fanciulla casta ha mai letto un romanzo’. Si pensava infatti che i libri potessero corrompere la morale delle ragazze. Ecco spiegato il significato amoroso dietro ai tanti personaggi che sfogliano lettere e libri.

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Francois Millet, La lettura di un romanzo
Francois Millet, La lettura di un romanzo, olio su tela

Due visionari

La seconda sala è un focus su due pittori – da riscoprire – desiderosi di superare la tradizione accademica e che saranno presi a modello nella futura stagione scapigliata.

Si tratta di Giovanni Carnovali, detto il Piccio, nella cui “Arianna abbandonata” o in “Amore e Psiche” si capisce la voglia di novità: colori dai forti intenti luministici e pennellata libera, quasi impressionista. E poi Federico Faruffini, pittore dalla vita tormentata, si suicidò a 36 anni.

La continua ricerca di se stesso si vede anche nella “dicotomia della sua produzione: da una parte quadri dal gusto classico, come “Amanti veneziani”, dall’altra moderni, visionari, con grande libertà di tocco, come “Tentazione (Faust e Margherita)”.

Federico Faruffini, Tentazione. Faust e Margherita, olio su tela su cartoncino
Federico Faruffini, Tentazione (Faust e Margherita), olio su tela su cartoncino

Amore sensuale

Tanto la poesia scapigliata è cupa e macabra, tanto la sua pittura “è languida, idilliaca, dalla dolcezza laccata, estetizzante”. Nella terza sala sono in mostra gli scapigliati: la straordinaria capacità di colore in “Un falconiere” di Tranquillo Cremona o lo sguardo erotico della ragazza vestita da paggetto in “Estasi” di Luigi Conconi.

Tranquillo Cremona, Un falconiere
Tranquillo Cremona, Un falconiere, olio su tela

In questa sala si trovano tante sfumature del corteggiamento, contornate da altrettante sfumature di verde, infatti, è la passeggiata all’aperto il tema ricorrente. Come Idillio nel parco sulle colline fiorentine” del macchiaiolo Lorenzo Gelati o “Gli amanti” di Pompeo Mariani o ancora “Cacciatore galante” di Silvio Allason.

Silvio Allason, Cacciatore galante, olio su tela
Silvio Allason, Cacciatore galante, olio su tela

E tra queste pareti c’è anche una finestra di simbolismo con Previati e Segantini; con le loro sperimentazioni, traghettano dalla Scapigliatura alle Avanguardie. 

Amore di moda

La quarta sala è quella salottiera, “nel senso che ci sono i quadri che animavano i salotti della borghesia nella seconda metà dell’Ottocento”. E cosa andava di moda sopra un divano? Di sicuro il tema del matrimonio, come quello di Giuseppe Barbaglia, “molto manzoniano, col ritratto di Vittorio Emanuele II e una libreria in bella vista”. 

Oppure quello malinconico di Gerolamo Induno che, in “Sposalizio sotto la neve”, mostra “una ragazza in primo piano che piange guardando lo sposo desiderato”.

Non ci sono drammi, in questa pittura di genere spazio alle “Confidenze in barca” di Cesare Saccaggi o a quelle in camera come la ragazza di Cecil Van Haanen che sfoggia all’amica “Un dono del fidanzato”. 

Cesare Saccaggi, Confidenze sulla barca, olio su tela
Cesare Saccaggi, Confidenze sulla barca, olio su tela
Cecil Van Haanen, Un dono del fidanzato, olio su tela
Cecil Van Haanen, Un dono del fidanzato, olio su tela

Non bisogna dimenticarsi – e in mostra c’è una sezione apposta – che di moda c’è anche il Neosettecentismo: genere in cui prevale il gusto per i dettagli eleganti, misti a umorismo e malizia e che confermano quella voglia di leggerezza di molta borghesia, sazia della pittura “del vero” del secolo.

Amore spirituale

L’ultima sala indaga altri tipi di amore: quello fraterno, come in “Orfane” di Giuseppe Mentessi e quello materno, come in “Riposo” di Bartolomeo Giuliano oppure in “Raccoglimento” di Giovanni Sottocornola dove vi è una madre con gli occhi chiusi, il capo chino e due figlie in silenzio, concentrate: “Adesso l’amore si fa mistico, spirituale”, conclude Bartolena. Aria di nuovo secolo in arrivo.  

Bartolomeo Giuliano, Riposo, olio su tela
Bartolomeo Giuliano, Riposo, olio su tela
Giovanni Sottocornola, Raccoglimento, olio su tela
Giovanni Sottocornola, Raccoglimento, olio su tela

La mostra

“Amore, passione e sentimento, da Hayez a Cremona e Previati”
Al Palazzo della Meridiana di Genova
dal 13 settembre 2019 al 6 gennaio 2020

Info: www.palazzodellameridiana.it

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